Mondo Macchina Nr. 7-9 - Anno 2026

MERCATI 30 MERCATI Pur con alcune criticità logistiche, il Ruanda presenta interessanti opportunità per le imprese italiane, specie nel campo dell’agroindustria e della trasformazione alimentare. Tra le caratteristiche del Paese, una riconosciuta stabilità politica e propensione ad agevolare gli investimenti esteri sono le principali attrattive del Paese. Gli attuali valori dell’interscambio – 15,7 milioni per le esportazioni dall’Italia e 23,2 milioni per le importazioni – presentano margini di crescita. A fine luglio il Paese è stato ammesso nell’Enterprise Europe Network, una rete che ha tra i suoi obiettivi quello di favorire l’internazionalizzazione delle imprese. Un altro possibile target per i costruttori italiani è rappresentato dall’Uganda, non solo perché è il terzo cliente italiano dell’area EAC con 91,5 milioni di beni e servizi importati, ma anche in considerazione del suo inserimento in importanti piani di cooperazione internazionale. Qui ci limitiamo a segnalare le attività di UNIDO ITPO (Investment and Technology Promotion Office dell’United Nations Industrial Development Organization) con sede a Roma. L’ITPO Italy ha avviato, anche per l’Uganda, programmi specifici di sviluppo industriale in settori in cui l’Italia eccelle, tra i quali macchinari agricoli, food processing, ittico, agritech e food innovation. L’Uganda si distingue inoltre per una attiva Free Trade Zone UFZEPA, potenziale piattaforma per operare a livello regionale. Controversie commerciali e sistema finanziario locale. Opportunità e criticità nel proporsi sui mercati dell’East Africa Community suggeriscono qualche considerazione sulle modalità di risoluzione delle controversie ed uno sguardo al sistema finanziario. Sul primo aspetto uno state of the art è venuto dalle relazioni presentate all’Italian Arbitration Day organizzato lo scorso giugno dalla Camera Arbitrale di Milano (CAM) e dall’Associazione Italiana per l’Arbitrato (AIAl), annuale appuntamento dedicato all’Arbitrato Internazionale. In tale occasione è emerso come l’attuale scenario del commercio globale abbia acuito la legal disruption dovuta ad un sempre più ampio venir meno delle regole (e prassi) del commercio internazionale. In questo contesto molte imprese hanno deciso di inserire la clausola arbitrale nei contratti con le controparti estere, anche extra UE. I dati forniti da CAM evidenziano Despite some logistical challenges, Rwanda offers interesting opportunities for Italian companies, especially in the agribusiness and food processing sectors. The country's political stability and propensity to facilitate foreign investments are among its main attractive features. Current trade figures - 15.7 million for exports from Italy and 23.2 million for imports - show room for growth. At the end of July, the country was admitted to the Enterprise Europe Network, a network whose aims include promoting the internationalization of companies. Another potential target for Italian manufacturers is Uganda, not only because it is Italy's thirdlargest customer in the EAC region, with EUR 91.5 million in imported goods and services, but also because of its inclusion in important international cooperation plans. Here we will limit ourselves to reporting on the activities of UNIDO ITPO (Investment and Technology Promotion Office of the United Nations Industrial Development Organization) based in Rome. ITPO Italy has launched specific industri-al development programs, also for Uganda, in sectors in which Italy excels, including agricultural machinery, food processing, fish, agritech and food innovation. Uganda is also distinguished by an active Free Trade Zone (UFZEPA) that offers a potential platform for operating at the regional level. Trade disputes and the local financial system. Opportunities and challenges in entering the East African Community markets suggest some considerations regarding dispute resolution methods and a look at the financial system. One state of the art aspect arose from the papers presented at the Italian Arbitration Day organized last June by the Milan Chamber of Arbitration (CAM) and the Italian Arbitration Association (AIAl), an annual event dedicated to International Arbitration. On this occasion it emerged how the current global trade scenario has exacerbated legal disruption due to an ever-widening erosion of the rules (and practices) of international trade. In this context, many companies have decided to include an arbitration clause in contracts with foreign counterparties, including those outside the EU. The data provided by CAM shows a lot of growth in the number and vol-

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