n. 7-9/2026 93 BRAND Dutch or Australian markets, every model is conceived, designed and manufactured in San Defendente. At a time characterised by the offshoring and decentralisation of production activities, the Cuneo-based company’s approach undoubtedly represents a decision that goes against the grain. ‘From sheet metal cutting to painting, from the design of axles or hydraulic cylinders to the manufacture of internal wiring, right through to the assembly of the various sub-assemblies, we manage all the different stages of the production cycle for every single machine in-house, limiting our reliance on external suppliers to what is strictly necessary,’ explains the Group’s chairman, Paolo Merlo. From the bolt to the cab, everything is made by Merlo. With the exception of engines and electronic control units, the company designs and develops more than 90% of its components in-house. This enables the manufacturer not only to create bespoke solutions, with a level of quality and attention to detail that it is no exaggeration to describe as artisanal, but also to adopt a systematic approach to innovation, applying it to every component of the machine, of which Merlo has comprehensive knowledge. Obviously, this would not be possible if these components were produced externally. Merlo: an ‘artisan’ heart, an industrial vocation duttive sono integrate e coordinate fra loro – ma per il fatto di essere l’unico sito produttivo della Merlo. Che si tratti di un dumper o di sollevatore telescopico destinato al mercato canadese, a quello olandese o australiano, ogni modello viene ideato, progettato e realizzato a San Defendente. In una fase storica caratterizzata dalla delocalizzazione e dalla decentralizzazione delle attività produttive, quella dell’azienda cuneese rappresenta indubbiamente una scelta controcorrente. «Dal taglio della lamiera alla verniciatura, dalla progettazione degli assali o dei cilindri oleodinamici alla realizzazione dei cablaggi interni, fino all’assemblaggio dei vari sottogruppi, gestiamo ‘in house’ tutte le diverse fasi del ciclo di produzione di ogni singola macchina, limitando allo stretto indispensabile il ricorso a fornitori esterni», spiega il presidente del Gruppo, Paolo Merlo. Dal bullone alla cabina, tutto è made in Merlo. Se si eccettuano i motori e le centraline elettroniche, la ditta progetta e sviluppa autonomamente più del 90% dei componenti. Questo consente al costruttore non solo di realizzare soluzioni su misura, con un livello di qualità e di cura dei dettagli che non è esagerato definire artigianali, ma gli permette di avere un approccio sistemico all’innovazione, applicandola a ogni elemento costitutivo della macchina, di cui la Merlo ha una conoscenza completa. Ovviamente ciò non sarebbe possibile se tali componenti venissero prodotti esternamente. «Quando pensiamo a una macchina non pensiamo solo al prodotto finale, ma pensiamo anche al modo in cui quella macchina deve essere prodotta, con quali processi industriali. Ad esempio – aggiunge Paolo Merlo – l’e-WORKER ci ha costretto a faAn educational tour for the trade press took place last July at the Group’s headquarters in Cervasca (Cuneo). Industrial policies, medium- and long-term growth prospects and new products were the key topics of the two-day event In attesa della portata principale, che sarà ‘servita’ il prossimo novembre ad EIMA International, Merlo ha offerto un sostanzioso antipasto. I Turbofarmer TF38-42 sono stati aggiornati con la nuova griglia di protezione Fops Safe View, che amplia ancora di più la visuale sull’area di lavoro, e con i nuovi silent block, appositamente progettati per incrementare l’isolamento della cabina. Il restyling ha interessato anche il sistema di ingrassaggio con una soluzione ‘centralizzata’ tramite un set di ingrassatori posizionati nella parte anteriore della macchina. Telai più ampi, capacità di carico potenziata, movimenti cartesiani e funzione Set-Point (il braccio torna in una posizione pre-impostata) sono le principali implementazioni introdotte dal costruttore di Cervasca sui sollevatori telescopici rotativi Roto con sbraccio da 16 a 35 metri. Da segnalare, inoltre, su questa linea l’introduzione di un nuovo radiocomando con portata sino a 100 metri, che consente di gestire il mezzo in modo ancora più agevole e intuitivo. Riflettori puntati anche sul modello MM170RM, una macchina multifunzionale pensato per la manutenzione stradale e forestale. Alimentato da un propulsore Deutz Stage V da 170 cavalli, l’MM170RM si presenta con una cabina di nuova concezione che ottimizza la visuale sulle attrezzature frontali e laterali. Whilst we await the main course, which will be ‘served’ next November at EIMA International, Merlo has offered a substantial appetiser. The Turbofarmer TF38-42 models have been updated with the new Fops Safe View protective grille, which further enhances the view of the working area, and with new silent blocks, specially designed to improve cabin insulation. The redesign has also extended to the lubrication system, featuring a ‘centralised’ solution via a set of grease nipples positioned at the front of the machine. Wider chassis, enhanced load capacity, Cartesian movements and a Set-Point function (the boom returns to a pre-set position) are the main improvements introduced by the Cervasca-based manufacturer on its Roto rotating telescopic handlers with reach ranges from 16 to 35 metres. Also worth noting in this range is the introduction of a new radio remote control with a range of up to 100 metres, which allows the machine to be operated even more easily and intuitively. The spotlight is also on the MM170RM model, a multi-purpose machine designed for road and forestry maintenance. Powered by a 170 Hp Deutz Stage V engine, the MM170RM features a newly designed cab that optimises visibility of front and side attachments. New products for EIMA Novità di prodotto per EIMA
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