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Tecnica

Alta automazione per i carri caricaballe

Dotati di dispositivi per l’intercettazione e il carico, o adibiti al solo trasporto, i carri caricaballe si sono diffusi in modo notevole, specialmente tra i contoterzisti, come valido ausilio per ridurre al minimo i tempi di conferimento di carichi di foraggi e paglie imballati presso i loro clienti

di Domenico Pessina
luglio-agosto-settembre 2021 | Back

L’imballatura di fieno e paglie e, più di recente, anche la fasciatura di foraggi semiaffienati a creare dei mini-sili, ha comportato il diffondersi dei cosiddetti “carri caricaballe”, ovvero rimorchi dedicati esclusivamente all’intercettazione, carico, sistemazione a bordo, trasporto e scarico delle balle.

Sono attrezzature apprezzate soprattutto dai contoterzisti, che per servire i propri clienti devono sovente effettuare lunghi trasferimenti su strade aperte al traffico, e che quindi per un’adeguata redditività della propria attività devono poter disporre di macchine ad elevato livello di automazione, in grado di eseguire l’intera routine di lavorazione per mezzo di un solo trattore e, ovviamente, di un solo operatore.

Le capacità di carico dei caricaballe è condizionata di solito dalla forma, dalle dimensioni (e dalla densità) delle balle, che come noto possono presentare variazioni piuttosto ampie, determinate dal volume interno della camera di pressatura delle imballatrici.

A fronte di una larghezza pressoché standard di 120 cm, le rotoballe hanno infatti solitamente diametri che vanno da 120 a 180 cm, mentre per le grandi balle prismatiche (o parallelepipede) la variabilità è ancora più ampia, soprattutto per ciò che concerne la loro lunghezza. Un “formato” piuttosto popolare è 240x70x120 cm (LxAxP), ma le big baler di maggior capacità lavorativa possono arrivare a confezionare balle da 300x90x120 cm.

La massa delle balle non dipende solo dalle dimensioni, ma anche dal grado di essiccazione del foraggio e dalla densità che può essere raggiunta mediante la pressatura. In generale, più elevata è la massa volumica e meglio è, poiché meno aria (cioè meno ossigeno) resta intrappolata all’interno del materiale, a tutto vantaggio della conservabilità del prodotto. In generale, il contenuto in sostanza secca (che poi è quello che conta) arriva sino a 180 kg/m³ per le rotoballe fasciate di insilato, e fino a 210 kg/m³ per le grosse balle prismatiche. In definitiva, sia le rotoballe che quelle grandi parallelepipede possono arrivare ad avere una massa di diverse centinaia di chilogrammi.

Se le grandi balle prismatiche sono depositate in campo secondo una geometria obbligata, ovvero con una delle due facce più ampie del parallelepipedo appoggiata al terreno, per le rotoballe si pone la questione di come si presentano per il carico. Infatti, su appezzamenti pianeggianti sono depositate generalmente sulla loro circonferenza esterna, ma su superfici con una certa pendenza e anche se vengono fasciate appoggiano talvolta a terra su uno dei due lati piatti. Inoltre, specie se il prelievo per il trasporto al centro aziendale avviene qualche tempo dopo l’imballatura, le balle possono essere concentrate a bordo campo, rendendo così possibili ulteriori lavorazioni sull’intera superficie coltivata. Queste diverse sistemazioni del prodotto comportano modalità differenziate di intercettazione e di carico delle balle.

Non solo, sui rimorchi le balle possono essere stoccate a loro volta in posizione verticale, ovvero con le facce piatte a contatto con il pianale, oppure orizzontali, cioè affiancate e accumulate una sull’altra sulla loro circonferenza esterna. Tutto ciò ha dato origine a diverse soluzioni cinematiche di movimentazione, di norma però tutte asservite idraulicamente, date le entità dei carichi da gestire.

 

La struttura della macchina

Il telaio base dei carri caricaballe è quello del classico rimorchio agricolo che, in funzione del carico ammissibile, è dotato di un differente numero di assi, con un eventuale ruotino di appoggio pivottante, usato per l’operatività di campo. Sul mercato sono infatti offerti dei carri monoasse, sia di tipo tradizionale che “bilico”, con asse semplice o doppio (o anche triplo) ravvicinati, ma è disponibile anche un notevole numero di modelli a due assi (anche in questo caso eventualmente doppi ravvicinati), posti simmetricamente rispetto al pianale. Per questa tipologia in particolare, un’ulteriore significativa variante negli elementi principali dei caricaballe riguarda il montaggio della ralla anteriore; si tratta di un dispositivo che permette la sterzatura dell’intero asse anteriore, a tutto vantaggio della maneggevolezza della macchina, specie in spazi ristretti. Per contro, rispetto ai carri con timone fisso, l’esecuzione di alcune manovre (specie le svolte in retromarcia) non è proprio facilissima, e occorre una certa dimestichezza di gestione dell’insieme trattore-operatrice.

Inoltre, l’opzione di assi ravvicinati (ed eventualmente di pneumatici gemellati, talvolta anche a sezione larga e bassa pressione di gonfiaggio) comporta diversi vantaggi: permette di montare ruote di diametro ridotto, e quindi di tenere basso il pianale, e in definitiva anche l’altezza massima del carico, in modo da avere un baricentro il più possibile vicino a terra (e quindi una maggior stabilità), e poter transitare su strada senza problemi anche sotto ponti di altezza ridotta. In più, la gemellatura delle ruote consente di offrire carri con portate congrue al trasporto di un numero notevole di rotoballe, a tutto vantaggio dell’efficienza dell’operazione. Infine, l’adozione di pneumatici larghi e a bassa pressione (le cosiddette coperture “floating”, spesso offerte in opzione a quelle tradizionali) assicura un ridotto compattamento del terreno agrario, un aspetto sempre più apprezzato in un’ottica di sostenibilità, anche nella fienagione.

Se abilitati alla circolazione su strada pubblica, analogamente a tutti i rimorchi nella medesima condizione anche i carri caricaballe devono essere provvisti di tutte le dotazioni tipiche del caso, ovvero timone con occhione omologato, impianto freni (quando ricorre l’obbligo) sia di tipo idraulico che pneumatico, kit luci, ecc. In particolare, per rendere possibile la tipica operatività di campo, alcuni modelli sono equipaggiati con timone disassabile, in modo che la balla possa essere intercettata e caricata lateralmente alla traiettoria percorsa dal trattore. Per ovvie questioni di sicurezza, il timone va poi bloccato in linea con la motrice durante il trasporto su strada.

 

La gestione delle balle

Tralasciando i modelli adibiti al solo trasporto, ovvero costituiti da un pianale e da strutture di contenimento delle balle (che quindi devono essere caricate con un trattore dotato di forche o pinze), i modelli dotati di dispositivi dedicati di carico (e scarico) prevedono modalità operative a volte molto differenti tra loro, soprattutto in relazione all’efficienza nel trasporto, segnatamente in relazione alla stabilità del carico, specie per le balle cilindriche. Infatti, se da un lato l’appoggio delle rotoballe sul lato piatto risulta essere più stabile, dall’altro la loro sistemazione con base sulla circonferenza esterna sembra di più semplice gestione.

In ogni caso, i meccanismi messi a punto prevedono tutti la presa da terra, il sollevamento (con eventuale rotazione delle balle, a volte anche a coppie), la collocazione sul pianale e/o su file sovrapposte e infine la traslazione per la sistemazione finale. In alcuni casi, è prevista anche la funzione di scarico a terra, di solito posteriore, ma talvolta anche laterale.

Le realizzazioni pratiche sono varie, ma si tratta comunque di dispositivi azionati per mezzo di cilindri idraulici, ovviamente gestiti direttamente dal posto di guida, talvolta in alternativa anche tramite centraline a comando remoto. Interessanti sono soprattutto le soluzioni per l’intercettazione, dove si ricorre a slitte, pinze, leve, semigabbie, che costituiscono in qualche caso l’elemento terminale di meccanismi più complessi, in grado di far ruotare e traslare al contempo la balla. Occorre sottolineare in tutti i casi la notevole robustezza dell’insieme, dato che si tratta di movimentare materiale della massa di parecchie centinaia di chilogrammi.

 

Intercettazione e carico

In linea generale, si possono distinguere due soluzioni di intercettazione della rotoballa. Nella prima, la balla viene caricata in linea con il carro sul lato corto, per cui quest’ultimo deve essere necessariamente dotato di timone disassabile poiché avanza su una traiettoria parallela a quella percorsa dal trattore che lo traina. In alternativa, è invece il carro ad essere in linea con il trattore, per cui il carico viene realizzato con un meccanismo che prende la balla lateralmente e successivamente la trasla (a volte ruotandola) sul pianale.

Su alcuni modelli, il massimo della versatilità nell’intercettazione della balla (in qualunque posizione sia adagiata in campo) è rappresentato da una pinza rotante e traslante per mezzo di slitte, guide e bracci articolati, che può quindi afferrare la balla comunque si trovi e posizionarla sul carro nella collocazione voluta.

Se le rotoballe sono allineate in fila indiana, alcuni costruttori hanno messo a punto originali meccanismi per poter caricare più elementi in un’unica soluzione. In pratica, due semigabbie cilindriche collocate sui due lati di un pianale doppio sovrapposto ruotano lateralmente verso l’esterno di 180°, fino a terra; successivamente, con l’avanzamento del trattore si impegna ognuna delle due semigabbie con 4-5 balle che, quando sono a pieno carico, compiono il movimento opposto per il caricamento sul pianale superiore. Quest’ultimo viene sollevato (sempre idraulicamente) per far posto alle balle caricate nel piano inferiore, tramite la ripetizione della routine illustrata. In tal modo possono essere stoccate sul carro anche fino a 20 rotoballe, in modo da sfruttare adeguatamente la portata massima dell’attrezzatura, a tutto vantaggio dell’efficienza del trasporto. Se la rotoballa si presenta appoggiata al terreno su uno dei due lati piatti, in alcuni casi sull’attacco a 3 punti anteriore del trattore è montato un accessorio che provvede a ribaltare dolcemente la balla, quindi senza danneggiarla, anche nel caso sia fasciata con film plastico.

Sistemazione a bordo

Per trovare un’adeguata collocazione sul carro, che possa ottimizzare il volume (e la portata) disponibili, e contestualmente garantire un sufficiente livello di sicurezza nel trasporto, le balle devono essere movimentate con modalità diverse. Possono infatti essere traslate lungo il pianale, tramite tappeti costituiti da catene e traversine (e talvolta coadiuvate nello spostamento tramite paratie movimentate per mezzo di cilindri idraulici) oppure su una serie di rulli posti in serie, su file parallele, oppure ancora accatastate con bracci meccanici articolati, o fatte ruotare grazie ad apposite semigabbie.

Una soluzione piuttosto comune è la prima tra quelle illustrate, ovvero le balle vengono spostate linearmente lungo il lato lungo del pianale del rimorchio per mezzo di un tappeto mobile; si tratta di un’opzione utile come ausilio anche per il successivo scarico nella zona finale di stoccaggio, ovvero nei fienili o sotto apposite tettoie.


Gli accessori

Poiché sono fabbricati sostanzialmente su una base comune, anche i carri caricaballe possono usufruire di molte delle opzioni oggi offerte dai rimorchi, come ad esempio l’assale sterzante (per il miglioramento della manovrabilità in spazi ristretti, specie per i modelli di notevole volume di carico e portata), diverse tipologie di impianto di frenatura idraulica o pneumatica, pneumatici a larga sezione e basso compattamento, pianale ribaltabile, ecc.

Tuttavia numerosi sono anche gli accessori specifici; tra questi, di notevole aiuto sono quelli adottati nelle varie soluzioni che facilitano la gestione delle routine di cui si compone l’intera lavorazione. L’obiettivo è ovviamente quello di poter impegnare un solo operatore, che rimanga costantemente al posto di guida del trattore. A tale scopo, sono disponibili comandi a cavi flessibili, a pulsantiera o anche radiocomandi.

Interessanti sono anche le opzioni che si possono montare nella parte posteriore del carro, con la disponibilità di una sponda a mezzaluna a sbalzo movimentata idraulicamente, per aumentare la capacità di carico, e la pedana posteriore (sempre idraulica) per lo scarico diretto a terra delle balle.

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