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Giardinaggio

Gardening: macchine e attrezzature per ogni tipo di verde

La cura degli spazi verdi richiede un'ampia gamma di macchine ed attrezzi destinati ad un pubblico composto sia da operatori professionali sia da appassionati e hobbisti. La scelta dei mezzi meccanici viene fatta in base alle dimensioni e alle caratteristiche ambientali delle aree verdi da manutenere, ma anche in funzione dei modelli architettonici ai quali ci si ispira nella progettazione e gestione dei giardini

di Pietro Piccarolo
Luglio - Settembre 2014 | Back

Le attrezzature per il giardinaggio sono evidentemente legate alle numerose tipologie di giardino. Schematizzando si va dai giardini all’inglese a quelli all’italiana. I primi sono caratterizzati per la vicinanza all’ambiente naturale, con ampie aree a tappeto erboso, alberi e arbusti sistemati in modo da richiamare il paesaggio naturale, avvicendati anche da elementi artificiali (grotte, ponti ed altro). Quelli all’italiana, o formali, di ispirazione tardo rinascimentale, invece, si presentano con uno schema ben preciso costituito da aree verdi geometriche, suddivise con l’utilizzo di filari e siepi, e anche da sculture vegetali di varia forma, con alberi e piante la cui disposizione non è mai casuale.

Vi sono poi tutte le varie forme del giardino mediterraneo, di quello francese e dei giardini giapponesi. In tempi più recenti si sono sviluppati i giardini pensili e i giardini verticali. I primi sono costruiti al di sopra di strutture architettoniche, per esigenze scenografiche ma anche per migliorare il microclima dell’edificio; i secondi sono normalmente realizzati in città sui muri degli edifici, per abbellire il paesaggio urbano ma anche per ridurre l’inquinamento, specie delle polveri sottili (PM 10). Non va dimenticato che mentre nel 1950 solo il 29% della popolazione mondiale viveva in città, nel 2009 questa percentuale è salita al 51% e che, oggi,  la popolazione urbana mondiale supera i 3,5 miliardi di persone. Le città si sono cementificate, il traffico urbano è cresciuto e la qualità della vita è peggiorata. Il verde in generale e i giardini in particolare, rappresentano uno strumento per ridurre gli effetti della cementificazione e per migliorare la qualità della vita.

Specie all’estero, ma anche in Italia, si sta facendo strada l’idea che il verde genera salute; idea che trova la massima espressione nei cosiddetti healing gardens e cioè nei giardini terapeutici veri e propri e nei giardini di riabilitazione. Ci si è cioè resi conto che, il verde e le attività di giardinaggio, aiutano anche le persone malate o che sono state colpite da handicap che ne limitano l’attività.

Accanto alle diverse tipologie più o meno ben definite, vi sono poi i molti giardini dei privati che non obbediscono a schemi predefiniti ma sono il frutto di singole iniziative e di scelte personali. Anche questi sono comunque bisognosi di cure e manutenzione.

Di seguito vengono prese in esame alcune delle attrezzature basilari impiegabili nel giardinaggio.

 

Preparazione del terreno e semina

Per preparare il terreno alla semina, ad esempio di un tappeto erboso, si impiegano, a seconda delle dimensioni, attrezzature manuali o motorizzate. Tra quelle manuali, l’attrezzo principe è la vanga. Alla vangatura seguono interventi manuali di affinamento del terreno fatti con la zappa e il rastrello. Il lavoro manuale di vangatura può essere reso meno faticoso con l’impiego delle cosiddette vanghe tecnologiche, dotate di un sistema che consente di ridurre lo sforzo lavorativo.

Nelle attrezzature motorizzate rientrano invece le motozappe e i motocoltivatori che trovano impiego su superfici non elevate e cioè, come nel caso precedente, nel giardinaggio fai da te. L’organo di lavoro è costituito da zappette montate su asse orizzontale rotante. Nei modelli più recenti l’avviamento è elettrico. La potenza del motore è compresa tra i 5-12 kW nei modelli più piccoli, per arrivare ai 20 kW in quelli più perfomanti.

La motozappa è in grado di eseguire solo la fresatura del terreno ed ha dimensioni più ridotte rispetto al motocoltivatore. Questo è più versatile in quanto dotato di presa di potenza a cui possono essere applicati utensili diversi, dalla fresa alle barre falcianti,dalle seminatrici agli spandiconcimi. Inoltre possono trainare anche piccoli aratri per l’aratura superficiale del terreno. Derivato dal decespugliatore è l’attrezzo multifunzionale che, grazie alla possibilità di montare varie lame, consente di eseguire lavori di zappatura a diverse profondità, ma anche di diserbo meccanico e di rifinitura.

Su grandi appezzamenti la preparazione è fatta con attrezzi quali aratri, fresatrici o vangatrici accoppiati alle trattrici.

Su piccole superfici la semina del prato può essere eseguita manualmente. Il seme viene distribuito in due passate tra loro incrociate. La quantità è legata alle dimensioni del seme. Nella semina di essenze, quali il lolium o le festuche, la quantità è di 25-40 g/m2.

L’operazione è completata con una rastrellatura e con una innaffiatura, eseguita coi tradizionali innaffiatoi o con irrigazione a pioggia. Su grandi superfici si impiegano seminatrici meccaniche o pneumatiche. Anche in questo caso è bene eseguire le due passate incrociate.

 

Manutenzione del tappeto erboso

L’operazione più frequente da effettuare sul tappeto erboso è il taglio dell’erba. Su superfici ridotte, o su terreni in pendenza, può essere impiegato il decespugliatore a filo di nylon portato dall’operatore. I modelli con motore elettrico, alimentati via cavo o a batteria, presentano il vantaggio di essere leggeri e poco rumorosi. Quelli con motore a scoppio hanno potenza superiore e possono operare in condizioni più difficili.

Quando l’operazione di taglio è fatta con rasaerba, la scelta è vasta e, sostanzialmente, dipende dalla qualità del tappeto erboso e dalle sue dimensioni. La qualità del tappeto incide sulla scelta dell’apparato di taglio. Nei tappeti ornamentali di pregio la preferenza viene data all’apparato a lame elicoidali; diversamente la scelta cade su quello a lame orizzontali.

La dimensione del tappeto erboso condiziona la scelta del tipo di trazione, cioè modelli con conducente a terra o modelli con conducente a bordo. Nel primo caso, cioè per superfici inferiori a 1500 metri quadrati, la motorizzazione può essere elettrica, con alimentazione via cavo o a batteria, oppure con propulsore a scoppio. Per i primi le potenze sono inferiori a 2 kW, per i secondi si superano anche i 5 kW. I raseaerba con conducente a bordo consentono di dominare superfici superiori   ai 1500 metri quadrati. Le potenze vanno dai 10-15 kW ai 40-50 kW e oltre. Il propulsore condiziona la capacità di lavoro.

Nelle operazioni di rifinitura, eseguite in genere su tappeti di pregio, possono essere impiegate forbici da prato manuali, forbici a lama dentata oscillante alimentate da motore elettrico a batteria, ed anche tagliabordi a lama rotante verticale.

Le altre operazioni di manutenzione, di una certa frequenza, sono: la sfeltratura, che ha lo scopo di rompere la continuità del feltro con attrezzi che eseguono tagli verticale dello stesso, e l’aerazione del terreno, effettuata con macchine che effettuano tagli più profondi (scarificatori) oppure forature o carotature (foratrici o carotatrici). Anche per queste macchine la scelta è legata alle dimensioni del prato, dai modelli azionati da piccoli motori elettrici e a scoppio, a quelli accoppiati alla trattrice o anche semoventi.

 

Manutenzioni di alberi, siepi e cespugli

Le forbici o cesoie da giardinaggio sono disponibili in modelli molto diversi, Le tradizionali sono quelle destinate al taglio dei rami dei cespugli e delle siepi per eliminare i rami in eccesso e, soprattutto, per dare determinate conformazioni alla vegetazione, sino ad arrivare a esercitare l’arte topiaria vera e propria. Si caratterizzano per le lunghe lame affilate con manici allungati e impugnatura da effettuare con entrambe le mani.

Per il taglio manuale dei rami vengono impiegate speciali cesoie con manici allungati e impugnature ergonomiche dette anche troncarami. Ne esistono versioni per legno duro, dotate di lame robuste  e scanalate per consentire il passaggio della linfa al fine di evitare l’incollaggio delle lame, e versioni destinate al taglio dei rami fitti e sottili. Diversificata è anche la categoria degli svettatoi dotati di prolunga telescopica per consentire di effettuare il taglio da terra di rami posti a una certa altezza. Per ridurre la fatica dell’operatore sono state realizzate forbici troncarami del peso di 1-2 kg, con motore elettrico da 1 kW di potenza, dotati anche di prolunga in grado di eseguire il taglio di rami con diametro fino a 4-5 cm.

Sempre per effettuare il taglio manuale di rami possono essere impiegati diversi modelli di seghetti e di seghe sia ad arco e sia con impugnatura ricurva, nonché seghe per asta telescopica dotate anche di lama verticale per la scortecciatura dei rami. Anche le forbici da giardino impugnate con una sola mano sono molto diversificate e consentono di tagliare rami e anche piante con diametro ridotto.

Per siepi di una certa estensione e anche per l’arte topiaria vi é sul mercato un’ampia gamma di tosasiepe. I modelli con motore a scoppio vanno da lunghezze di taglio di 40 cm per potenze di 0,6-0,7 kW, a lunghezze di 75-80 cm per potenze di 0,7-0,8 kW. Il peso varia dai 4 ai 5,5 kg. I modelli con motore elettrico alimentato via cavo, hanno potenze di 400-650 W e peso inferiore ai 4 kg. Sempre più si vanno diffondendo i tosasiepe elettrici a batteria,  leggeri e silenziosi, senza il vincolo del cavo di alimentazione.

La presenza nel giardino di una quantità importante di alberi, porta alla necessità di essere dotati di motosega per giardinaggio. Anche qui la scelta è tra i modelli con motore a scoppio o elettrico, via cavo o a batteria.

 

La diffusione degli utensili elettrici a batteria

Per ridurre rumorosità, vibrazioni e, soprattutto, ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, sempre più aumenta l’offerta di utensili con motore elettrico alimentato a batteria. Le batterie al litio ione e a ioni di litio, a parità di energia,  pesano un quarto o un quinto di quelle al nichel cadmio. Vengono offerte in una vasta gamma di modelli con capacità di 3-4 Ah sino a oltre 20 Ah. La soluzione più diffusa è quella a zaino; esistono però anche versioni che possono essere portate a cintura.

Per quanto attiene le emissioni totali di CO2, dirette (durante il funzionamento dell’attrezzo) e indirette (per la produzione della benzina e dell’energia elettrica), basti ricordare che per attrezzi, quali i tosasiepi e i decespugliatori manuali, con potenze intorno ai 1-1,2 kW, le emissioni di CO2 equivalente sono dell’ordine di 3,5-4,5 kg/h quando il funzionamento è dato da un motore endotermico, mentre se il propulsore è elettrico, le emissioni sono inferiori ai 50 g/h.

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