Mondo Macchina - Nr. 5-6 - Anno 2026

n. 5-6/2026 DOSSIER MERCOSUR degli investimenti diretti italiani in area LatAm, che ammonta a 40 miliardi di euro, distribuito su 3.273 imprese, con più di 300.000 addetti totali e un fatturato di 75,4 miliardi. Una media per impresa forse ancora sottodimensionata rispetto a quanto richiederebbero questi mercati. Circa i numeri che esprime l’America Latina è possibile riferirsi alla fonte di dati economici più autorevole del continente (e non solo): il World Bank Group che l’8 aprile scorso ha diffuso il report “Latin America & the Caribbean Economic Update”. L’area America Latina e Caraibi (LAC) per gli analisti WBG si stima possa far registrare un PIL in crescita nell’anno in corso del 2,1%, poco sotto il 2,4% del 2025. I bassi livelli di crescita, tipici di quest’area, sono largamente legati a storici fattori di debolezza strutturale: crescita trainata dai consumi privati invece che dagli investimenti, un contenimento del livello dell’inflazione ancora poco significativo, e conseguentemente, condizioni finanziarie restrittive. Dal nuovo paradigma che si sta affermando nel commercio globale si intravedono, secondo il WBG, almeno due opportunità per l’America Latina: un riallineamento ai competitor come hub produttivo e le sfide della transizione energetica che potrebbero vedere questa regione in una posizione strategica all’interno di nuove supply chain grazie al tradizionale clean power mix, rispetto al quale l’area risulta essere avvantaggiata anche in termini di disponibilità di minerali critici. L’interscambio con l’estero rimane la chiave di volta per le imprese su almeno tre driver: ampliamento del mercato, riduzione della concentrazione dei rischi, incremento della diversificazione. A questi fini e alla luce dell’incerto quadro del commercio internazionale, WBG valuta l’accordo con la UE un fattore di stabilità, per una definizione dei partner chiave a livello globale e per la possibilità data alle imprese locali di disegnare uno sviluppo nel tempo delle relaamong 3,273 companies, with more than 300,000 total employees and a turnover of 75.4 billion. An average per enterprise that is perhaps still undersized compared to what these markets might demand. Regarding the numbers expressed by Latin America, it is possible to refer to the most authoritative source of economic data on the continent (and not only): the World Bank Group, which on April 8th released the report “Latin America & the Caribbean Economic Update”. According to WBG analysts, Latin America and the Caribbean (LAC) is expected to see GDP growth of 2.1% this year, just below the 2.4% growth rate in 2025. The low growth rates typical of this area are largely linked to historical structural weaknesses: growth driven by private consumption rather than investment, still insignificant inflation containment, and, consequently, restrictive financial conditions. According to the WBG, from the new paradigm that is establishing itself in global trade, at least two opportunities can be seen for Latin America: a realignment with competitors as a production hub and the challenges of the energy transition that could see this region in a strategic position within new supply chains thanks to the traditional clean power mix, with respect to which the region the area appears to also be ad21 South America: a promising economy Several international analysts believe that South American countries, despite their well-known structural vulnerabilities, are less influenced by the factors of economic and geopolitical instability that are affecting the Persian Gulf area, Europe, and even the USA

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