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Anno 2017 Numero 12

Tecnica
dicembre 2017

Razioni "su misura" con i moderni carri trinciamiscelatori

Efficienza operativa ed energetica, comfort per l'operatore e spostamenti veloci e sicuri su strada. Sono gli aspetti salienti dell'evoluzione dei carri per la preparazione e la gestione dell'alimentazione del bestiame. E ora è disponibile anche il monitoraggio in tempo reale del contenuto nutrizionale della razione

il carro (trincia)miscelatore ha subito negli ultimi anni una notevole evoluzione, ampliando il suo raggio d’azione sia in senso metaforico che reale. Infatti, l’adozione del silomais (e di altre matrici vegetali coltivate a questo scopo) per l’alimentazione dei digestori anaerobici finalizzati alla produzione di biogas ha comportato un ampliamento degli ambiti di impiego del carro miscelatore, così come l’uso intensivo da parte dei contoterzisti ha imposto l’adozione di una serie di funzioni moderne sulla parte “veicolo” della macchina.

Le tipologie

Contestualmente, si è assistito ad un ampliamento delle tipologie disponibili sul mercato, atte a soddisfare anche le esigenze più specifiche. Inizialmente dotato di una o più coclee orizzontali, il carro miscelatore si è evoluto abbastanza rapidamente verso la tipologia ad una (o più) coclee verticali, una soluzione costruttiva che offre alcuni vantaggi rispetto alla prima. Oggi i costruttori del settore offrono entrambe le soluzioni, poiché è possibile riscontrare vantaggi (e svantaggi) entrambi i casi. Relativamente nuova è invece la comparsa di modelli trainati da autocarro e azionati da un motore elettrico o diesel indipendente (per spostamenti veloci su lunghe distanze), o all’opposto installati a punto fisso (a servizio ad esempio in stalle con impianto di alimentazione robotizzata), oppure ancora modelli a tre ruote di cubatura ridotta della vasca, per stalle caratterizzate da angusti spazi di manovra. Inoltre, diversi costruttori hanno reso maggiormente versatile la macchina, equipaggiandola anche con una turbina lanciapaglia per la ricostituzione della lettiera.

Il veicolo

La necessità di trasferimenti veloci e l’esigenza di maggior comfort e maneggevolezza del carro miscelatore, unita alla richiesta di una capacità lavorativa sempre più alta (ovvero con una maggior capacità del cassone di miscelazione) ha portato ad una profonda mutazione delle caratteristiche veicolari della macchina. La velocità massima ha raggiunto i 40 km/h, e i modelli più evoluti sono stati dotati di sistemi di sospensione, su un asse o addirittura su entrambi. Ovviamente, la trazione idrostatica integrale sui modelli semoventi, e impianti  dedicati idraulici o pneumatici su quelli trainati garantiscono una frenatura pronta ed efficace, anche con la macchina a pieno carico.

Molta attenzione è stata data al risparmio di combustibile, sia nelle fasi di preparazione della miscela, sia per ciò che concerne i trasferimenti veloci. Sui modelli semoventi la Faresin Industries di Breganze (VI) offrela versione Ecomode, grazie alla quale una centralina fa variare la cilindrata dei due motori idraulici deputati all’avanzamento, in modo che i 40 km/h siano raggiunti con il motore diesel a soli 1800 giri/min. Inoltre, a garantire la massima sicurezza in fase di trasferimento, l’Ecomode prevede di serie l’ABS, il controllo della trazione (ASR) e di partenza in salita (HH), nonché il sistema di limitazione dello slittamento sull’asse anteriore. Sempre in tema di risparmio energetico, su alcuni dei modelli trainati Faresin ha introdotto un cambio meccanico a due marce, per assicurare una miscelazione ottimale con ogni tipo di prodotto, riducendo la richiesta di potenza alla pdp del trattore. Per migliorare in modo sostanziale la manovrabilità e la maneggevolezza pur in presenza di ingombri notevoli, in analogia ad altre operatrici semoventi anche sui carri miscelatori sono state introdotte diverse possibilità di sterzatura delle ruote, di un solo asse o di entrambi, della cosiddetta modalità “a granchio” (o “passo di cane”), per la quale tutte le ruote sono sterzate nella medesima direzione, per cui la macchina avanza obliquamente.

La mission: migliore efficienza e maggiore sostenibilità

Questi due obbiettivi si raggiungono contestualmente con un risparmio nei consumi di combustibile. Molti carri trinciamiscelatori sono impossibilitati per natura ad offrire le migliori prestazioni in tal senso, poiché quasi tutti gli azionamenti (compresa la propulsione del mezzo) sono effettuati per via idraulica, un tipo di trasmissione della potenza che, contestualmente a ben noti vantaggi, rispetto a quella meccanica è inevitabilmente caratterizzata da rendimenti inferiori. Da qualche anno, però, la questione sta cambiando. La Faresin Industries di Breganze (VI) ha introdotto su alcuni suoi modelli il CVMIX (Continuously Variable MIXing), una trasmissione del moto basata sul principio della variazione continua, in questo caso applicata alla funzione di miscelazione, che in tal modo non solo garantisce un risparmio di gasolio grazie alla riduzione della potenza richiesta, ma diminuisce anche i tempi di esecuzione di questa fase della routine, con una più spiccata praticità di impiego per l’operatore, che non è più costretto a selezionare la marcia o il regime motore più adatti per eseguire le diverse sequenze di carico.

Sempre nell’ottica di aumentare l’efficienza globale della miscelazione, Faresin ha introdotto su alcuni dei suoi modelli trainati la possibilità di eseguire alcune fasi del ciclo con una sorgente di potenza di tipo elettrico. Il principio parte dal presupposto che durante il carico e la miscelazione degli ingredienti della razione il carro è fermo, collegato al trattore che lo aziona tramite la presa di potenza. Si tratta della fase che occupa la maggior parte del tempo dell’intera routine, che quindi condiziona in modo significativo i consumi di combustibile. Sui suoi modelli trainati, Faresin prevede il montaggio di un motore elettrico che viene attivato in tali frangenti, in modo che il trattore accoppiato venga impiegato esclusivamente per lo scarico in corsia e per gli spostamenti. Oltre alla riduzione dei costi grazie al risparmio di gasolio (fino al 30% secondo Faresin, in funzione dei costi dell’energia elettrica e del combustibile), si ottiene anche una sensibile riduzione delle emissioni di CO2 e di altri prodotti della combustione.

Il posto di guida

Fino a poco tempo fa, sulle versioni semoventi – salvo rare eccezioni – il posto di guida era costituito da un abitacolo piuttosto “spartano”, dagli spazi angusti, con comandi talvolta di tipo artigianale e cruscotti essenziali. Anche il livello di comfort lasciava piuttosto a desiderare. Ora non è più così, e specie sui modelli di punta dei costruttori leader di mercato è la norma installare cabine con dotazioni che fanno concorrenza ai trattori più evoluti. Comandi  che gestiscono funzioni elettroniche, garanzia di affidabilità e maneggevolezza; un’ampia visibilità dell’interno della macchina (in diversi casi anche con la disponibilità di una retrocamera); una consolle di controllo solidale al sedile sospeso e ammortizzato; impianti di riscaldamento, ventilazione e anche climatizzazione sofisticati ed efficienti; strumentazione completa di tipo digitale. Queste sono le peculiarità principali che permettono all’allevatore di trascorrere molte ore di lavoro a bordo del carro (trincia)miscelatore con elevati livelli di sicurezza e benessere.

L’analisi in tempo reale della razione

La cosiddetta “zootecnia di precisione” vede uno dei suoi fondamenti nell’alimentazione di precisione, ovvero nel garantire il massimo controllo sulla qualità della razione, in modo che sia il più possibile coincidente con le esigenze nutrizionali degli animali. In conformità a questo principio, da tempo vengono messe a punto diete specifiche per i diversi gruppi di animali della mandria, sulla base degli obiettivi produttivi. L’evoluzione ora riguarda il controllo “in tempo reale” della qualità nutrizionale degli ingredienti, in modo da correggere prontamente eventuali carenze che dovessero manifestarsi.

Il Precision Feed Measurement (PFM) di Faresin Industries comprende l’impiego del poliSPECNIR, uno spettrofotometro basato sull’analisi della riflettanza delle matrici nel campo del vicino infrarosso (NIR, Near Infra Red), che può essere utilmente impiegato in ogni fase del processo (anche direttamente a bordo del carro miscelatore) essendo in grado di controllare l’intera filiera alimentare del bovino, per mantenere bilanciata la razione dal punto di vista nutrizionale.

Nel dettaglio, lo strumento può effettuare analisi chimico-fisiche e nutrizionali di diverse matrici, in tempo reale e direttamente “sul campo”, restituendo i valori di umidità, proteina grezza, lipidi, fibra, sostanza secca, ceneri e altre caratteristiche dei diversi ingredienti e dell’intera miscelata nelle varie fasi della routinedi preparazione. Il poliSPECNIR può essere impiegato anche in modo autonomo, a partire dalla determinazione del momento più idoneo di raccolta dei prodotti base della razione. Se installato ad esempio a bordo di una falciatrinciacaricatrice dotata di un sistema di georeferenziazione, lo strumento è in grado di produrre mappe relative al valore proteico del silomais, con informazioni utili sia per la definizione dei successivi piani agronomici, che soprattutto per il bilanciamento nutrizionale dell’insilato. Ovviamente, lo strumento è adatto anche per l’analisi dei singoli ingredienti, siano essi farine o insilati di vario genere. I sensori ottici ed uno specifico sistema di raffreddamento consentono di effettuare misurazioni affidabili anche per materiali disomogenei e in movimento. Il software si avvale di numerose curve di taratura predefinite delle diverse matrici, ma è comunque possibile introdurre valori relativi a prodotti specifici. I dati in uscita possono poi essere trasferiti via wireless su tablet o computer. Lo strumento è offerto anche in diverse altre versioni: il poliSPECNIR Biogas non solo permette di ottenere informazioni sulle proprietà dei componenti della dieta del digestore e di calcolarne in tempo reale il potenziale metanigeno, ma può anche, grazie ad apposite curve di calibrazione, effettuare analisi del prodotto durante la fermentazione anaerobica. C’è poi poliSPECNIR Seeds, con cui si possono analizzare le caratteristiche delle granelle di cereali e di oleoproteaginose.

di Domenico Pessina

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