SPECIALE SCENARI ECONOMICI 18 SPECIALE SCENARI ECONOMICI no impattate dalle sanzioni: Nord America e America Latina (con alcune eccezioni); Australia, Cina, Sud Est asiatico, Balcani occidentali, diversi Paesi africani. Ma questo angolo di osservazione da solo non è sufficiente. Le sanzioni UE, infatti, hanno tra i loro obiettivi quello di colpire il terrorismo internazionale e la violazione dei diritti umani, sicché soggetti destinatari di misure restrittive possono essere specifiche persone fisiche o giuridiche. In questo caso quindi, a prescindere dal Paese estero, il soggetto (designed person) è colpito da misure di asset freeze come il congelamento dei beni e il divieto per i terzi di fornirgli assistenza finanziaria. Per evitare di incorrere in casi della specie, che tra l’altro compromettono il rischio di credito per il nostro esportatore, è opportuno acquisire fin dall’inizio, per le persone fisiche rilevanti (rappresentante legale, titolare effettivo, firmatario del contratto), i dati di base essenziali per la verifica (documento d’identità, residenza, data e luogo di nascita), anche per non incorrere in casi di falsi positivi (es. omonimia). Per le persone giuridiche, la due diligence dovrà riguardare l’acquisizione di dati sulla struttura di controllo della società e sui suoi rapporti con eventuale casa madre, partecipata o utilizzatore finale di un Paese sanzionato. In tema di diritti umani, ci sono poi sanzioni specifiche, come quelle che colpiscono il settore tessile della provincia cinese di Liaoning, per sfruttamento del lavoro. Questa tipologia di sanzione richiede all’impresa di effettuare una due diligence sulla provenienza della merce importata anche in ragione di una possibile richiesta di asseverazione. Le trade restrictions (all’export ed all’import) sono quelle che impattano in modo più diretto sulle decisioni dell’impresa, in quanto determinano vincoli all’esportazione del bene verso il mercato target (oppure di interi settori: come quello delle armi). Si tratta peraltro della tematica forse meno problematica da verificare. Una volta definito il codice doganale, l’impresa o il suo spedizioniere potranno accertare la libera esportabilità o l’eventuale necessità di un’autorizzazione ministeriale (ad esempio, per componenti o prodotti dual use) rispetto al Paese di destinazione. È importante precisare che le sanzioni colpiscono anche i fornitori di servizi associati alla transazione (servizi di trasporto, di consulenza, legali). Tra i servizi colpiti dalle sanzioni rientrano anche quelli erogati dalle banche e dal sistema finanziario. Quest’ultimo punto merita la massima attenzione in quanto impatta direttamente sull’aspetto economico-finanziario delle operazioni con l’estero: la certezza di poter incassare il pagamento e la possibilità di accedere ai servizi bancari ed all’assistenza finanziaria per le attività di internazionalizzazione. Ricordiamo che le banche sono chiamate a svolgere un’attività di compliance diretta (ad esempio in tema di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo), con obblighi di monitoraggio e segnalazione da cui derivano sanzioni amministrative e penali anche nei confronti dei singoli operatori. Possiamo citare il ruolo delle banche previsto dalla L.185/90 sulle transazioni che riguardano materiali d’armamento, oppure quelle su beni e tecnologie dual use. Il sistema bancario è direttamente coinvolto anche negli obblighi di congelamento fondi e nel divieto di prestare assistenza finanziaria previsti da Regolamenti UE e recepiti nell’ordinamento italiano. Tutto questo fa della banca un partner essenziale dell’impresa che deve approfondire questi temi in relazione ad un suo progetto di sviluppo su mercati extra UE. Infine non sono da sottovalutare altre misure sanzionatorie come i travel ban, che possono creare ostacoli alle normali attività commerciali (viaggi di lavoro, partecipazione ad eventi), ed i divieti ad utilizzare porti e aeroporti di certi Paesi per il trasporto merci, con ricadute su tempi e costi per noli e overview of the sanctioned and so-called “at risk” countries can be found in the following links having as our main point of reference the EU sanctions: (https://www.consilium.europa.eu/it/topics/sanctions/ or https://mysace.it/private/servizi/lite/mappasanzioni).It is the EU sanctions that directly impact the activities of Italian companies. It should be remembered that the restrictive measures apply to EU territory, to natural and legal persons with EU nationality, including ships and aircraft, and to economic activities conducted within the EU. However, they also impact the non-EU subsidiaries of EU companies. Browsing the European Union or SACE (Italian export credit agency) websites offers an overview of the market areas least impacted by the sanctions: North America and Latin America (with some exceptions), Australia, China, Southeast Asia, the Western Balkans, and several African countries. But this vantage point alone is not enough. Indeed, EU sanctions aim to combat international terrorism and human rights violations, and thus the targets of restrictive measures may be specific natural or legal persons. In this case therefore, regardless of the foreign country, the subject (designated person) is affected by asset freeze measures, such as the freezing of his assets and prohibiting third parties from providing him with financial assistance. To avoid such cases, which also compromise the credit risk for Italian exporters, it is advisable to acquire, right from the outset, the essential basic data for the verification (identity document, residence, date and place of birth) for the relevant natural persons (legal representative, beneficial owner, contract signatory), also to avoid false positives (e.g., two persons with the same name). For legal entities, due diligence must include obtaining information on the company's control structure and its relationships with any parent company, subsidiary, or end user in a sanctioned country. On the subject of human rights, there are specific sanctions, such as those affecting the textile sector in the Chinese province of Liaoning, due to labor exploitation. This type of sanction requires the company to conduct due diligence on the origin of the imported goods, also given a possible request for certification. Trade restrictions (export and import) are those that have the most direct impact on company decisions, as they impose constraints on the export of goods to the target market (or entire sectors: such as the arms sector). This is perhaps the least problematic matter to verify. Once the customs code has been defined, the company or its forwarder will be able to determine whether the product is freely exportable or whether ministerial authorization is required (for example, for dual-use components or products) in the destination country. It is important to note that the sanctions also affect the providers of services associated with the transaction (transport, consultancy, legal services). Services affected by the sanctions also include those provided by banks and the financial system. This last point deserves the utmost attention as it directly impacts the economic and financial aspects of foreign transactions: the certainty of being able to collect payments and the ability to access banking services and financial assistance for internationalization activities. It should be remembered that banks are required to directly assess compliance (for example in the area of money laundering and terrorist financing) with monitoring and reporting obligations, which result in administrative and criminal sanctions also against individual operators. Here we can point out the role of the Banks envisaged by Law 185/90 on transactions concerning armament materials, or those on dual use goods and technologies. The banking system is also directly affected by the fund-freezing obligations and the ban on providing fi-
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