Mondo Macchina - Nr. 3-4 - Anno 2026

n. 3-4/2026 39 TECHNOLOGY Agrivoltaics and virtual fencing, the new frontier of smart grazing Climate change requires a rethinking of options for land use. The integration of agrivoltaics and virtual fencing allows for the diversification of income sources, increasing both pasture productivity and the quality of the forage produced timized to balance exposure to solar radiation and, consequently, electricity production. In addition to the photovoltaic modules (made of monocrystalline or polycrystalline silicon) and the support structures (typically 2–5 m in height), the photovoltaic system is sometimes supplemented with single-axis or dual-axis trackers, i.e., mechanical devices that orient the photovoltaic panels to maximize energy absorption. The rows of modules must be appropriately spaced to maintain diffuse light transmission over the crops. Although configurations and designs vary widely depending on the climatic and agricultural context in which they are installed, typical design parameters call for a minimum height of 2–3 m above ground and a row spacing of 5–10 m or more, also to allow for easy passage of agricultural machinery through the field. The ground coverage ratio (GCR) is 15–25% (with a maximum of 40%), values significantly lower than those of conventional photovoltaics, where it can reach up to 70%. There are three types of agrivoltaics: basic, with raised panels and no dynamic control; advanced, with trackers, semitransparent modules, and intelligent radiation management no ottimizzate per bilanciare l’esposizione alla radiazione solare, e quindi la produzione elettrica. Oltre ai moduli fotovoltaici (in silicio monocristallino o policristallino) e alle strutture di sostegno (tipicamente di 2-5 m di altezza), l’impianto fotovoltaico è talvolta completato con tracker monoassiali o biassiali, ossia dispositivi meccanici di orientamento dei pannelli fotovoltaici per massimizzare l'assorbimento di energia. Le file di moduli devono essere opportunamente distanziate per mantenere una trasmissione diffusa della luce sulle colture. Pur con conformazioni e design molto variabili, a seconda del contesto climatico e colturale in cui viene installato, i parametri progettuali tipici prevedono un’altezza minima da terra di 2–3 m e una distanza tra file di 5–10 m o più, anche per permettere un agevole passaggio in campo del macchinario agricolo. La copertura del suolo (GCR, Ground Coverage Ratio) è del 1525% (con massimi del 40%), valori decisamente inferiori a quelli del fotovoltaico convenzionale, in cui si arriva anche al 70%. Si possono distinguere tre tipologie di agrivoltaico: semplice con pannelli rialzati e nessun controllo dinamico; avanzato con tracker, moduli semitrasparenti e sistemi intelligenti di gestione della radiazione; verticale, con pannelli bifacciali verticali e coltivazioni tra le file. Il sistema colturale è rappresentato sia da colture erbacee (frumento, soia, orticole), che arboree (vite, frutteti), includendo anche il pascolo. Il parziale ombreggiamento creato dai moduli produce interessanti effetti microclimatici: l’evapotraspirazione è ridotta, mitigando in tal modo lo stress termico ed idrico e ottenendo, in definitiva un più efficiente uso della risorsa idrica. Oltre ad un sistema elettrico, identico a quello di un

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