PRIMO PIANO 6 PRIMO PIANO il suo massimo storico con circa 1,1 milioni di trattrici (+20,9% sul 2024) confermandosi primo al mondo per numero di unità acquistate. La contrazione del mercato agromeccanico – è stato spiegato nel corso della conferenza – è dovuta a fattori di natura congiunturale e non ad una flessione effettiva della domanda, che resta potenzialmente molto elevata. «Negli ultimi quindici anni l’output del settore primario è cresciuto in misura significativa – ha detto Mariateresa Maschio – ma per soddisfare i fabbisogni della popolazione mondiale dovrà crescere di un ulteriore 14% entro il 2034, specie in India e in quei Paesi del Nord Africa, dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente che registrano gli incrementi demografici più elevati». «Questo sarà possibile – ha aggiunto la Presidente di FederUnacoma – solo mediante una maggiore diffusione della meccanizzazione e delle tecnologie digitali ad essa applicate». Si va dunque delineando una nuova geografia delle produzioni agricole e, con essa, una nuova geografia del commercio mondiale di macchine agricole. A fronte di una ripresa degli scambi, che nel quadriennio 2026-2029 viene stimata nell’ordine dell’1,9% annuo (92,5 miliardi di euro a fine periodo) e che dovrebbe interessare tutte le principali macro-aree del pianeta, saranno l’Africa subsahariana (+4,8%), il continente asiatico (+3,8%) e l’America Latina (+2,9%) a registrare gli incrementi più significativi. In questo scenario emergono nuovi player, che vedono crescere le proprie quote di mercato. I costruttori cinesi sono oggi i principali fornitori per l’Africa subsahariana (quota di mercato del 35%) e per l’Asia (41%), occupano posizioni di rilievo in America latina (17,4%) e si affacciano anche in un mercato avanzato come quello europeo (9,3%). «Nei prossimi anni avremo un settore agromeccanico molto segmentato, con tecnologie basiche a basso costo e con tecnologie molto evolute per lavorazioni complesse. Avremo inoltre la necessità di promuovere sia politiche specifiche di settore, con incentivi per le attività di ricerca e per l’acquisto dei mezzi, sia politiche economiche generali capaci di liberalizzare i commerci e di rilanciare la cooperazione fra i Paesi», ha affermato Mariateresa Maschio. «Sono temi, scenari e sfide di grande importanza, che – ha concluso la presidente di FederUnacoma – saranno al centro anche della prossima di EIMA, una rassegna che da sempre si distingue nel panorama fieristico per la sua vocazione internazionale, e la sua ispirazione etica, basata sul confronto e sulla cooperazione». growth of 17.3%, while Spain grows by 29.3% with around 10,000 tractors (data as of November). India’s market continues its run, reaching an all-time high over the past twelve months with about 1.1 million tractors (+20.9% compared to 2024), confirming its position as the world’s leading market by number of units purchased. The contraction of the agromechanical market is due to cyclical factors rather than to an actual decline in demand, which remains potentially very high. “Over the past fifteen years, output in the primary sector has grown significantly,” said Mariateresa Maschio, “but to meet the needs of the world’s population it will have to grow by a further 14% by 2034, especially in India and in those countries of North Africa, Sub-Saharan Africa, and the Middle East that are experiencing the highest demographic growth.” “This will be possible,” added the President of FederUnacoma, “only through greater diffusion of mechanization and the digital technologies applied to it.” A new geography of agricultural production is therefore taking shape and, with it, a new geography of the global trade in agricultural machinery. Alongside a recovery in trade— estimated at around 1.9% per year over the 2026–2029 four-year period (reaching €92.5 billion by the end of the period) and expected to involve all major macro-areas of the planet—Sub-Saharan Africa (+4.8%), Asia (+3.8%), and Latin America (+2.9%) are set to record the most significant increases. In this scenario, new players are emerging and expanding their market shares. Chinese manufacturers are today the leading suppliers to Sub-Saharan Africa (35% market share) and Asia (41%), hold significant positions in Latin America (17.4%), and are also gaining a foothold in an advanced market such as Europe (9.3%). “In the coming years we will have a highly segmented agromechanical sector, with low-cost basic technologies alongside highly advanced technologies for complex operations. We will also need to promote both specific sector policies, with incentives for research activities and for the purchase of machinery, and broader economic policies capable of liberalizing trade and relaunching cooperation among countries,” stated Mariateresa Maschio. “These are issues, scenarios, and challenges of great importance,” concluded the President of FederUnacoma, “which will also be at the core of the next EIMA—an exhibition that has always stood out for its international vocation and its ethical inspiration, based on dialogue and cooperation.”
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