teriore in fase di frenata: que-
sto è utile per una migliore di-
stribuzione della frenata ed è
necessario quando i freni so-
no calettati sull’albero di tra-
smissione delle ruote anteriori.
Più frequente però nei trattori mo-
derni è il calettamento dei freni sui
semiassi o direttamente sui moz-
zi delle ruote anteriori, solu-
zioni che consentono l’a-
zione frenante sull’a-
vantreno indipenden-
temente dall’inseri-
mento della doppia
trazione.
Quasi esclusiva-
mente freni multi-
disco in bagno d’o-
lio
Come si diceva la mag-
gior parte dei trattori vede l’im-
piego di freni multidisco in bagno
d’olio. Il grande favore che incontra questa soluzione è da
ricercare soprattutto nell’ottimo compromesso tra coppia e
ingombri e nella modularità della soluzione. Infatti il mas-
simo momento frenante generato può essere moltiplicato
non solo aumentando il raggio del disco ma anche aumen-
tando il numero di dischi. Inoltre è facile adattare il freno
alle dimensioni concesse dall’assale o dalla ruota, svilup-
pando longitudinalmente il freno anziché radialmente. Si
hanno così freni con dimensioni variabili tra i 6 e i 15 pol-
lici ma tipicamente entro i 10 pollici e un numero variabile
tra i 2 e i 10 dischi. In questi sistemi, l’azione frenante è
comunemente esercitata tramite dei dischi di compressio-
ne azionati da un attuatore a cuneo. Per una migliore di-
stribuzione delle forze sui dischi e per una frenata più omo-
genea l’attuatore è comunemente posizionato al centro:
vengono così prescelte le soluzioni con un numero pari di
dischi, pur non mancando eccezioni. Non sono reperibili
informazioni per tutti i modelli, in ogni caso su 36 serie di
9 diversi marchi si è trovata una prevalenza della soluzio-
ne a 4 dischi (circa il 40%), un’equidistribuzione per le so-
luzioni a 6, 8 e 10 dischi (circa il 18% per ogni soluzione)
mentre è più raro l’utilizzo di 2 o 3 dischi per freno.
La disposizione compatta dei freni multidisco è un sicuro
vantaggio in ambito agricolo per la protezione da sporco e
da agenti usuranti o corrosivi, ma può soffrire di problemi
di surriscaldamento. Il bagno d’olio ha infatti lo scopo non
solo di diminuire l’usura dei dischi, ma anche di raffreddarli
opportunamente. Negli ultimi anni sono stati sviluppati e
sono ancora in fase di sviluppo oli lubrificanti a base sin-
tetica o a base minerale capaci di accelerare l’asporto di
calore, additivati con sostanze che favoriscono la distribu-
zione omogenea della coppia sul disco anche alle basse ve-
locità, riducendo così possibili saltellamenti e minimizzan-
do il rumore in frenata.
Materiali
Molti degli studi e degli sviluppi introdotti negli ultimi anni
sui freni riguardano i materiali. I dischi infatti devono svi-
luppare un sufficiente livello di attrito dinamico resistendo
ad elevati sforzi di compressione e ad elevati gradienti ter-
mici e mantenendo i livelli di usura al minimo. Questo vie-
number of disks. It is also easy to adapt the brake to the
dimensions allowed by the axle or wheel, developing it
lengthwise rather than radially. Brakes thus range from 6-
15 inches, but typically no greater than 10 inches with a
variable number of disks from 2 to 10.
In these systems, braking is exercised through compres-
sion disks worked by a wedge-shaped actuator. To achieve
improved distribution of the forces exerted on the disks and
for more homogeneous braking, the actuator is usually lo-
cated centrally and, even if exceptions exist, an even num-
ber of disks is most often chosen. Information on all avail-
able tractor models was not available, but out of 36 trac-
tor types from nine different manufacturers, four disks ac-
counted for 40%, 6, 8 and 10 disks for 18% each, and the
remaining 5 or 6% for 2 or 3 disks. The compact arrange-
ment of disk brakes is certainly an advantage on the farm,
for protection from contamination by dirt or corrosive and
friction-inducing agents. But they may also suffer from over-
heating. The oil bath is in fact designed to reduce disk wear,
while also cooling them. Recent years have seen the on-
going development of lubricants with a synthetic or miner-
al base designed to speed up heat transfer. They also con-
tain additives to promote homogeneous distribution of
torque over the disk, even at low speeds, thus reducing pos-
sible jumping and shuddering during brake application and
minimizing the noise made by the brakes.
Materials
Research on new materials has played a major role in de-
veloping brakes in recent years. Disks have to develop suf-
ficient dynamic friction while resisting high compression
forces and high heat, also keeping wear to a minimum.
Composite materials are used, with from 5 to 30 different
28
MW
n. 10_11/2013
S
PECIALE
Figura 3: Sistema multidisco in bagno d’olio: durante la frenata due piastre
di compressione collegate con molle di tensione vengono distanziate
tramite un attuatore a cuneo e vanno a spingere i dischi fissi contro i dischi
mobili (per gentile concessione di Knott spa)
Fig. 3: An oil bath multidisc brake. During braking, two compression plates
linked with tension springs are separated by a wedge-shaped actuator,
pushing the fixed against the moving disks (thanks to Knott SpA).