n. 3-4/2026 59 TECHNOLOGY Combined direct seeding Intensive cropping systems combined with the sustained use of mineral fertilizers lead over time to a progressive depletion of soil organic matter. Direct drilling, together with minimum-tillage or no-till practices, ensure satisfactory crop profitability Direct seeding. Known in English as “sod seeding” (and incorrectly translated into Italian as “semina su sodo”), combined direct seeding differs from traditional methods in that it does not require the preliminary preparation of the socalled “seedbed” through primary and secondary soil tillage, such as plowing and harrowing. Instead, in direct seeding, a single pass is made across the field, often by coupling multiple machines onto a single frame, in order to loosen the soil, sow, fertilize, and apply the soil disinfectant. Compared to conventional practices, the main change is soil management, which is carried out less aggressively and at significantly shallower depths. Above all, there is usually no inversion of soil horizons, but only a mixing of the surface layer; this substantially preserves the soil’s physicalchemical and biological balance, while simultaneously limiting the loss of organic matter and moisture. Thanks to minimum tillage (and even more so with no-tillage or “zero tillage”), the surface layer often shows a moisture increase La semina diretta. Definita in inglese “sod seeding” (ed erroneamente tradotta in italiano come “semina su sodo”), la semina diretta in combinata si differenzia da quella tradizionale perché non prevede la preparazione preliminare del cosiddetto “letto di semina” tramite lavorazioni primarie e secondarie del suolo, quali tipicamente aratura ed erpicatura. Viceversa, nella semina diretta si effettua un unico passaggio in campo, spesso accoppiando più macchine su un unico telaio, in modo da smuovere il terreno, seminare, fertilizzare ed applicare il geodisinfestante. Rispetto alla pratica convenzionale, ciò che realmente cambia è la gestione del suolo, che viene lavorato in modo meno aggressivo e a profondità decisamente inferiori. Soprattutto, non si produce solitamente un’inversione degli orizzonti, ma solo un rimescolamento dello strato superficiale; ciò preserva sostanzialmente l’equilibrio fisico-chimico e biologico del terreno, e contestualmente limita la perdita di sostanza organica e di umidità. Grazie alla minima lavorazione (e ancora di più con la non-lavorazione o “zero tillage”), nello strato superficiale si registra spesso un incremento di umidità del 10-15% e oltre. Anche sul piano operativo si registrano tangibili vantaggi. Effettuare lavorazione del terreno, fertilizzazione e semina con un unico passaggio comporta una significativa riduzione dei tempi di lavoro: con le lavorazioni tradizionali, che prevedono la preparazione del letto di semina e la successiva semina articolate in 2–3 passaggi distinti, la capacità operativa tipica è spesso compresa tra 0,8 e 1,2 ha/h. Tale valore non si riferisce alla velocità di una singola operazione, ma deriva dalla somma dei tempi richiesti dalle diverse lavorazioni, mentre una seminatrice combinata arriva facilmente a 1,5–2,5 ha/h, con un incremento di produt-
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