Mondo Macchina Nr. 2 - Anno 2026

n. 2/2026 BIOECONOMY – ultime, ma non meno importanti – agricoltura e foreste. Infatti, per questa sfida il ruolo giocato dal settore primario è di enorme importanza, visto che il suolo è il principale serbatoio terrestre di carbonio, contenendone ingenti quantitativi stimati in circa 1500 Petagrammi (1.500 miliardi di tonnellate), un valore che corrisponde al doppio di quello atmosferico e al triplo di tutto quello contenuto nelle biomasse. Quindi la cura del suolo, tra i tanti servizi ecosistemici che genera, ha ricadute concrete anche sul controllo del clima. Basti solo pensare che un rilascio del 10% del carbonio organico del suolo (SOC) è comparabile a tutte le emissioni antropogeniche di CO2 producibili nell’arco di 30 anni. Per queste ragioni parlare di “carbon farming” o carboniocoltura assume oggi un enorme significato strategico sotto innumerevoli punti di vista che si allineano – potenziandone ulteriormente l’efficacia – agli ecoschemi previsti dalla Politica Agricola Comune (PAC) 20232027. In tale ottica il regolamento (UE) 2024/3012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, è oggi il principale riferimento normativo che “istituisce un quadro volontario di certificazione dell'Unione per la rimozione permanente del carbonio, l'agricoltura a basse emissioni di carbonio e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti”. Tale misura mira a stimolare gli investimenti, sia in tecnologie innovative di rimozione del carbonio sia in soluzioni sostenibili di carbon farming, affrontando al contempo il greenwashing e contribuendo così all'obiettivo di neutralità climatica dell'Unione. Va chiarito che il “carbon farming” non si può considerare come una singola pratica, ma è piuttosto una strategia sistemica che mette insieme tecniche e prassi di gestione agricola e forestale volte a massimizzare la capacità del suolo e della biomassa vegetale di asIndeed, the role played by the primary sector in this challenge is of enormous importance, given that soil is the main terrestrial reservoir of carbon, containing huge quantities estimated at around 1,500 petagrams (1,500 billion tons), a value that corresponds to double the atmospheric amount and triple that contained in biomass. Soil care, among the many ecosystem services it generates, also has concrete implications for climate control. A release of 10% of soil organic carbon (SOC) is comparable to all anthropogenic emissions of CO2 producible within 30 years. For these reasons, talking about carbon farming today carries enormous strategic significance from countless points of view that align - further enhancing its effectiveness - with the ecoschemes envisaged by the Common Agricultural Policy (CAP) 2023-2027. In this perspective, EU Regulation 2024/3012 of the European Parliament and of the Council of November 27, 2024 is today the main regulatory reference that "establishes a voluntary Union certification framework for permanent carbon removals, low-carbon agriculture and carbon sequestration in products”. This measure aims to stimulate investments in both innovative carbon removal technologies and sustainable carbon farming solutions, while addressing greenwashing and thus contributing to the Union's climate neutrality objective. It should be clarified that Carbon Farming cannot be considered 39 Carbon farming: how agriculture can control the climate Soil is the main terrestrial carbon sink, and good agricultural practices can remove large amounts of climate-altering gases from the atmosphere. In order to achieve the climate neutrality goal set for 2050, Europe is seeking to reward carbon farming with a voluntary carbon credit mechanism

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