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Anno 2017 Numero 5-6

Giardinaggio
maggio - giugno 2017

Megalopoli e agricoltura urbana, la nuova frontiera per lindustria del gardening

L'enorme crescita degli agglomerati urbani e la progressiva inclusione nel territorio cittadino non soltanto delle aree verdi ma anche delle attività agricole saranno uno tra i fenomeni più rilevanti dei prossimi anni. L'industria che produce tecnologie per la gestione delle aree verdi – sostiene il presidente di Comagarden Franco Novello – dovrà fronteggiare questa sfida, con la progettazione e la realizzazione di mezzi meccanici innovativi e polivalenti, in grado di operare efficacemente nei nuovi contesti

Il mercato delle macchine per il gardening presenta una “geografia” in evoluzione. Se fino a pochi anni fa erano i Paesi occidentali ad assorbire la gran parte della produzione (oltre l’80%  tra Stati Uniti ed Europa occidentale), lo scenario attuale vede emergere nuove aree. L’Europa orientale esprime una domanda crescente di mezzi per la manutenzione delle aree verdi, i Paesi arabi investono risorse cospicue nella creazione e manutenzione del verde, e Paesi enormemente estesi come l’India e l’Argentina sono destinati a registrare entro il 2020 i più alti tassi di crescita della domanda.

«Questo ampliamento progressivo del mercato – ha sostenuto Franco Novello, presidente dell’associazione dei costruttori italiani Comagarden, nel corso di una conferenza stampa tenutasi 21 aprile scorso a Milano – dipende da fattori culturali come la ricerca di una migliore qualità della vita, la valorizzazione delle attività turistiche, ricreative e sportive, la riscoperta del rapporto fra l’uomo e la natura, lo sviluppo di concezioni architettoniche e urbanistiche che considerano il verde non come elemento accessorio ma come elemento strutturale dello spazio in cui viviamo».

Per queste ragioni il mercato dei macchinari e delle attrezzature per il giardinaggio e la cura del verde è destinato a crescere in modo sensibile nel prossimo futuro, offrendo opportunità di sviluppo alle industrie costruttrici, tanto quelle dei Paesi che hanno una consolidata tradizione nella fabbricazione di questi mezzi, quanto quelle dei Paesi emergenti, che si sono prepotentemente inserite nel mercato, in questi anni, spesso praticando un marketing aggressivo prevalentemente centrato sul prezzo.

Per rispondere alle attuali sfide, l’associazione dei costruttori italiani ha sviluppato iniziative su più fronti, realizzando una promozione sistematica dei prodotti italiani presso gli operatori economici dei Paesi esteri, e nello stesso tempo sviluppando un’azione di contrasto nei confronti della contraffazione, della copiatura dei brevetti e dell’immissione sul mercato, da parte di Paesi emergenti, di macchinari sprovvisti dei necessari requisiti di qualità e sicurezza.

«Gli eventi fieristici si sono confermati in questi anni uno strumento efficace di promozione dei nostri prodotti – ha spiegato Novello – e i successi di manifestazioni come EIMA Green (oltre 300 industrie espositrici nell’edizione 2016) e come Agrilevante, che include una sezione specifica per le macchine da giardinaggio e per il verde hobbistico, lo stanno dimostrando».

Tuttavia, la strategia per mantenere l’industria italiana competitiva anche nel prossimo futuro deve prevedere una capacità di lettura degli scenari che si prospettano dal punto di vista economico ma anche sociale. Due elementi in particolare appaiono rilevanti per il settore: lo sviluppo delle attività multifunzionali in agricoltura e la crescita delle aree metropolitane.

«Se fino ad alcuni anni orsono era possibile distinguere nettamente le tipologie di macchine per l’agricoltura da quelle per il giardinaggio – ha spiegato Franco Novello illustrando alcune linee programmatiche sulle quali dovrebbe svilupparsi l’attività dell’associazione – oggi questa distinzione appare più sfumata, per l’affermarsi di attività come l’hobby farming, l’agricoltura part-time, le attività multifunzionali e quelle ricreative possibili in ambiente rurale, che richiedono una meccanizzazione flessibile e a piccola scala che chiama in causa le industrie del nostro settore».

In merito al fenomeno della concentrazione della popolazione mondiale in grandi metropoli, molte delle quali arriveranno a contare entro un ventennio decine di milioni di abitanti, il presidente Novello ha ricordato come: «nel prossimo futuro assisteremo ad una progressiva inclusione, oltre che delle aree verdi, della stessa agricoltura all’interno dei vasti territori urbani. Le metropoli saranno il campo di applicazione di nuove forme di decoro, di nuove tecniche di gestione del verde pubblico, e di modelli economici che combineranno attività agricole e industriali». «Tutto questo rappresenta per il nostro settore – ha concluso Novello – una campo di applicazione interessante e una sfida per molti aspetti decisiva».

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