Mondo Macchina Nr. 2 - Anno 2026

PRIMO PIANO 6 PRIMO PIANO della meccanica agricola che – è stato ricordato in conferenza stampa – realizza solo il 30% del proprio fatturato sul mercato interno, mentre il restante 70% viene dalle esportazioni, che mai come in questo momento sono condizionate da una congiuntura non favorevole. «L’instabilità geopolitica, le sanzioni commerciali e le nuove barriere doganali – ha spiegato la presidente di FederUnacoma – hanno penalizzato il commercio globale di macchinario agricolo, stimato in flessione del 2,1%, con un valore complessivo di 85,7 miliardi di euro, finendo per penalizzare anche le nostre esportazioni di settore». I dati Istat sul commercio estero aggiornati all’ottobre scorso indicano una flessione dell’export di macchine italiane del 4,8% in valore rispetto allo stesso periodo 2024, dovuta in special modo al crollo del mercato USA (-34%). Arretrano anche Francia (-7%) e Germania (-2%) che diventano primo e secondo mercato di sbocco per i macchinari made in Italy. In crescita risulta invece l’export verso la Spagna (+31,3%) e la Polonia (+11,8%) che però non presentano volumi tali da compensare la flessione sui principali mercati. La strategia dell’industria di settore è ora finalizzata ad aprire nuovi sbocchi in India, in America Latina e nel Sud Est asiatico, anche per contendere quote di mercato ai costruttori emergenti di Cina ed India. La Cina, in particolare, ha raggiunto nel 2025 una quota del mercato europeo pari al 9% e una quota su quello italiano pari al 12% con l’offerta di tecnologie a basso prezzo. «Siamo in una fase di rilancio e riposizionamento del nostro comparto – ha concluso la presidente di FederUnacoma – che richiede politiche pubbliche bene articolate, e che può fare leva su un evento fieristico come l’EIMA, concepita proprio per sondare i trend di mercato e per favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese». for operators, highlights the quality and usefulness of new technologies.” The resilience of the domestic market, however, is not sufficient to support the agricultural machinery industry, which—as recalled during the press conference—generates only 30% of its turnover on the domestic market, while the remaining 70% comes from exports, which are currently affected by an unfavourable economic environment. “Geopolitical instability, trade sanctions and new customs barriers,” explained the President of FederUnacoma, “have penalised global trade in agricultural machinery, estimated to be down by 2.1%, with a total value of €85.7 billion, and have consequently also penalised our sector’s exports.” Istat (the Italian National Institute of Statistics) data on foreign trade updated to last October indicate a 4.8% decline in the value of Italian machinery exports compared to the same period in 2024, due mainly to the collapse of the US market (-34%). France (-7%) and Germany (-2%) also declined, becoming the first and second destination markets for Italian-made machinery. By contrast, exports to Spain (+31.3%) and Poland (+11.8%) increased, although not in volumes sufficient to offset the downturn in the main markets. The industry’s strategy is now aimed at opening new outlets in India, Latin America and South-East Asia, also in order to compete for market share with emerging manufacturers from China and India. China, in particular, reached a 9% share of the European market in 2025 and a 12% share of the Italian market, offering low-cost technologies. “We are in a phase of relaunch and repositioning of our sector,” concluded the President of FederUnacoma, “which requires wellstructured public policies and which can leverage a trade fair event such as EIMA, conceived precisely to analyse market trends and to promote the internationalisation of our companies.”

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