Mondo Macchina - Nr. 3-4 - Supplemento componentistica - Anno 2026

gitudinale. Lo step successivo prevede il cosiddetto semi-livellamento: un sistema di cilindri che lavora sui riduttori, correggendo pendenze laterali, generalmente, fino al 18%. È perfetto per il Centro Europa, dove i declivi sono dolci e servono macchine grandi, difficili da livellare oltre un certo limite. Trentotto, dieci e trenta (o trentacinque). Sono i numeri del livellamento estremo, oltre cui, finora, nessuno è mai andato. Né se ne vede la necessità, visto che consentono di lavorare su pendenze da alta montagna. Per ottenerli, è necessario intervenire profondamente sulla struttura della macchina. Che, per prima cosa, dev’essere sufficientemente leggera, affinché gli steli dei cilindri di sollevamento la possano reggere. Questo si contrappone alla necessità, che si manifesta ormai costantemente, di avere macchine con potenze sempre più alte, anche nelle zone di collina o montagna. E infatti alcuni costruttori propongono il doppio livellamento – anteriore e posteriore – su mietitrebbie a sei scuotipaglia, dunque con un peso considerevole. Lo ottengono con il già citato livellamento parziale anteriore, cui aggiungono due cilindri idraulici per alzare il posteriore. Non fino agli angoli estremi dell’autolivellante pura, ma abbastanza per lavorare su terreni piuttosto scoscesi. Torniamo però al cuore di questa analisi, ossia il livellamento più radicale, da montagna vera. A proporlo, come abbiamo visto, sono tre marchi. In ordine temporale, partiamo da AGCO, che ha ereditato la tecnologia da Laverda, acquisendo marchio e stabilimento di Breganze, sedici anni fa. Nel 2020 ha smesso di vendere mietitrebbie con quel marchio, ma continua a produrre macchine autolivellanti con i colori Fendt e Massey Ferguson. Facendo peraltro notare di essere il solo a montare i sistemi di autolivellamento interamente in linea, senza ricorso a officine esterne. Abbiamo poi New Holland, che per le autolivellanti lavora in partnership con la Zaffrani di Corridonia (Macerata) e ha a listino due diverse soluzioni: le agili Tc Hillside e le più performanti Cx Hillside, entrambe con cinque scuotipaglia. Il dispositivo, spiega Zaffrani, è stato sviluppato considerando peso della macchina e condizioni di lavoro ed è dotato di sistemi di protezione contro sovrapressioni dell’impianto e malfunzionamenti elettrici. Chiudiamo con CLAAS. Il suo sistema di autolivellamento è il più recente tra i tre, essendo stato presentato nel 2023, in sostituzione di uno precedente. È stato sviluppato in sinergia con l’officina Fratelli Marchesi di Piacenza, che forniscono anche alcuni componenti. Lo troviamo sulle Trion Montana 4. Sotto il profilo delle prestazioni, i tre marchi si equivalgono, o quasi. Tutti arrivano al 38% di pendenza laterale e si fermano al 10% in discesa (il canale elevatore, con attaccata la testata, più di tanto non può alzarsi né spingere il prodotto verso il battitore, se si esagera con la ripidità). C’è invece qualche differenza nelle performance in salita: 30% per New Holland, 32% per Claas, 35% per AGCO. Com’è fatto un autolivellamento. In buona sostanza, il trucco che ancor oggi rende una mietitrebbia adatta a lavorare in montagna consiste nel tenere il corpo macchina sempre orizzontale, come se si muovesse su un terreno pianeggiante. È possibile farlo appoggiandolo su quattro cilindri idraulici: due posteriori, più lunghi, che compensano la pendenza in salita, e due anteriori, che alzano il muso della macchina in discesa. Se ci si muove lungo le linee di livello, ossia con pendenza trasversale, le due coppie di cilindri agiscono in combinazione, sempre allo scopo di portare in piano l’apparato trebbiante-crivellante. Non possiamo dimenticare, però, altri due elementi fondamentali: trazione e testata. È indispensabile cal leveling, designed for true mountain terrain. As we’ve seen, three brands offer this. In chronological order, we’ll start with AGCO, which inherited the Laverda technology by taking over the brand and the Breganze plant sixteen years ago. In 2020, it stopped selling combine harvesters under that brand but continues to produce self-leveling machines under the Fendt and Massey Ferguson brands. It also points out that it is the only one to install fully in-line self-leveling systems, without relying on external workshops. Then there is New Holland, which partners with Zaffrani of Corridonia (Macerata) for its self-leveling machines and offers two different solutions: the agile Tc Hillside and the higher-performance Cx Hillside, both equipped with five straw walkers. The device, explains Zaffrani, was developed with the machine’s weight and working conditions in mind and is equipped with protection systems against system overpressure and electrical malfunctions. We conclude with CLAAS. Its self-leveling system is the most recent of the three, having been introduced in 2023 to replace a previous model. It was developed in collaboration with the Fratelli Marchesi workshop in Piacenza, which also supplies some components. It is found on the Trion Montana 4. In terms of performance, the three brands are equivalent, or nearly so. All can handle a 38% side slope and stop at a 10% downhill gradient (the elevator chute, with the header attached, cannot rise much higher or push the crop toward the threshing drum if the slope is too steep). There is, however, some difference in uphill performance: 30% for New Holland, 32% for Claas, 35% for AGCO. How self-leveling works. Essentially, the trick that still makes a combine harvester suitable for mountain work today is keeping the machine body horizontal at all times, as if it were TECNICA 32 TECNICA Livellamento anteriore, in grado di correggere discese fino al 10% Front leveling system, capable of compensating slopes up to 10%

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