Edito da FederUnacoma Surl - v. Venafro, 5 - 00159 Roma - Poste Italiane Spa - Sped. A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma - taxe percue - tassa riscossa, Roma Italia Contiene Supplemento Pre-catalogo EIMA 2026 MENSILE DI MECCANIZZAZIONE PER L'AGRICOLTURA, LE AREE VERDI, LA ZOOTECNIA E LA GESTIONE DEL TERRITORIO A MONTHLY PUBLICATION ON MECHANIZATION FOR AGRICULTURE, GREEN AREAS, ZOOTECHNICS AND LAND MANAGEMENT anno XXXV • luglio-settembre 2026 • n. 7-9 Mercati: Africa Orientale Markets: East Africa Coltivazioni microgreen Microgreen cultivation
PERIODICO MENSILE DI MECCANIZZAZIONE PER L’AGRICOLTURA, LE AREE VERDI, LA ZOOTECNIA E LA GESTIONE DEL TERRITORIO A MONTHLY PUBLICATION OF MECHANIZATION FOR AGRICULTURE, GREEN AREAS, ZOOTECHNICS AND LAND MANAGEMENT Luglio-Agosto-Settembre/July-August-September 2026 iscriz. al Tribunale di Roma n. 306/92 del 14.5.92 sped.A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma taxe perçue-tassa riscossa Roma - Italia Editore Direzione Amministrazione/ Publication Management Administration FederUnacoma surl - Via Venafro, 5 - 00159 Roma Tel. 0643298.1 - Fax 064076370 mondomacchina@federunacoma.it www.mondomacchina.it Direttore Responsabile/Editor in Chief: Girolamo Rossi Caporedattore/Managing Editor: Giovanni M. Losavio Segretario di redazione/Editorial Secretary: Emanuele Bredice Comitato di redazione/Editorial Committee: Paolo Buttaci, Patrizia Conti, Davide Gallarate, Davide Gnesini, Patrizia Menicucci, Fabio Ricci, Federica Tugnoli Hanno collaborato a questo numero/Contributors to this number: J. Bacenetti, E. Bredice, V. Federici, L.E. Galli, G.M. Losavio, M. Monni, P. Patriarca, D. Pessina, P. Piccarolo Traduzioni a cura di/Translation by: Akróasis S.I.T. Srl, L. Mutarelli Fotografie/Photography: E. Bredice, Immaginopoli, Archivi FederUnacoma, Istock, G.M. Losavio Grafica e impaginazione/Graphic layout: Simonetta Tranquilli Stampa/Printing: Industria Grafica Umbra s.r.l. Via Umbria, 148 - 06059 Todi (PG) +39 075898041 info@industriagraficaumbra.it Pubblicità/Exclusive Advertising Rights: Concessionaria in esclusiva PROMOSYSTEM s.r.l. - V. P. A. Orlandi, 11/1 40139 Bologna Tel. 0516014411 - Fax 0516014059 info@promosystemsrl.com Bollettino Tecnico mensile della Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura (FederUnacoma) Technical Bulletin of National Union (Federation) of Agricultural Machinery Manufacturers (FederUnacoma) Abbonamento annuale/Annual subscription: Italia UE/Italy and EU30,00 euro Estero/Elsewhere 40,00 euro ISSN 1125-422X Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana PRIMO PIANO CLOSE-UP 4L’industria agromeccanica in uno scenario economico complesso The agricultural machinery industry: a complex economic scenario Giovanni M. Losavio 10Macchine agricole, fatturato italiano in crescita nel 2025 Agricultural machinery, Italian sales on the rise in 2025 Redazione Editorial Staff 14Agenzia Ice, cent’anni nel segno dell’export The Italian Trade Agency ICE, a hundred years of exports Valentino Federici 18eIMA si espande e prepara un’edizione da primato EIMA expands and prepares for a record-breaking edition Redazione Editorial Staff 20eIMA energy: tecnologie avanzate per l’energia da biomasse EIMA Energy showacase: advanced technologies for biomass energy Redazione Editorial Staff MERCATO MARKET 24Africa orientale: esportazioni e requisiti di conformità East Africa: exports and compliance requirements Patrizio Patriarca EVENTI EVENTS 32Vigneto, in campo le nuove tecnologie Vineyard, new technologies in action Redazione Editorial Staff BIOECONOMIA BIOECONOMY 36DeliSoil, un progetto per l’impiego di biofertilizzanti sostenibili DeliSoil: a project for the use of sustainable biofertilizers Matteo Monni GIARDINAGGIO GARDENING 42Verde urbano, tecnologie per la piantumazione degli alberi Urban greenery, tree planting technologies Pietro Piccarolo 50Nuovi trattorini emak, compatti e sicuri New Emak tractors, compact and safe Valentino Federici 2 SOMMARIO SOMMARIOSummary
52John Deere potenzia la gamma per il verde professionale John Deere expands its professional green area care product range Emanuele Bredice 54Le alte prestazioni delle nuove motoseghe Stihl High performance of the New Stihl chainsaws Valentino Federici TECNICA TECHNOLOGY 58Tecnologie e pratiche agronomiche per un riso 4.0 Technology and agronomic practices for rice 4.0 Jacopo Bacenetti 64Microgreen, una filiera in espansione Microgreens: a growing industry Lavinia Eleonora Galli 72Il particolato di usura degli pneumatici agricoli Particulate matter from agricultural tyre wear Domenico Pessina NEWS 82John Deere rimodella le alte potenze John Deere redesigns its high-powered tractors Valentino Federici 86Precisione e automazione, i plus della seminatrice Saphir XMR Precision and automation, the advantages of the Saphir XMR seed drill Emanuele Bredice 88Pöttinger: le seminatrici Aerosem M Pöttinger: the Aerosem M seed drills Valentino Federici BRAND 92Merlo: cuore ‘artigianale’, vocazione industriale Merlo: an ‘artisan’ heart, an industrial vocation Valentino Federici SUMMMARY
PRIMO PIANO by Giovanni M. Losavio The agricultural machinery industry is greatly export oriented and is present in markets throughout the world, which, as is well known, account for a significant share of national production, contributing significantly to the sector's trade surplus. However, strong international instability is penalizing global trade flows and also affecting trade in agricultural machinery, particularly with those countries that traditionally have great demand for Ital4 PRIMO PIANO di Giovanni M. Losavio L’industria della meccanica agricola ha una forte vocazione all'export ed è presente sui mercati di tutto il mondo, i quali, come noto, assorbono una quota consistente della produzione nazionale, contribuendo in misura determinante all’attivo della bilancia commerciale di settore. Tuttavia, la forte instabilità internazionale sta penalizzando i flussi del commercio globale e sta condizionando anche gli scambi di macchine agricole, in particolare con quei Paesi che tradizionalmente L’industria agromeccanica in uno scenario economico complesso Dalla competizione tra Stati Uniti e Cina ai conflitti in Medio Oriente e nell’Europa orientale, le tensioni geopolitiche ridisegnano rotte commerciali, rapporti di forza e strategie industriali, imponendo anche alla meccanica agricola italiana nuove scelte sui mercati globali
n. 7-9/2026 CLOSE-UP ian-made technologies. The turbulent geopolitical landscape has prompted Italian manufacturers to explore new markets and launch technical and commercial cooperation initiatives with countries with great potential, such as those in Southeast Asia, Africa, and the Americas. However, exploring and then realizing business opportunities in alternative settings requires considerable investments in building a sales network, technical assistance services, and sometimes on-site production facilities. Investments that, already risky in and of themselves, can become even more so in an uncertain scenario such as the current one. Gaining an increasingly in-depth understanding of target countries and the economic, geographic, and political variables that can influence global trade trends is therefore key to improving the competitiveness of the Italian agricultural machinery industry. This topic, now more relevant than ever, was the focus of the public session of the FederUnacoma Annual Assembly, held on June 22 at Palazzo di Varignana 5 The agricultural machinery industry: a complex economic scenario From the competition between the United States and China to conflicts in the Middle East and Eastern Europe, geopolitical tensions are redrawing trade routes, balances of power, and industrial strategies, and also forcing Italian agricultural machinery manufacturers to make new choices on global markets esprimono una forte domanda di tecnologie made in Italy. Le turbolenze del panorama geopolitico hanno indotto i costruttori italiani ad esplorare nuovi mercati e ad avviare iniziative di cooperazione tecnica e commerciale con Paesi dalle grandi potenzialità, vedi quelli del sud-est asiatico, dell’Africa e dell’America. Esplorare prima e concretizzare poi le opportunità di business in contesti alternativi richiede, tuttavia, investimenti considerevoli per la costruzione di reti commerciali, servizi di assistenza tecnica e, talvolta, insediamenti produttivi in loco. Investimenti che, già di per sé rischiosi, possono diventarlo molto di più in uno scenario incerto come l’attuale. Acquisire una conoscenza sempre più approfondita dei Paesi target e delle varabili economica, geografica e politica che possono influenzare il trend dei commerci mondiali, diventa dunque un fattore chiave per migliorare la competitività dell’industria agromeccanica italiana. Il tema, oggi più attuale che mai, è stato al centro della sessione pubblica dell’Assemblea annuale di FederUnacoma, che si è tenuta lo scorso 22 giugno presso il Palazzo di Varignana (Bologna) e che ha visto la partecipazione di Dario Fab-
PRIMO PIANO 6 PRIMO PIANO bri, analista geopolitico; Federico Fubini, vice direttore del Corriere della Sera e di Massimo Panarari, docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università Luiss ‘Guido Carli’. L’incontro, moderato dal vice direttore di Sky TG24 Alessandro Marenzi, si è aperto con un saluto della presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio. L’interruzione delle catene di valore, l’incremento dei costi delle materie prime, i rincari dell’energia, le difficoltà della logistica – ha ricordato la presidente Maschio – continuano a mettere sotto pressione il comparto della meccanica agricola, soprattutto nei Paesi come gli Stati Uniti, la Germania, il Canada e la Francia, che esprimono una forte domanda di tecnologie ad alta innovazione e che, pertanto, svolgono un ruolo trainante per tutto il settore. Nel breve e medio termine lo scenario non sembra destinato a cambiare, sicché il quadro economico globale dovrebbe continuare ad essere condizionato dalle tensioni geopolitiche. In questa prospettiva, l’analista Dario Fabbri ha rimarcato come i principali conflitti in atto, quello in Medio oriente e in Europa orientale siano collegati tra loro, inserendosi nella cornice del più ampio confronto tra Cina e Stati Uniti. Quella tra le due potenze è una competizione multidimensionale che implica molteplici terreni di confronto: politico, ideologico, economico, militare. Ma tale competizione assume anche una dimensione marittima, come indicano le operazioni belliche statunitensi contro l’Iran (anche) per la questione dello Stretto di Hormuz o le mire cinesi sull’isola di Taiwan, che rappresentano un ostacolo geografico alla proiezione della potenza cinese oltre lo Stretto di Formosa, verso l’Oceano Pacifico. La guerra contro la Repubblica Islamica, che ad oggi gli USA non hanno vinto, potrebbe trasformarsi per Washington in una sconfitta strategica – ha spiegato Fabbri – poiché la potenza statunitense si fonda sul controllo dei mari ed in special modo sul controllo dei ‘choke points’, stretti e passaggi di mare obbligatori per le rotte commerciali mondiali. Non riuscire ad esercitare tale controllo su Hormuz, uno dei ‘choke points’ più importanti del pianeta insieme con quelli di Bab el Mandeb, Malacca, Panama e Gibilterra, indebolisce il prestigio americano e rischia di scalfirne l’egemonia quale superpotenza. Se l’impegno bellico sta creando non poche difficoltà agli Stati Uniti, per la Cina il tema più rilevante è quello relativo all’andamento dell’economia che, come ha sottolineato Federico Fubini, sta dando segni di rallentamento. In un quadro caratterizza- (Bologna). The session included geopolitical analyst Dario Fabbri, Federico Fubini, deputy editor of Corriere della Sera, and Massimo Panarari, professor at the University of Modena and Reggio Emilia and Luiss Guido Carli University. The meeting was moderated by Sky TG24 Deputy Director Alessandro Marenzi and opened with a welcoming address from FederUnacoma President Mariateresa Maschio. Disruptions to value chains, rising raw material costs, energy prices, and logistics challenges - as President Maschio noted - continue to put pressure on the agricultural machinery sector, especially in countries like the United States, Germany, Canada, and France, which have great demand for highly innovative technologies and therefore play a driving role for the entire sector. In the short and medium term, the scenario does not appear likely to change, and the global economic picture is expected to continue to be influenced by geopolitical tensions. It was from this perspective that analyst Dario Fabbri emphasized how the main ongoing conflicts, those in the Middle East and Eastern Europe, are interconnected and fit within the broader context of the confrontation between China and the United States. The competition between the two powers is multi-dimensional and involves multiple areas of confrontation: political, ideological, economic, and military. But this competition also takes on a maritime dimension, as indicated by the US military operations against Iran (also) over the issue of the Strait of Hormuz or China's ambitions for the island of Taiwan, which represent a geographical obstacle to the projection of Chinese power beyond the Strait of Taiwan, towards the Pacific Ocean. The war against the Islamic Republic, which the US has not won to date, could turn into a strategic defeat for Washington – Fabbri explained – since US power is based on control of the seas and especially on control of 'choke points', straits and sea passages that are essential for global trade routes. Failure to exercise such control over Hormuz, one of the most important choke points on the planet along with Bab el Mandeb, Malacca, Panama and Gibraltar, weakens American prestige and risks undermining its hegemony as a superpower. While the war effort is creating many difficulties for the United States, the most significant issue for China is the perfor-
n. 7-9/2026 7 CLOSE-UP to da crescenti tensioni e restrizioni commerciali, a preoccupare il governo di Pechino non è soltanto la flessione degli investimenti interni, con particolare riguardo per la loro componente estera, ma – ha spiegato il vice direttore del Corriere della Sera – anche la contrazione dei consumi delle famiglie, come indicato dalla variazione negativa registrata lo scorso mese di maggio. Le difficoltà, insieme strutturali e congiunturali, che stanno frenando la corsa del ‘gigante cinese’ non devono trarre in inganno. La Repubblica Popolare rappresenta ancora oggi per i Paesi occidentali un concorrente agguerrito e aggressivo, potendo peraltro sfruttare sui mercati esteri un vantaggio competitivo formidabile: quello di poter operare, a differenza delle aziende occidentali, senza margini o con margini molto ridotti. Gli incentivi all’internazionalizzazione previsti dal governo centrale o dai governi locali permettono infatti alle imprese cinesi di operare in perdita – il deficit viene colmato con le risorse previste sussidi pubblici – e di guadagnare posizioni oligopolistiche, se non addirittura monopolistiche nei mercati target. A soffrire la concorrenza cinese sono in special modo i Paesi manifatturieri europei. Messo sotto pressione dall’aggressività commerciale cinese (oltre che dalle politiche tariffarie dell’amministrazione statunitense), il ‘vecchio continente’, che ha perso il vantaggio competitivo dato dalle produzioni di alta tecnologia, non ha molte opzioni strategiche per rispondere alle sfide che vengono da Oriente. Non lo è di certo la prospettiva di uno scontro diretto, come dimostra l’esperienza degli Stati Uniti, che la loro guerra commerciale con la Cina l’hanno sostanzialmente persa. Scartato lo scenario di una contrapposizione aperta, rispetto alla mance of its economy, which, as Federico Fubini emphasized, is showing signs of slowing. In a climate of growing tensions and trade restrictions, Beijing's government is concerned not only about the decline in domestic investment, particularly foreign investment, but also - as the deputy editor of Corriere della Sera explained - the decrease in household consumption, as evidenced by the decline reported this past May. The difficulties, both structural and cyclical, that are slowing the progress of the 'Chinese giant' should not, however, be misleading. The People's Republic still represents a fierce and aggressive competitor for Western countries, while also being able to make the most of a formidable competitive advantage in foreign markets: that of being able to operate with no or very low margins, unlike Western companies. Internationalization incentives provided by the central or local governments allow Chinese companies to operate at a loss – the deficit is covered with resources provided by government subsidies – and to gain oligopolistic, if not monopolistic, positions in target markets. European manufacturing countries are especially suffering from Chinese competition. Under pressure from China's aggressive trade (as well as the US administration's tariff policies), the 'old continent', which has lost the competitive advantage afforded by high-tech production, does not have many strategic options to respond to the challenges coming from the East. Any potential direct clash is certainly not desirable, as demonstrated by the experience of the United States, which essentially lost its trade war with China. Having ruled out the possibility of an open confrontation, in which
PRIMO PIANO 8 PRIMO PIANO quale la Repubblica Popolare potrebbe mettere in campo diverse tipologie di misure ritorsive (vedi, ad esempio, il blocco delle terre rare), l’Unione Europea potrebbe invece puntare un percorso negoziale – come ha suggerito il vice direttore del Corriere della Sera – aprendo alcuni settori al libero scambio, dietro il riconoscimento da parte di Pechino di specifiche garanzie commerciali a tutela delle imprese europee. Le turbolenze che in questi anni stanno segnando lo scenario globale non riguardano soltanto le relazioni tra gli Stati poiché chiamano in causa anche linee di fratture all’interno degli stessi Stati. C’è, insomma, un tema legato alla crisi delle forme e delle formule della rappresentanza, che – ha detto Massimo Panerari – non nasce oggi, ma è conseguenza di un processo che inizia nella seconda metà del secolo scorso e che accelera con l’applicazione delle tecniche e delle finalità dello storytelling al marketing politico. Questa, secondo il docente della Luiss, è l’architrave su cui poggia il populismo. La crisi della rappresentanza si è poi intrecciata con altri fenomeni, quali – ad esempio – la mobilitazione cognitiva conseguente all’istruzione di massa degli anni Sessanta. L’acquisizione di un livello di competenze più elevato ha però indebolito la funzione di intermediazione svolta dagli organismi di rappresentanza. Parti politici, sindacati, associazioni e istituzioni che sino ad allora erano stati punto di riferimento per la comprensione della realtà e che avevano svolto una funzione di indirizzo dei comportamenti politici e sociali, perdono tali prerogative. La mobilitazione cognitiva permette a ciascuno di dare in maniera del tutto autonoma un significato quanto accade nel mondo, facendo quindi venir meno la necessità di ricorrere a mediatori di senso. I territori abbandonati dalla rappresentanza vengono occupati dalla comunicazione, mentre i partiti politici finiscono per perdere quella che un tempo era la loro base sociale. Oggi tale fenomeno è esasperato dalle tecnologie digitali, le quali – ha affermato Panerari – producono una spinta ipernarcisistica e ipersoggettivizzante, e con essa l’illusione dell’onniscienza. Lo scenario che si presenta alle aziende agromeccaniche è dunque estremamente complesso, giacché presenta linee di fratture riferibili non soltanto alla macrodimensionale statuale ma alla microdimensione sociale, a livello di rapporti individuali e di microgruppi. In tale contesto, per vincere la sfida di una competizione sempre più serrata, i costruttori di macchine agricole debbono affinare la capacità di comprendere i trend socio-economici ed essere in grado di anticipare le mosse dei concorrenti, reagendo tempestivamente a quei mutamenti di scenario che si presentano con sempre maggior frequenza. Giovanni M. Losavio the People's Republic could implement various types of retaliatory measures (see, for example, the ban on rare earth minerals), the European Union could instead pursue a negotiating path - as suggested by the deputy editor of Corriere della Sera - opening certain sectors to free trade, subject to Beijing's recognition of specific trade guarantees to protect European companies. The turbulence that has been shaping the global landscape in recent years does not only concern relations between nations, but also calls into question fault lines within those very same nations. In short, there is a theme linked to the crisis of the forms and formulas of representation, which – said Massimo Panerari – has not just come up today, but is the consequence of a process that began in the second half of the last century and accelerated with the application of storytelling techniques and purposes to political marketing. This, according to the Luiss professor, is the cornerstone on which populism rests. The crisis of representation has since intertwined with other phenomena, such as – for example – the cognitive mobilization resulting from the mass education of the 1960s. However, the acquisition of higher level skills has weakened the intermediation function performed by representative bodies. Political parties, trade unions, associations, and institutions that up until then had been a point of reference for understanding reality and had played a role in guiding political and social behavior, lost these prerogatives. Cognitive mobilization allows each person to independently make sense of what happens in the world, thus eliminating the need for meaning mediators. The territories abandoned by representation are occupied by communication, while political parties end up losing what was once their social base. Today this phenomenon is exacerbated by digital technologies, which – Panerari stated – produce a hyper-narcissistic and hyper-subjectivizing drive, and with it the illusion of omniscience. The scenario facing agricultural machinery companies is thus extremely complex, as it presents fracture lines that refer not only to the macro-state dimension but also to the micro-social dimension, at the level of individual relationships and micro-groups. In this context, in order to meet the challenge of increasingly fierce competition agricultural machinery manufacturers must hone their ability to understand social and economic trends and be able to anticipate competitors' moves, reacting promptly to those changes in the scenario that arise with ever greater frequency. Giovanni M. Losavio
PRIMO PIANO 10 PRIMO PIANO Macchine agricole, fatturato italiano in crescita nel 2025 La tenuta del mercato interno compensa il calo delle esportazioni, trainando la produzione dell’industria nazionale, che chiude il 2025 con un valore complessivo di 14,3 miliardi di euro (+2,1%). In crescita la componentistica, i ricambi e parti di trattrici, oltre che le macchine e le attrezzature per il giardinaggio; calano invece le trattrici, e le altre macchine agricole. La flessione dell’export non compromette l’attivo della bilancia commerciale
n. 7-9/2026 CLOSE-UP by Editorial Staff Geopolitical tensions, tariffs and rising production costs continued to affect the agricultural machinery sector throughout 2025, but the Italian industry has remained largely resilient. In fact, last year’s final figures show a slight increase in the total value of production (+2.1%), reaching 14.3 billion euros. Growth was driven, in particular, by the components sector (+7.6% to 3.5 billion euros) and the spare parts and machine parts sector 11 Agricultural machinery, Italian sales on the rise in 2025 The resilience of the domestic market offsets the decline in exports, driving the production of the Italian agromachinery industry, which closes out 2025 with a total value of 14.3 billion euros (+2.1%). In growth is seen in components, spare parts, and tractor parts, as well as in gardening machinery and equipment; conversely, sales of tractors and other agricultural machinery are down. The decline in exports does not compromise the trade surplus a cura della Redazione Le tensioni geopolitiche, le barriere tariffarie e l’incremento dei costi di produzione hanno condizionato anche nel corso del 2025 l’andamento del settore agromeccanico, ma l’industria italiana mostra una sostanziale tenuta. Il consuntivo dello scorso anno si chiude infatti con un leggero incremento nel valore complessivo della produzione (+2,1%), che raggiunge i 14,3 miliardi di euro. La crescita è stata trainata, in special modo, dai settori della componentistica (+7,6% per un valore di 3,5 miliardi) e da quello dei ricambi e delle parti di macchina (+8,6% con 1,3 miliardi), merceologie che possono approcciare i mercati in modo più dinamico e flessibile, e che si confermano par-
PRIMO PIANO 12 PRIMO PIANO ticolarmente strategiche per le aziende del comparto. Saldo positivo anche per le macchine e le attrezzature per il giardinaggio (+8,3% con 900 milioni), mentre sono in leggera flessione le trattrici e le altre macchine agricole, che calano rispettivamente dell’1,7% (per un totale di 1,9 miliardi) e dell’1,4% (6,7 miliardi). Sul bilancio di fine anno ha influito positivamente l’incremento delle vendite sul mercato interno, che ha interessato le principali tipologie di macchine, dalle trattrici (+13,7%) ai transporter (+45,9%), ai sollevatori telescopici (+17,5%), e che ha interrotto una congiuntura sfavorevole iniziata nel 2022. Tali incrementi – ha spiegato la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio nel corso dell’Assemblea annuale della Federazione, lo scorso giugno al Palazzo di Varignana (Bologna) – hanno compensato la flessione delle esportazioni, risultate in leggero calo (-1,7%) rispetto ai precedenti dodici mesi. Nel complesso, il valore del nostro export si è fermato a 6,7 miliardi, come somma delle voci relative alle trattrici (1,4 miliardi, -2,9%), alle macchine operatrici e attrezzature (4,4 miliardi, -3,2%), alle trattrici incomplete e ai ricambi (+8,3%). «ll calo delle vendite all’estero è dovuto in special modo alle politiche tariffarie degli USA, che – ha spiegato Mariateresa Maschio – nel 2023 e nel 2024 sono stati il primo mercato di destinazione delle tecnologie agricole prodotte in Italia». «Per l’industria nazionale – ha aggiunto la presidente – i dazi americani hanno comportato una perdita di oltre 230 milioni di euro, senza la quale l’export di settore avrebbe chiuso il 2025 sugli stessi valori dell’anno precedente». La contrazione del fatturato estero e la crescita delle importazioni (+8,6% in valore) non hanno tuttavia compromesso i saldi della bilancia commerciale, che resta in attivo per 4,6 miliardi di euro. «Per rafforzare la presenza italiana sui mercati esteri – ha detto in conclusione Mariateresa Maschio – la Federazione sta intensificando l’attività di esplorazione e promozione sui nuovi mercati, vedi quelli dell’America latina, del Sudest asiatico e dell’Africa». (+8.6% to 1.3 billion) - product categories that can approach markets in a more dynamic and flexible manner and that remain particularly strategic for companies in the sector. Garden machinery and equipment also posted positive growth (+8.3% to 900 million), while tractors and other agricultural machinery saw a slight decline, falling by 1.7% (to a total of 1.9 billion) and 1.4% (to 6.7 billion), respectively. The year-end results were positively influenced by the increase in domestic sales, which affected the main types of machinery - from tractors (+13.7%) to transporters (+45.9%) to telescopic handlers (+17.5%) - and brought an end to an unfavorable economic trend that began in 2022. These increases - as explained by FederUnacoma President Mariateresa Maschio during the Federation’s Annual Meeting, last June at the Palazzo di Varignana (Bologna) - offset the decline in exports, which were down slightly (-1.7%) compared to the previous twelve months. Overall, the value of Italian agricultural machinery exports stood at 6.7 billion, comprising tractors (1.4 billion, -2.9%), construction machinery and equipment (4.4 billion, -3.2%), and incomplete tractors and spare parts (+8.3%). “The decline in overseas sales is due in particular to tariff policies adopted by the American governement, since. in 2023 and 2024 - as Mariateresa Maschio explained - the U.S. market was the leading destination for Italian-made agricultural technologies”. “U.S. tariffs resulted in a loss of over 230 million euros; without this loss - added the president of FederUnacoma - the sector’s exports would have closed 2025 at the same levels as the previous year.” However, the decline in foreign sales and the increase in imports (+8.6% in value) did not compromise the trade balance of the sector, which remains in surplus by 4.6 billion euros. “To strengthen Italy’s presence in foreign markets,” Mariateresa Maschio concluded, “the Federation is stepping up its exploration and promotion efforts in new markets, such as those in Latin America, Southeast Asia, and Africa.”
PRIMO PIANO 14 PRIMO PIANO Agenzia ICE, cent’anni nel segno dell’export L’Istituto per il commercio con l’estero traguarda il secolo. Presentata lo scorso luglio a Roma una pubblicazione celebrativa. Il volume è un condensato dell’attività svolta in questi cento anni dell’Agenzia per l’affermazione del made in Italy sui mercati di tutto il mondo
n. 7-9/2026 CLOSE-UP by Valentino Federici In 2025, the value of Italian export goods hit EUR 643.2 billion, a 3.3% increase compared to 2024. This upswing was supported by the increase in sales of non-durable consumer goods, intermediate goods, and capital goods, offset by the decline in exports of energy and durable consumer goods. The value of imported goods - EUR 592.5 billion - also increased (+3.2%), mainly due to the sharp increase in purchases of nondurable consumer goods. These dynamics have led to an improvement in Italy's trade balance, which is in the black at EUR 50.7 billion (up from EUR 48.3 billion in 2024). This is just some of the data contained in the 40th ICE Report (2025-2026) and in the 28th edition of the Statistical Yearbook entitled "Foreign Trade and International Business Activities", the result of the collaboration between the ICE Agency for promotion abroad and the internationalization of Italian businesses and the Italian National Institute of Statistics (ISTAT), presented last July on the occasion of the celebration of the Agency's centenary. 15 The Institute for Foreign Trade turns 100. A work celebrating the milestone was presented last July in Rome. The volume is a summary of the activities carried out by the Agency over the last hundred years heralding the success of products Made in Italy in markets throughout the world di Valentino Federici Nel 2025 il valore in euro delle esportazioni italiane di merci ha toccato i 643,2 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto al 2024. Un trend sostenuto dall’aumento delle vendite di beni di consumo non durevoli, beni intermedi e beni strumentali, a cui fa da contraltare il calo delle esportazioni di energia e beni di consumo durevoli. Anche il valore delle merci importate – 592,5 – miliardi di euro, è risultato in crescita (+3,2%), principalmente per effetto del forte aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli. Queste dinamiche hanno determinato un miglioramento del saldo commerciale dell’Italia, risultato positivo per 50,7 miliardi di euro (era di 48,3 miliardi nel 2024). Questi sono solo alcuni dei dati contenuti nel 40° Rapporto ICE (2025-2026) e nella 28° edizione dell’Annuario statistico denominato “Commercio estero e attività internazionali delle imprese”, frutto della collaborazione fra l’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e l’istituto nazionale di statistica Istat, presentati lo scorso luglio in occasione della giornata celebrativa per i cento anni dell’Agenzia. Nato nel 1926 come Istituto Nazionale per l’Esportazione, l’ente si è evoluto nel corso dei decenni, passando dallo svolgere mere attività di promozione commerciale all’essere un service per le imprese attive fuori dai confini nazionali e un partner di riferimento per associazioni di categoria e istituzioni. Con risultati rilevanti: nel 1926 le esportazioni di beni e servizi valevano circa il 12% del prodotto interno lordo italiano. Nel 2025 il rapporto ha toccato il valore record del 32,2% del PIL. The Italian Trade Agency ICE, a hundred years of exports
PRIMO PIANO 16 PRIMO PIANO Al made in Italy una quota pari al 3% del commercio globale. La crescita registrata dal valore delle esportazioni italiane è dovuta in gran parte all’aumento dei valori medi unitari (+2,6%), mentre i volumi esportati sono cresciuti solo dello 0,6%. Per le importazioni, invece, la crescita in valore si deve soprattutto all’aumento dei volumi acquistati (+2,1%), con i valori medi unitari aumentati dell’1,1%. La quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci (misurata in dollari) è lievemente aumentata, passando al 2,77% dal 2,75% del 2024. L’incremento è risultato più accentuato in alcune aree geografiche, in particolare Medio Oriente (da 2,69% a 2,82%), America settentrionale (da 1,99% a 2,11%) e Unione Europea (da 4,88% a 4,99%), mentre si registrano diminuzioni nei Paesi europei non UE (da 5,23% a 4,85%), Africa settentrionale (da 5,85% a 5,73%) e negli altri Paesi africani (da 1,22% a 1,12%). Nel 2025 la Germania si è confermato il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane, con una quota dell’11,2% dell’export nazionale. Stati Uniti e Francia si collocano al secondo e al terzo posto tra i Paesi partner, con quote pari, rispettivamente, al 10,8% e al 10,1%; seguono Spagna (5,9%), Svizzera (5,5%) e Regno Unito (4,2%). Tra i principali Paesi, quelli che hanno registrato i migliori progressi sul 2024 – vale a dire pari o superiori allo 0,2% – sono risultati essere Svizzera, Stati Uniti, Spagna, Irlanda, Emirati Arabi Uniti e Francia; mentre Turchia, Cina e Regno Unito hanno visto un arretramento del made in Italy. Il peso regionale. L’Annuario consente anche di fotografare il diverso contributo alla crescita dell’export delle regioni italiane. Gli incrementi più marcati riguardano Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%) e Liguria (+10,2%); all’opposto, i cali maggiori si segnalano per Basilicata (-17,8%), Sardegna (-11,4%) e Sicilia (-10,8%). L’aumento delle esportazioni è molto sostenuto per l’Italia centrale (+13,2%), più contenuto per l’Italia meridionale (+3,2%), l’Italia nord-occidentale (+2,3%) e l’Italia nord-orientale (+2,0%), mentre si registra una netta contrazione per l’Italia insulare (-11,0%). La provenienza territoriale delle vendite sui mercaCreated in 1926 as the National Export Institute, the institution has evolved over the decades, moving from carrying out mere commercial promotion activities to being a service for companies operating outside Italy and a key partner for trade associations and institutions. The results have been significant: in 1926 exports of goods and services accounted for approximately 12% of Italy's gross domestic product. In 2025, the ratio reached a record value of 32.2% of GDP. Made in Italy products account for 3% of global trade. The growth recorded in the value of Italian exports is largely due to the increase in average unit values (+2.6%), while export volumes grew by only 0.6%. For imports, however, the growth in value is mainly due to the increase in purchased volumes (+2.1%), with average unit values increasing by 1.1%. Italy's market share of global merchandise exports (measured in dollars) increased slightly, rising to 2.77% from 2.75% in 2024. The increase was more pronounced in some geographical areas, particularly the Middle East (going from 2.69% to 2.82%), North America (up from 1.99% to 2.11%) and the European Union (rising from 4.88% to 4.99%), while decreases were recorded in non-EU European countries (dropping from 5.23% to 4.85%), North Africa (down from 5.85% to 5.73%) and in other African countries (falling from 1.22% to 1.12%). In 2025, Germany was the main export market for Italy, accounting for 11.2% of national exports. The United States and France rank second and third among partner countries, at 10.8% and 10.1%, respectively, followed by Spain (5.9%), Switzerland (5.5%), and the United Kingdom (4.2%). Major countries recording the greatest increases over 2024—i.e., 0.2% or more—were Switzerland, the United States, Spain, Ireland, the United Arab Emirates, and France. while Turkey, China, and the United Kingdom saw a decline in Made in Italy products. Regional contributions. The Yearbook also provides a snapshot of the different contributions of Italian regions to the increase in exports. The most significant increases were seen in Tuscany (+21.3%), Friuli-Venezia Giulia (+17.8%), Calabria (+10.8%), and Liguria (+10.2%), while the greatest declines were reported in Basilicata (-17.8%), Sardinia (-11.4%), and Sicily (- 10.8%). The increase in exports was exceptionally strong for Central Italy (+13.2%), more moderate for Southern Italy (+3.2%), North-
n. 7-9/2026 17 CLOSE-UP ti esteri si conferma fortemente concentrata nelle regioni del Centronord, da cui proviene l’88,3% dell’export nazionale, mentre il Mezzogiorno contribuisce per il 10%. Nel 2025 la locomotiva si conferma la Lombardia con una quota sulle esportazioni nazionali del 26%; seguono Emilia-Romagna (13,1%), Veneto (12,4%), Toscana (11,9%) e Piemonte (9,6%). Nel 2025, gli operatori economici che hanno realizzato vendite di beni all’estero sono stati 126.491. Di questi quasi 37 mila appartengono al settore dei macchinari e apparecchi, comparto che si conferma strategico per l’economia nazionale. Parterre de roi per il centenario dell’Agenzia. Oltre al presidente dell’ICE Matteo Zoppas ed a quello dell’Istat Francesco Maria Chelli, presenti anche il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani; il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso; il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e quello del Turismo Gianmarco Mazzi che hanno assistito alla presentazione del volume celebrativo dell’Agenzia ICE, un vero condensato della storia dell’Istituto e delle tappe fondamentali della crescita del sistema Italia sui mercati internazionali. Valentino Federici Western Italy (+2.3%) and North-Eastern Italy (+2.0%), and a sharp decline was reported for the islands of Italy (-11.0%). The territorial origin of sales on foreign markets remains strongly concentrated in the Central-Northern regions, which account for 88.3% of national exports, while the South contributes 10%. In 2025, Lombardy remained the leading exporter, with a 26% share of national exports, followed by Emilia-Romagna (13.1%), Veneto (12.4%), Tuscany (11.9%), and Piedmont (9.6%). In 2025, a total of 126,491 economic operators sold goods abroad. Of these, nearly 37,000 belong to the machinery and equipment sector, a sector that remains strategic for the national economy. A prestigious gathering took place for the Agency's centenary. In addition to ICE President Matteo Zoppas and ISTAT President Francesco Maria Chelli, attendees included the Vice President of the Council of Ministers and Minister of Foreign Affairs and International Cooperation, Antonio Tajani, the Minister of Enterprise and Made in Italy, Adolfo Urso, the Minister of Agriculture, Food Sovereignty and Forestry, Francesco Lollobrigida, and the Minister of Tourism, Gianmarco Mazzi, for the presentation of the ICE Agency's commemorative volume, a true compendium of the Institute's history and the key milestones in the growth of the Italian system in international markets. Valentino Federici
PRIMO PIANO by Editorial Staff Trade shows and exhibitions are a fundamental tool for the development of agricultural machinery. This is the view of FederUnacoma, the Confindustria federation representing industries in the sector, which held its annual meeting on June 22 in Bologna. In presenting the activity report, General Manager Simona Rapastella highlighted the significant commitment and high expectations for EIMA International 2026, which the Manufacturers’ Federation is organizing directly and which will take place at the Bologna exhibition center from November 10 to 14. This year’s schedule - as noted - starts earlier on Tuesday and ends on Saturday to better support the business needs of industry professionals. “The trade show optimizes marketing efforts, curates tech18 PRIMO PIANO a cura della Redazione Le fiere e gli eventi espositivi sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo della meccanica agricola. Lo sostiene FederUnacoma, la federazione di Confindustria che rappresenta le industrie del settore, e che ha tenuto il 22 giugno a Bologna la propria assemblea annuale. Nel presentare il resoconto delle attività, il direttore generale Simona Rapastella ha sottolineato il grande impegno e le grandi aspettative per EIMA International 2026, che la Federazione dei costruttori organizza direttamente e che si terrà presso il quartiere fieristico di Bologna dal 10 al 14 novembre. Il calendario di quest’anno EIMA si espande e prepara un’edizione da primato Presentate nel corso dell’assemblea generale FederUnacoma le novità circa la grande kermesse della meccanica agricola, che si terrà a Bologna da martedì 10 a sabato 14 novembre. A livelli record le richieste di partecipazione, e molto alta la qualità degli allestimenti. Sfruttata per la prima volta l’Area denominata Nuvolari che espande il perimetro del quartiere fieristico. Stimati in più di 60 mila i modelli di macchine e tecnologie in esposizione 18-19 primo piano eima si espande.qxp_54-58 tugnoli 12/09/26 09:18 Pagina 18
n. 7-9/2026 CLOSE-UP nologies, highlights new trends, and builds relationships of trust among industry professionals from around the world,” said Rapastella, “and this is invaluable at a historic moment when protectionism and geopolitical tensions are holding back the sector.” “But above all,” she added, “the EIMA exhibition bridges the gap between countries and fosters all forms of cooperation, from commercial and industrial collaboration to scientific and technological research.” To date, 1,800 exhibiting companies have already been confirmed (with more than 100 still on the waiting list), which will fill the exhibition grounds to maximum capacity (with over 60,000 models of machinery and technologies on display). The new Hall 35 will be available in November; three temporary halls will be constructed alongside the permanent ones; and the so called Maserati Area will be utilized for the first time a space that permanently expands the perimeter of the exhibition grounds and will be equipped with new structures (Halls 11 and 12) and high-quality logistical support. Services within the fairgrounds and transportation links to the airport, train station, and city neighborhoods have been enhanced to accommodate an audience that reached a record 350,000 attendances at the last edition (November 2024). Visitors from 150 countries are expected, while official ICE delegations from 90 countries have been confirmed, in addition to those of Italian and European parliamentarians; the area known as “Extend” will also host government institutions and representatives of the agri-food sector. “This year, the fair will have an even more impressive visual impact,” added Rapastella, “given the quality of the booth design proposals that exhibiting companies are sending to our organizing staff.” In fact, for the first time, a competition will be held in collaboration with the ADI designers’ association, joining the two contests that are already a hallmark of the Bologna event and awarding the best booth designs, those most effective at showcasing innovations and agricultural machinery products, as well as telling the story and highlighting the qualities of the sector’s brands. 19 EIMA expands and prepares for a record-breaking edition New details about the major agricultural machinery trade show, to be held in Bologna from Tuesday, November 10, through Saturday, November 14, were presented during the FederUnacoma general assembly. Applications to participate have reached record levels, and the quality of the exhibits is very high. The Area, known as Nuvolari is being utilized – è stato ricordato – anticipa l’apertura al martedì e la chiusura al sabato in modo da supportare ancora meglio il business degli operatori economici. «La fiera ottimizza le attività di marketing, seleziona le tecnologie, segnala i nuovi trend, costruisce rapporti di fiducia fra gli operatori di ogni parte del mondo – ha detto Rapastella – e questo è prezioso in un momento storico nel quale i protezionismi e le tensioni geopolitiche stanno frenando il settore». «Ma soprattutto – ha aggiunto – la rassegna dell’EIMA accorcia le distanze fra i Paesi e favorisce ogni forma di cooperazione, da quella commerciale a quella industriale e della ricerca scientifica e tecnologica». Ad oggi sono 1.800 le industrie espositrici già confermate (più di 100 quelle ancora in lista d’attesa), che impegneranno il quartiere fieristico al massimo della capienza possibile (oltre 60 mila i modelli di macchine e tecnologie esposti). Per novembre sarà disponibile il nuovo padiglione 35, saranno realizzati tre padiglioni temporanei accanto a quelli permanenti, e sarà per la prima volta sfruttata la cosiddetta Area Maserati, una superficie che espande definitivamente il perimetro del quartiere fieristico e che verrà allestita con nuove strutture (padiglioni 11 e 12) e supporti logistici di alta qualità. Potenziati il sistema dei servizi all’interno della fiera e i collegamenti con aeroporto, stazione e quartieri della città, per accogliere un pubblico che nell’edizione scorsa (novembre 2024) ha raggiunto la quota record di 350 mila presenze. Sono attesi visitatori da 150 Paesi, mentre sono confermate le delegazioni ufficiali ICE da 90 Paesi, oltre a quelle di parlamentari italiani ed europei; nell’area denominata Extend saranno inoltre ospitati istituzioni governative e rappresentanti della filiera agroalimentare. «Quest’anno la fiera avrà un impatto estetico ancora migliore – ha aggiunto Rapastella – vista la qualità dei progetti di allestimento che le industrie espositrici stanno inviando al nostro staff organizzativo». Per la prima volta, infatti, si terrà un concorso, realizzato in collaborazione con l’associazione dei designer ADI, che si aggiunge ai due contest che caratterizzano la rassegna bolognese e che premia i migliori allestimenti, quelli più efficaci nel presentare le innovazioni e i prodotti dell’agromeccanica, e nel raccontare la storia e le qualità dei brand del settore. for the first time, expanding the boundaries of the exhibition grounds. More than 60,000 models of machinery and technologies are estimated to be on display 18-19 primo piano eima si espande.qxp_54-58 tugnoli 12/09/26 09:18 Pagina 19
20 PRIMO PIANO EIMA Energy: tecnologie avanzate per l’energia da biomasse Presentata l’11ª edizione del Salone internazionale delle bioenergie, realizzato da FederUnacoma e Itabia, in scena a Bologna dal 10 al 14 novembre prossimo. Nella conferenza di lancio è stato sottolineato il contributo imponente delle energie rinnovabili alla copertura dei fabbisogni energetici nazionali (22%). Previsti all’EIMA un’ampia area dimostrativa e un programma di convegni e seminari tecnici per mostrare le qualità dei combustibili ottenuti dalle biomasse agricole e forestali PRIMO PIANO
n. 7-9/2026 21 CLOSE UP by Editorial Staff Italy’s energy sector is becoming increasingly “green.” In 2024, the contribution of renewable sources to gross final energy consumption grew up to 30.6 Mtoe (million metric tons of oil equivalent) covering approximately 22% of the national energy demand, estimated by the Italian Ministry of the Environment and Energy Security at 140 Mtoe, which is equivalent to more than one billion barrels of oil. The increase in production from environmentally friendly sources (bioenergy, hydroelectric, solar, wind, heat pumps, and geothermal energy) has made it possible to significantly reduce domestic demand for fossil fuels, cutting the equivalent of over 210 million barrels of oil in a single year. This was revealed during the press conference dedicated to the presena cura della Redazione L’energia italiana è sempre più ‘green’. Nel 2024 il contributo delle fonti rinnovabili ai consumi finali lordi è cresciuto ulteriormente rispetto agli anni precedenti, raggiungendo i 30,6 Mtep (milioni tonnellate equivalente petrolio) e coprendo circa il 22% del fabbisogno energetico nazionale, stimato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in 140 Mtep, vale a dire più di un miliardo di barili di petrolio. L’incremento della produzione da fonti a basso impatto ambientale (bioenergie, idroelettrico, solare, eolico, pompe di calore e geotermia) ha permesso di ridurre in misura significativa la domanda interna di combustibili fossili, tagliando in un solo anno l’equivalente di oltre 210 milioni di barili di petrolio. Questo è emerso nel corso della conferenza stampa dedicata alla presentazione di EIMA Energy, svoltasi il 2 luglio in diretta streaming dalla sede FederUnacoma di Roma. EIMA Energy è uno dei sette Saloni specializzati di EIMA International – è stato spiegato nel corso dell’incontro – un’esposizione fra le prime al mondo per il settore della meccanizzazione agricola, che si terrà alla fiera di Bologna da martedì 10 a sabato 14 novembre prossimi. La conferenza – che ha visto gli interventi di Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma (l’associazione che in seno a Confindustria rappresenta i costruttori di macchine agricole e che è organizzatrice diretta dell’EIMA); di Vito Pignatelli, presidente di Itabia, Italian Biomass Association, che è insieme con FedeThe 11th edition of the International Bioenergy Showcase, organized by FederUnacoma and Itabia, was presented a dedicated press conference. The event will take place in Bologna from November 10 to 14. Durig todays event, emphasis was placed on the significant contribution (22%) of renewable energy to the Italian energetic demand and on the strategic role of bioenergy. EIMA will feature a large demonstration area and a program of conferences and technical seminars to show the qualities of fuels derived from agricultural and forestry biomass EIMA Energy showacase: advanced technologies for biomass energy
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