Mondo Macchina Nr 11-12 Anno XXII - page 10

quirements needed to obtain direct payments to farmers.An example
of this was the case of so-called greening, the shares of direct pay-
ments accounting for 30% of the national total to be obtained on con-
ditions involving agricultural practices favoring climate and the envi-
ronment. Among them are crop diversification – involving farms with
more than ten hectares under crops – and the requirement to alloca-
te areas of ecological interest in a form of set-aside of at least 5% of
Usable Agricultural Areas (UAA) seeded by the farm.The original Com-
mission proposal called for calculating the farm’s the total land hol-
ding but then this was changed by the Council and the Parliament to
calculations leaving out tree crops resulting in a great sigh of relief by
allowing large numbers of Italian farmers to exclude fruit orchards, oli-
ve cultivations and vineyards.
Leaving out greening however, the writing of the norms which will re-
sult in the greatest impact on the allocation of direct payments are so-
called regionalization and the convergence title norms, more precisely,
the base payment. In considering this article, the values of the titles
must be uniform per hectare of land and equal to the national or re-
gional average, according to the choice made by Italy.
Given that there are extreme differences in title values side-by-side in
Italy, from cases of more than 3,000 euros per hectare for historic to-
bacco cultivations to less than 300 euros for cereal crops farmers, the
application of regionalization could have carried strongly negative re-
percussions for various categories of farmers.
Thus the convergence mechanismwas provided for to mitigate this im-
pact by gradually reaching uniform values by 2019 within the fra-
mework of the entire nation or region. As can be easily understood,
the new scheme for the allocation of direct payments is a truly com-
plicated mechanism in which the final results as regards the value of
new titles is left up to the farmer and will be produced through the in-
terconnection of numerous variables.These range from the definition
of active farming, those who benefit from these direct payments, to
the choice of the regionalization framework, the entire Member State
or single regional administration, moving on to the way convergence
is achieved, immediately or gradually up to 2019, and all the rulings
which must be decided on by the governments or regions by July next
year. Without entering into greater detail on the arrangements of the
norms which complete the picture of direct payments, such as further
redistribution components, those linked to young farmers and disad-
vantaged areas and small farms, it is worthwhile here to consider the
possible impact of the new CAP on farming enterprises coping with
their willingness to invest. In light of the changes dealt with above, it is
easy to understand that the potential levelling of direct payments will
lead to a substantial decline in the financial resources available to tho-
se farmers who have benefited in the past from assistance over the
national average. There is need only to consider the sectors of tobac-
co and rice crops, the raisers of beef cattle, industrial tomatoes, olive
cultivations and citrus growers. For many of the enterprises in these
specialized sectors the cuts could reach 50% in value of their direct
payments at present.Taking into consideration that at the average na-
tional level of this assistance accounts for nearly 20% of Company
Gross Margin it is easy to imagine that these drops in financial re-
sources will not only diminish the ability of enterprises to invest but
could even compromise their continuance. There is thus only the op-
tion of seeing the glass half full, that is, considering that the levelling
of assistance will lead to a redistribution of resources towards the less
fortunate enterprises in the past or even exclude the allocation of di-
rect payments, such as those for fruit and vegetable growers and vi-
neyards and winemakers, without forgetting the million and-a-half eu-
ro more brought home for Italy for rural development, part of which
can be earmarked for boosting the competitiveness of the nation’s en-
terprises through the acquisition of technical equipment, machinery
and instruments.
Denis Pantini
8
MW
n. 10_11/2013
| PAC |
CAP
|
bordinato ad una serie di pratiche agricole in favore del clima e del-
l’ambiente. Tra queste figurano la diversificazione delle colture – che
interessa le aziende con più di 10 ettari a seminativo – e la necessa-
ria presenza di aree di interesse ecologico (una sorta di
set-aside
) pa-
ri ad almeno il 5% della SAU a seminativo dell’azienda. Nella proposta
originaria della Commissione, tale area veniva calcolata sul totale del-
la superficie aziendale; dopo l’intervento di Consiglio e Parlamento dal
computo sono state escluse le colture arboree, permettendo così a
quella gran parte degli agricoltori italiani, specializzati in frutticoltura,
olivicoltura e vitivinicoltura di tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia, a pre-
scindere dal greening, la disposizione normativa che produrrà gli im-
patti maggiori sull’erogazione dei pagamenti diretti è quella riguardan-
te la cosiddetta regionalizzazione e convergenza del titolo (più precisa-
mente, del pagamento base). In considerazione di tale articolo, i valo-
ri dei titoli dovranno essere uniformi per ettaro di superficie, pari alla
media nazionale o regionale (a seconda della scelta che sarà fatta dal-
l’Italia). Dato che nel nostro paese convivono titoli dal valore estrema-
mente differente (si va da casi superiori a 3.000 euro ad ettaro per i
tabacchicoltori “storici” a meno di 300 euro per i cerealicoltori), l’ap-
plicazione della regionalizzazione avrebbe potuto comportare effetti mol-
to penalizzanti per diverse categorie di agricoltori. Così si è giunti a pre-
vedere un meccanismo di “convergenza” volto a mitigare tali impatti,
attraverso la possibilità di giungere in maniera graduale (al 2019) ad
un valore medio uniforme, sempre nell’ambito dell’intero paese o di
una singola regione. Come è facile intuire da questi pochi passaggi, il
nuovo schema di erogazione dei pagamenti diretti si basa su un mec-
canismo veramente complicato, dove il risultato finale (in termini di va-
lore del nuovo titolo che spetterà all’agricoltore) rappresenta il prodot-
to dell’interconnessione di numerose variabili: dalla definizione dell’a-
gricoltore attivo (chi potrà effettivamente beneficiare di questi paga-
menti diretti) alla scelta dell’ambito di regionalizzazione (intero Stato
membro o singola regione amministrativa) passando dalle modalità di
convergenza (da subito o al 2019 in maniera graduale), tutte disposi-
zioni che dovranno essere determinate da Governo e Regioni entro lu-
glio del prossimo anno. Senza entrare ulteriormente nel dettaglio del-
le disposizioni normative che completano il quadro dei pagamenti di-
retti (come le ulteriori componenti redistributive, quelle legate ai giova-
ni agricoltori, alle zone svantaggiate o alle piccole aziende), in questa
sede vale la pena esprimere qualche considerazione sui possibili im-
patti che questa nuova PAC potrebbe riservare alle imprese agricole
sul fronte della loro propensione agli investimenti. E’ abbastanza in-
tuitivo immaginare che, alla luce dei cambiamenti descritti sopra, il po-
tenziale livellamento dei pagamenti diretti porterà a sensibili diminu-
zioni delle risorse finanziarie a disposizione di quegli agricoltori che han-
no, nel passato, beneficiato di aiuti superiori alla media nazionale. Ba-
sti pensare, in termini settoriali, alla tabacchicoltura, alla risicoltura, al-
l’allevamento bovino da carne, al pomodoro da industria, all’olivicoltu-
ra e all’agrumicoltura. Per molte delle aziende specializzate in tali com-
parti, si potrebbe giungere ad un taglio di oltre il 50% nel valore del pa-
gamento diretto al 2019 rispetto all’ammontare attuale. Tenendo con-
to che, a livello medio nazionale, tali aiuti pesano per quasi il 20% sul
Reddito Lordo Aziendale, è facile presumere come questi cali nelle ri-
sorse finanziarie non solo ridurranno la capacità di investimento di mol-
te imprese, ma potranno pregiudicarne addirittura la continuità. Non re-
sta quindi che vedere il bicchiere “mezzo pieno” e cioè considerare che
questo livellamento degli aiuti porterà ad una redistribuzione delle ri-
sorse verso quelle imprese in passato “meno fortunate” o addirittura
escluse dall’attribuzione dei pagamenti diretti (come quelle ortofrutti-
cole o vitivinicole), senza inoltre dimenticare quel miliardo e mezzo di
euro in più che l’Italia si è portata a casa per lo sviluppo rurale e che
potrà essere destinato – in quota parte – a rafforzare la competitività
delle nostre imprese agricole, anche attraverso l’acquisto di dotazioni
tecniche, macchine e strumenti.
Denis Pantini
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