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mizzare l’efficienza dei cicli produttivi, ridurre al minimo il ricorso
alle fonti fossili, dovrebbe essere un criterio per limitare il con-
sumo di energia con positive ricadute sociali ed economiche. Que-
sti sono argomenti talmente semplici e chiari che in teoria met-
tono tutti d’accordo, mentre invece all’atto pratico richiedono un
impegno convinto, costante e prolungato affinché si possano tra-
durre in azioni concrete. Proprio nella ricerca di una soluzione pra-
tica si deve operare sul fronte della cultura delle persone stimo-
landone la responsabilità e la consapevolezza o addirittura le co-
scienze.
La necessità di definire in tempi rapidi delle strategie economi-
che che considerino, con la dovuta attenzione, la salvaguardia del
Pianeta, è stata chiaramente recepita da due delle figure di mag-
gior spicco nel panorama globale, il Papa e il Presidente USA; en-
trambi palesemente orientati verso una visione innovativa nel mo-
do di operare e in netta discontinuità rispetto agli schemi usuali.
Infatti lo stesso Papa Francesco, nei primi giorni del suo pontifi-
cato, si è espresso in modo diretto con la seguente preghiera
«
Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di re-
sponsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uo-
mini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione,
del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’am-
biente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accom-
pagnino il cammino di questo nostro mondo!»
.
Inoltre, anche il Presidente Obama, in occasione del suo discor-
so di insediamento dopo la rielezione, ha dato alle questioni am-
bientali un grande peso, dichiarando:
“Risponderemo alla minac-
cia del cambiamento climatico, sapendo che non farlo sarebbe tra-
dire i nostri figli e le generazioni future”
. Riconoscendo poi la po-
sizione tiepida degli Stati Uniti nella trattativa internazionale in
materia, ha aggiunto: “
ma l’America non può resistere a questa
transizione, anzi dobbiamo condurla
” non solo perché la crisi cli-
matica è una vera minaccia per il “
nostro tesoro nazionale: i no-
stri boschi e corsi d’acqua, i nostri campi coltivati e cime inneva-
te”
, ma perché promuove lo sviluppo è un’opportunità con una
“
tecnologia che crea posti di lavoro e nuove industrie”
che “
non
possiamo cedere ad altre nazioni
”.
Dopo aver citato le parole del Papa e del Presidente degli Stati
Uniti d’America non è difficile tornare al discorso di partenza, vi-
sto che, in altri termini e da ben diversa posizione, richiamano al-
la memoria le idee ed i moniti di molti esponenti delle Associa-
zioni ambientaliste e delle fonti rinnovabili. A questo punto, con-
siderando anche l’ampia base di consenso da parte dei cittadini
per l’ecologia, viene naturale domandarsi a cosa si debba il pro-
trarsi di paradigmi del sistema economico-finanziario ormai ana-
cronistici, che cosa ostacola l’innovazione?
In tal senso si è pronunciata di recente il Ministro della Giustizia
Cancellieri, attaccando frontalmente le grandi lobby, che nel no-
stro Paese (tutto il mondo è paese) ostacolano le riforme difen-
dendo i propri interessi a scapito del bene comune, dunque spet-
ta alla politica prendere delle posizioni, ormai imprescindibili, per
evitare situazioni di stallo e forzando i blocchi generati da lobby e
corporazioni. Oggi, giunti al quinto anno di una crisi economica e
finanziaria senza precedenti, per entità e diffusione, l’attenzione
verso nuove forme di iniziative imprenditoriali sta orientando il mer-
cato nazionale ed estero in modo sempre più convinto verso quel-
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n. 10_11/2013
ma, the pope and the president of the United States; both are ori-
ented toward an innovative vision for the way to work with a sharp
break from the usual schemes.
In the early days of his reign, in fact. Pope Francis spoke out di-
rectly in the following prayer.“I would like to please ask everyone
who holds roles of responsibility in the economic, political or so-
cial areas, all men and women of goodwill: we are the guardians
of creation, the design of God inscribed in nature, guardians from
above, the environment; let us not leave signs of destruction and
death accompanying the journey of this our world!” Moreover, in
his second inaugural address following reelection, President Barak
Obama gave great weight to environmental issues in declaring:
“We will respond to the threat of climate change, knowing that
the failure to do so would betray our children and future genera-
tions.” Acknowledging the lukewarm position of the United States
on international treaties in this area, he went on to say: “But Amer-
ica cannot resist this transition, we must lead it.We cannot cede
to other nations the technology that will power new jobs and new
industries, we must claim its promise.That’s how we will maintain
our economic vitality and our national treasure—our forests and
waterways, our crop lands and snow-capped peaks. That is how
we will preserve our planet, commanded to our care by God.”
After citing the words of the pope and the president of the Unit-
ed States of America, it is not difficult to get back to the opening
issues seeing that, in other terms and from very different posi-
tions, they recall the ideas and warnings of many advocates of
environmental and renewable sources associations.At this point,
also giving consideration to the broad base of consensus among
people on the environmental issue, it is natural to ask why are
the now anachronistic economic-financial system paradigms are
continuing and what is blocking innovation?
In this connection, the minister of justice recently spoke out in a
frontal attack on big lobbies in Italy (all the world’s a single stage)
blocking reforms in the defense of their own interests to the detri-
ment of the common good, saying that it is therefore up to the
politicians to take positions which can no longer be put off to avoid
a deadlock and to break through the obstacles created by lob-
bies and corporations.
Today, having reached the fifth year of an economic and financial
crisis unprecedented for scale and reach, attention for new forms
of enterprise initiatives is being focused on the national and for-
eign markets with increasing belief in those defined at green
Change for conservation.
Energy
and
innovation
needed
Eliminating wastes or limiting them to the utmost,
optimizing the efficiency of production cycles,
reducing recourse to fossil fuels to the minimum.
These are the basics for the sustainable development
of our planet. After five years of economic crisis the
sectors of renewables and agriculture are sending
out clear signals of economic vitality in the
framework of widespread recession. In such a
complicated economic setting, biomass is shaping up
as a highly interesting resource capable of involving
numerous areas in the agro-forestry, industrial and
services sectors across the boards