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n. 10_11/2013
pea devono contribuire a ridurre il divario esistente in tale parametro con
i paesi che, al contrario, si trovano al di sotto del 90% della media.
Per una sorta di compensazione, l’Italia guadagna qualcosa sul II pila-
stro – quello dello sviluppo rurale – dove per il settennato 2014-2020 i
nostri agricoltori potranno contare su un ammontare complessivo di ri-
sorse comunitarie pari a 10,4 miliardi di euro, quasi 1,5 miliardi in più
della precedente tornata 2007-2013. Ma al di là dei fondi, questa nuo-
va PAC porterà in dote alle imprese agricole una buona dose di compli-
cazioni, soprattutto burocratiche. Una serie di provvedimenti ed archi-
tetture normative che rischiano di vanificare in molti casi – come in quel-
lo dei pagamenti diretti – il guadagno derivante dall’erogazione finanzia-
ria. Tra l’altro, se nella versione definitiva molte tortuosità sono state eli-
minate, lo si deve soprattutto al lavoro del Parlamento Europeo che, ri-
spetto alla proposta della Commissione, è intervenuto per “smussare”
le asperità legislative e soprattutto agevolare il raggiungimento dei re-
quisiti necessari all’ottenimento dei pagamenti diretti da parte degli agri-
coltori. E’ ad esempio il caso del cosiddetto “greening”, quella parte di
pagamento diretto (30% del montante nazionale) il cui ottenimento è su-
| PAC |
CAP
|
The new
CAP
: approved in Europe and
nowmoving on to
member States
The reform of the European Union Common Agriculture
Policy brought in a reduction of overall resources of
13% under the previous PAC. The cuts are adjusted for
each single country and are expected to lead to a
further 6% reduction in the budget assigned to Italy.
Some additional resources under the Rural
Development heading with an overall sum of resources
for the seven years 2014-2020 coming to 10.4 bilion
euro. Bureaucratic complications among the critical
points of the reform