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ments in mechanization to support farmers. And still, directives and

regulations shall be standardise internationally.

“Europe is often unable to address these problems effectively – point-

ed out European Parliament’s member Elisabetta Gardini – and sev-

eral times struggles to communicate the obtained results. We are all

involved in protecting this sector and in supporting research and in-

novation”. “In Europe we have high standards with regard to emis-

sions and safety; – explained deputee Paolo De Castro – however, this

is not the same in the rest of the world, and since we are in a global

competition, we have to establish our own regulations, for not being

subjected to the others’ rules. China for instance, will have a huge

need for agricultural machinery in the future, but we need to under-

stand if are able to be present on the market, and face the challenge

of divergent standards between countries”. In other speeches the fo-

cus was on the demand for “good regulations” for agricultural ma-

chinery and their harmonization on a global level – and, in primis with

regard to emissions. The need for an overall approach of legislation

was highlighted, and for a dialogue involving all stakeholders. “We

must build a “new deal” for the sector of agricultural mechanics, with

extensive policies and strategies, conceived to strengthen competi-

tiveness of European manufacturers and promote the use of innova-

tive technologies by farmers – claimed the President of FederUnaco-

ma Massimo Goldoni – and this is the challenge that we want to launch

together with the European CEMA manufacturers”. “Mechanics shall

be a constant presence in the political agenda – concluded Goldoni

– and shall be recognized as a key factor in farming development”.

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n. 12/2016

REPORTAGE

le macchine agricole, una maggior condivisione dei big data, un sistema

che favorisca gli investimenti in meccanizzazione e poi supportare gli agri-

coltori nella conoscenza delle nuove tecnologie e nel loro utilizzo. E anco-

ra: bisogna uniformare gli standard normativi a livello internazionale.

«Spesso l’Ue non riesce a dare risposte incisive e tempestive ai problemi – ha

osservato la parlamentare europea Elisabetta Gardini – ma molte volte fatica

a comunicare quello che fa di buono. Da parte nostra c’è il massimo impegno

per tutelare questo settore e serve sostegno per la ricerca e l’innovazione». «In

Europa abbiamo standard elevati per emissioni e sicurezza – ha spiegato l’o-

norevole Paolo De Castro – il resto del mondo no e siccome noi competiamo a

livello globale dobbiamo essere in grado di imporre le nostre regole per non di

subire quelle degli altri. La Cina, ad esempio, avrà un grande bisogno di mac-

chine agricole nei prossimi anni, ma bisogna capire se riusciremo ad essere

presenti su questo mercato proprio per via di una possibile incompatibilità de-

gli standard». Negli altri interventi si è posto l’accento sull’esigenza di “buone

regole” per le macchine agricole e sulla loro armonizzazione a livello globale, in

primis quelle sulle emissioni. Si è ribadita la necessità di un approccio com-

plessivo quando si legifera e l’importanza del dialogo tra tutti gli stakeholder.

«Dobbiamo costruire un ‘new deal’ per il settore agro-meccanico, con politiche

e strategie di ampio respiro pensate per rafforzare la competitività dei costrut-

tori europei, e per promuovere l’utilizzo di tecnologie innovative da parte degli

agricoltori – ha sostenuto il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – e

questa è la sfida che insieme con i costruttori europei del CEMA vogliamo lan-

ciare». «La meccanica deve essere presente in modo costante nell’agenda po-

litica – ha concluso Goldoni – e deve essere riconosciuta come un fattore im-

prescindibile nello sviluppo dell’economia primaria».