Mondo Macchina Nr. 7-9 - Anno 2026

n. 7-9/2026 75 TECHNOLOGY Each tire requires electricity, water, and solvents and generates air emissions, wastewater, and industrial waste. Considering the more than three billion tires produced worldwide each year, even small per-unit consumption figures add up to enormous amounts of resources used. These invisible particles have become a global problem. While exhaust emissions have been progressively reduced thanks to advancements in engines and pollution control systems, another form of pollution has long been overlooked: that caused by tire wear. Every time a vehicle accelerates, brakes, or takes a turn, the tread loses tiny fragments of rubber. These particles often mix with asphalt residue, mineral dust, and materials from the brakes, forming what researchers refer to as Tire and Road Wear Particles (TRWP). Although each particle is microscopic, the total amount produced is enormous. Over the course of a tire’s useful life, several kilograms of material can be released, equivalent to a significant portion of its initial weight. For this reason, tires are now considered one of the main sources of microplastics released into the environment. The extent of wear depends on numerous factors: vehicle weight, driving style, speed, tire pressure, road surface type, and tire characteristics. A heavy SUV or truck, for example, generates far greater quantities of particles than a small compact car, just as sporty driving causes more abrasion than regular driving. Where do the rubber particles end up?Once released, the particles follow very different paths. The larger particles, which account for most of the emitted material, tend to settle in the immediate vicinity of the roadway, accumulating along road edges, trasformano in enormi quantità di risorse utilizzate. Le particelle invisibili diventano un problema globale. Se le emissioni gassose allo scarico sono state progressivamente ridotte grazie all'evoluzione dei motori e dei sistemi di abbattimento degli inquinanti, un'altra forma di inquinamento è rimasta a lungo in secondo piano: quella prodotta dall'usura degli pneumatici. Ogni volta che un veicolo accelera, frena o affronta una curva, il battistrada perde minuscoli frammenti di gomma. Queste particelle si mescolano spesso con residui dell'asfalto, polveri minerali e materiali provenienti dai freni, formando quelle vengono definite Tyre and Road Wear Particles (TRWP), cioè particelle di usura di pneumatici e pavimentazione stradale. Sebbene ciascuna particella sia microscopica, la quantità complessiva prodotta è enorme. Durante la vita utile di uno pneumatico possono essere rilasciati diversi chilogrammi di materiale, equivalenti a una quota significativa del peso iniziale, fino al 10-15%. Per questo motivo gli pneumatici sono oggi considerati una delle principali fonti di microplastiche disperse nell'ambiente. L'entità dell'usura dipende da numerosi fattori: peso del veicolo, stile di guida, velocità, pressione di gonfiaggio, tipo di pavimentazione e caratteristiche della gomma. Un SUV pesante o un autocarro (ma anche un trattore…), ad esempio, generano logicamente quantità di particelle molto superiori rispetto a una piccola utilitaria, così come una guida sportiva provoca un'abrasione maggiore rispetto a una guida regolare. Dove finiscono le particelle di gomma? Una volta rilascia-

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