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n. 10_11/2013
S
PECIALE
dello stato di salute delle proprie colture. Nondimeno alcuni FMIS sono in
grado di costruire e mantenere una serie statistica della produttività e dei
parametri relativi alle condizioni del suolo e delle colture che possono poi
essere usati per pianificare l’annata successiva: ad esempio l’andamen-
to dei parametri chimico/fisici di un appezzamento possono suggerire di
utilizzarlo l’anno successivo per un determinato tipo di coltura piuttosto
che un altro.
Un’altra problematica, insieme ai costi elevati, scoraggiava molti nell’a-
dozione delle tecnologie basate su GPS, era la disomogeneità dei sistemi
e la loro incompatibilità. Anche sotto questo punto di vista le cose sono
cambiate notevolmente negli ultimi 2/3 anni. La sempre maggiore diffu-
sione dell’ISOBUS e l’impegno dell’associazione AEF (Agricultural Equip-
ment Electronic Foundation) – della quale FederUnacoma è membro così
come molte aziende Italiane – nel promuovere tale tecnologia hanno con-
sentito la creazione di una base comune sulla quale ogni costruttore ha
applicato o può applicare le proprie competenze specifiche. Tutte le fun-
zionalità un tempo presenti solo nei sistemi proprietari per l’agricoltura
di precisione sono ormai state integrate nello standard ISOBUS (Task Con-
troller e Sequence Controller) ed implementate da molti costruttori in tut-
to il mondo e, recentemente, anche in Italia. Il cliente, oggi, ha quindi a di-
sposizione una vasta gamma di soluzioni, tutte compatibili tra di loro; ec-
co quindi che non è più costretto a scegliere, ad esempio, lo sprayer di un
determinato costruttore in quanto unico compatibile con il proprio siste-
ma di controllo sezioni, ma avrà a disposizione un’offerta molto più am-
pia di attrezzi utilizzabili con esso. Basti pensare che, sulla base della già
citata ricerca in ambito tedesco, il 55% delle aziende agricole tedesche
utilizza fruttuosamente le tecnologie oggetto di questo articolo, anche per
piantagioni di medio/piccola estensione, cifra raggiunta anche grazie alla
compatibilità sempre crescente dei sistemi dovuta all’ISOBUS. E’ chiaro
che i dati riportati in questo articolo sono riferiti a Paesi in cui la condi-
zione delle colture è profondamente diversa da quella Italiana. Perché quin-
di un’azienda agricola del nostro Paese dovrebbe investire nelle tecnolo-
gie trattate? La risposta è relativamente semplice: i vantaggi, seppure con
peso diverso, rimangono gli stessi. Certo, ottimizzare i percorsi tra grandi
appezzamenti comporta un sostanziale risparmio di tempo e carburante,
fattore molto più ridotto nel caso italiano fatto mediamente di campi di di-
mensioni ridotte o con caratteristiche particolari. Ma a quanti sarà capi-
tato, ad esempio, di ottenere un raccolto non soddisfacente da un terre-
no ritenuto fertile? Ebbene, la raccolta dei dati, la loro analisi ed utilizzo
consentono di determinare le cause di tale problema e di pianificare stra-
tegie per migliorare i trattamenti, adattarli alle condizioni del suolo, del cli-
ma, dell’ambiente e delle necessità al fine di ottenere la massima qualità
e produttività.
E’ importante però analizzare anche un altro fattore, anche se spesso non
percepito dall’utilizzatore finale: l’impatto ambientale. In alcuni paesi Eu-
along with data on the performance of the task in the field and the use
of Farm Management Information System (FMIS) PC software for the to-
tal management of farm resources and operations in the field, the most
advanced for precision analyses of the state of health of the farm’s crops.
Furthermore, some FMIS are capable of compiling and maintaining se-
ries of statistics on productivity and the parameters related to soil condi-
tions and crops which can be used for planning an upcoming season. An
example is the trend of chemical/physical parameters of a plot which can
point to a specific type of crop over another for planning the coming sea-
son.
Along with high costs, another problem which has discouraged many farm-
ers from moving into GPS based technologies is the lack of uniformity in
systems and their compatibility. Significant changes have also been
brought about over the past two or three years under this heading. The
increasingly widespread of ISOBUS and the commitment of the Agricul-
tural Equipment Electronic Foundation (AEF), in which FederUnacoma and
a large number of Italian manufacturers hold membership, working for
the promotion of these technologies has led to the creation of shared
groundwork on which all manufacturers has or can build on their own spe-
cific skills.All the functions which were once available only on proprietary
systems for precision farming are now integrated into the ISOBUS Task
Controller and Sequence Controller standard applied by manufacturers
around and world and, more recently, in Italy as well. This means today’s
customer has a range of solutions available, all compatible, and, for ex-
ample, is not forced to choose a sprayer built by a certain manufacturer
because it is the only one compatible with his own sector control system
but has available a much wider range of equipment for his use. It is suf-
ficient to consider that, on the basis of the research in Germany cited
above, 55% of German farms are productively using the technologies dis-
cussed in this article on small and medium size croplands, on a scale
reached thanks in part to the increasing compatibility made possible by
ISOBUS systems.
It must be made clear that the figures reported in this article refer to coun-
tries in which crop conditions are very different from those in Italy so why
should an Italian farm invest in these technologies taken up? The answer
is relatively simple. The advantages, albeit to different degrees, are the
same. Optimizing transits on great extensions of land obviously saves time
and fuel but this factor is greatly reduced in Italy where farms are small-
er on average and feature particular characteristics. But, for example, for
how many has it happened that yields on lands considered fertile have
been unsatisfactory?This means collecting data and analyzing and using
them for pinning down the cause of this problem along with planning strat-
egy for improvement plant treatments, adapting them to soil conditions,
the weather, the environment and the ultimate need for bringing in max-
imum quality and productivity.