che la rassegna di Hannover si stia orientando verso questo modello.
La componentistica italiana riveste un ruolo di primo piano a livello mon-
diale per capacità produttiva e per qualità dei prodotti. Quali sono le ragioni
di questo successo?
Le ragioni stanno nell’alta specializzazione che la nostra industria è capace di
esprimere, e in una varietà produttiva che non ha eguali al mondo. Nel nostro
settore la piccola e media impresa fa ancora la differenza. La competizione tra
componentisti ha spinto tutti ad innalzare la qualità e ad investire molto nella
ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, questa è stata la nostra fortuna.
L’industria italiana si prevede chiuderà l’anno con un leggero incremento di
produzione rispetto allo scorso anno, grazie alle esportazioni che ci vedo-
no protagonisti sui mercati internazionali. Come si presenta l’attuale “geo-
grafia dei mercati”?
Dal 2008 in poi la geografia dei mercati è stata stravolta. Non possiamo più
permetterci di essere “Italia centrici” ma neppure più “Europa centrici”. Or-
mai i nostri mercati di riferimento sono diventati il Sud America, il Sud-Est
Asiatico, l’Est Europa e questo stravolgimento non si è ancora assestato.
3
MW
n. 10_11/2013
Components:
made in Italy
in the
foreground
| AGRITECHNICA 2013 |
Alessandro Malavolti, president of the association
of Italy’s component makers, Comacomp, describes
the industry’s strong points and how its innovations
are driving innovation in agriculture
Alessandro Malavolti