| VERDE CIA |
ci impongono di concepire in modo nuovo gli spazi urbani, dan-
do al verde un ruolo diverso, non più solo limitato ad aree cir-
coscritte della città: oggi l’elemento naturale si insinua all’in-
terno delle architetture in modo nuovo, penetrando negli spa-
zi e negli interstizi ricavati nella tessitura delle costruzioni ur-
bane. Ed è così che nascono giardini verticali, muri vegetali,
“garden roof” o edifici incastonati all’interno di dune verdi. Que-
ste sono le nuove forme del verde che nascono dalla ricerca
del più recente vivaismo specializzato, che lavora già da diver-
si anni in tandem con l’architettura più sensibile all’aspetto
ambientale delle costruzioni.
Tutela del paesaggio, dunque, e salvaguardia del verde urbano
grazie al moderno legame tra architettura e florovivaismo e la
loro sperimentazione in questo campo. Il verde aumenta la vi-
vibilità dentro le mura cittadine, coinvolgendo anche le impre-
se agricole multifunzionali, e svolgendo una duplice funzione:
da una parte contiene gli effetti dello smog – responsabile
dell’11 per cento dei casi di aggravamento di asma dei bam-
bini e del 18 per cento dei problemi acuti negli anziani affetti
da patologie respiratorie – e dall’altra è un fattore capace di
aumentare la vivibilità del centro urbano, considerato l’effetto
benefico che il verde ha anche da un punto di vista psicologi-
co per i cittadini. Ma ancora c’è molto da fare in questa dire-
zione. Se nei comuni del Nord Est la disponibilità media di ver-
de urbano per cittadino è pari a 45,4 metri quadrati, al Centro
si ferma ad appena 23 metri quadrati. Fanno meglio il Sud
(37,1 metri quadrati) e di poco il Nord Ovest (24,3 metri qua-
drati). E’ per questo che l’urbanistica delle nostre città – ri-
marca la Cia – va ripensata in funzione delle attuali necessità
ambientali e alimentari che il nostro pianeta è costretto ad af-
frontare. Un edificio progettato e costruito secondo i criteri del-
l’eco-sostenibilità, contribuisce all’assorbimento delle emis-
sioni cittadine, oltre a garantire un risparmio energetico, idrico
ed ambientale, e quindi anche economico.
Agricoltura e vivaismo hanno raccolto prontamente la sfida di
una “rinaturalizzazione” degli spazi urbani, imposta anche dai
parametri di Kyoto. E lo fanno – conclude la con-
federazione degli agricoltori – rispondendo alla
richieste sofisticate dell’urbanistica più “eco-
friendly”. E’ così che nasce un nuovo mestiere
per l’agricoltore di oggi, che “produce” verde ur-
bano, una figura al passo con i tempi, che “col-
tiva” aiuole spartitraffico o pareti verticali sul-
le facciate degli edifici, e molto altro. Si realiz-
zano “virtuosismi verdi” anche all’interno di ap-
partamenti e si moltiplicano fiere e spazi espo-
sitivi con proposte fantasiose e di grande sug-
gestione.
Il tutto per un indotto che, pur in tempi di crisi,
è capace di muovere centinaia di milioni di eu-
ro, e che promette di produrre benefici anche
nel comparto della meccanizzazione, stimolan-
do l’acquisto di mezzi e attrezzature per le ma-
nutenzioni del verde e per le specifiche esigenze
emergenti, da parte sia degli operatori profes-
sionali sia del vasto pubblico dei privati.
with the involvement of multifunctional agricultural enterprises and has
a double function: on one side it limits smog effects – responsible for
the 11% of asthma worsening in children and 18% of severe problems
for old people affected by respiratory deseases. On the other side, it is
a factor capable of improving the quality of urban life, due to its psy-
chologically healthy effect.
But much remains to do on this path. In Northeastern cities the average of
green areas is around 45,4 square meters pro capita and in the Centre it
stops at 23 square meters.The situation gets better in Southern cities with
37,1 square meters and in Northwestern ones (24,3 square meters). That
is why the city planning – as Cia highlighted – has to be rethought accor-
ding to the environmental and food demands that our planet is forced to
take on. A building built according to the criteria of eco-sustainability con-
tributes to the absorption of urban emissions. Besides, it is a guarantee of
efficient energy use, water-savings and therefore economic savings too.
Agriculture and floriculture have immediately accepted the challenge of
urban naturalization, fixed by the Kyoto Protocol. They do it – as the far-
mers confederation concluded – responding to the sophisticated de-
mands of the most eco-friendly city planning. A new professionality was
born for today’s farmers. It is an innovative figure with the task of pro-
ducing urban green areas and cultivating flowerbed on traffic dividers,
green walls on buildings’ facades and much more. Green virtuosities are
realized also inside apartments; fairs and exhibitions with creative and
suggestive ideas increase. All of this for a business volume capable of
moving hundreds of million euros, and that promises to produce bene-
fits also for mechanization by increasing the purchase of machinery and
equipment for the maintenance of green areas and for the emerging de-
mands from both businesspeople and private citizens.
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MW
n. 10_11/2013
Urban green areas,
an opportunity for
agriculture
The Italian urban green areas are increasing: at the
present time the availability is over 30 square
meters per capita. New building procedures are
rising, with buildings covered by vertical gardens
and roof gardens. In this way, the farmers’ range of
action is widening, from cultivated fields to plant
walls through traffic dividers with flowerbed