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Anno 2017 Numero 1-2

Giardinaggio
gennaio - febbraio 2017

La trinciatura per i tappeti erbosi

La manutenzione dei prati presenta necessità tecniche diverse a seconda della qualità e della destinazione d'uso delle superfici. L'industria meccanica realizza macchine specializzate, con motorizzazione di vario tipo, in grado di realizzare interventi mirati, ottimizzando consumi e manutenzioni

L’erba tagliata dei tappeti erbosi può essere: espulsa e raccolta successivamente; direttamente raccolta in un cesto durante il taglio; trinciata all’interno del carter ed espulsa sulla cotica erbosa. In quest’ultimo caso possiamo distinguere, sia pure in modo schematico, due situazioni limite, cioè: interventi su tappeti aventi un buon valore ornamentale, e interventi su tappeti di basso valore quali possono essere quelli di aree con erba alta e presenza anche di infestanti, nonché quelli di aree declivi, di scarpate, di sponde fluviali, di bordi stradali, o anche del sottobosco.

Gli interventi del primo tipo portano ad effettuare il cosiddetto taglio ad effetto mulching, mentre negli interventi del secondo tipo si parla più genericamente di trinciatura dell’erba. La loro esecuzione richiede  l’impiego di macchine di diverso tipo.

 

Mulching su tappeti erbosi di pregio 

Nei rasaerba che effettuano il taglio ad effetto mulching, chiamato anche grass-cycling, l’erba anziché essere espulsa dopo il taglio viene mandata  verso la parte alta del carter e nella ricaduta viene ulteriormente tagliata, effettuando così una fine di trinciatura. I frammenti della trinciatura vengono poi proiettati sulla cotica erbosa. L’organo di taglio-trinciatura è costituito da lame affilate per tutta la lunghezza, mentre nei normali rasaerba le lame sono affilate solo all’estremità. Per facilitare la trinciatura, il carter assume particolare conformazione e, sullo stesso, possono essere presenti particolari deflettori che indirizzano l’erba tagliata verso le lame.

Condizione necessaria per effettuare il grass-cycling è l’alta frequenza del taglio, indicativamente ogni 4-6 giorni. Questo perché la biomassa da tagliare e trinciare non dovrebbe superare 1,5-2,5 cm, cioè non più di un terzo rispetto ai 5-8 cm dell’altezza dell’erba. A questo stadio l’erba ha un alto contenuto di umidità che ne favorisce il rapido degrado, riducendo il rischio di infittimento del feltro. Lo svantaggio del taglio ad effetto mulching, oltre quello della maggiore frequenza, è infatti rappresentato dal rischio di una maggiore formazione del feltro che, oltre un certo spessore, comporta l’effettuazione di interventi di sfeltratura.  Per contro, i vantaggi sono soprattutto rappresentati dal minore tempo di esecuzione dell’intervento, in quanto non vi è più l’operazione di smaltimento dell’erba tagliata, a cui si aggiunge il recupero degli elementi fertilizzanti, dell’acqua e della sostanza organica contenuti nei frammenti dell’erba asportata e rimessi nel circolo di crescita del tappeto erboso. È come se si effettuasse una concimazione con elementi naturali. Questa tecnica non va impiegata, né quando l’erba è troppo alta, né quando è bagnata. In caso di erba umida si formano dei cumuli visibili sulla cotica erbosa e di più lenta degradazione. Quando invece l’altezza è eccessiva il limite è rappresentato dalla elevata biomassa della porzione che deve essere asportata e che risulta di difficile sminuzzamento e di più lento degrado. In questo caso occorre eseguire un taglio con raccolta a una certa altezza e, solo successivamente, effettuare il taglio mulching. Nel periodo di maggiore crescita dell’erba che, nel nostro clima, generalmente si protrae sino a giugno, è consigliabile eseguire il taglio con raccolta. A partire dall’estate la velocità di crescita dell’erba si riduce, per cui si creano le condizioni migliori per effettuare il taglio mulching.  In ogni caso il mulching se ben gestito può essere eseguito durante tutto l’anno. L’ideale è potere combinare sulla stessa macchina taglio con raccolta e taglio mulching.

Proprio per offrire all’utente la possibilità di effettuare con la stessa macchina, sia il taglio con raccolta e sia il taglio mulching, a seconda delle condizioni della vegetazione, molti costruttori hanno realizzato macchine con apparato di taglio  versatile. In pratica per passare dal taglio con raccolta al taglio mulching è sufficiente inserire una sorta di tappo nell’imboccatura del canale di scarico.

In presenza di adeguata struttura e conformazione del carter e delle lame, tutte le tipologie di rasaerba, da quelli con conducente a terra a quelli con conducente a bordo, possono eseguire il taglio mulching. Nelle macchine  con conducente a terra la scelta è tra la motorizzazione elettrica (a cavo o a batteria) e quella con motore endotermico. L’alimentazione elettrica consente una riduzione del costo orario d’esercizio, anche superiore all’80% rispetto all’alimentazione a benzina. Per contro, a parità di prestazioni, il prezzo d’acquisto di un rasaerba a batteria è più elevato, e cioè un 30% in più rispetto a un rasaerba alimentato a benzina. Non considerando gli aspetti ambientali e di confort dell’operatore, la scelta, in termini prettamente  economici, è quindi legata alle ore di impiego annuo della macchina. Nei rasaerba con conducente a bordo di tipo professionale, cioè concepiti per operare su superfici superiori a 2500-3000 m2, la scelta della motorizzazione, a parità di prestazioni, è tra motore a benzina e motore Diesel. La manutenzione del motore a benzina è meno onerosa e il prezzo di acquisto è più basso. Il motore Diesel, per contro, ha consumi  più ridotti, ma il prezzo di acquisto del rasaerba è più elevato. Si ritiene che il ricorso a macchine con motore alimentato a gasolio sia giustificato per impieghi superiori alle 300 ore l’anno.

Anche per quanto attiene i robot rasaerba vi è stata un’evoluzione attuata da alcuni costruttori, con l’introduzione di lame di taglio che consentono di effettuare il grass-cycling con ottimi risultati. In commercio si trovano anche piatti con lame in grado di effettuare il taglio mulching, che possono essere applicati, frontalmente o posteriormente, a trattorini compatti, o anche a rasaerba professionali tradizionali con conducente a bordo. Questa soluzione è però più diffusa per interventi di trinciatura su tappeti non di pregio. 

 

Trinciatura e decespugliatura su tappeti non di pregio

Sui tappeti non di pregio per i quali non si effettua la raccolta dell’erba tagliata, a volte per ragioni di non facile accessibilità, la trinciatura dell’erba, in generale, non è così spinta come nel taglio mulching prima descritto e l’intervento è spesso riconducibile oltre che alla trinciatura anche al decespugliamento. Questo perché l’erba è alta e a volte anche mista a cespugli e a ramaglia sottile. Le macchine che vengono impiegate sono rappresentate da trinciaerba semoventi e da trinciaerba montati su motocoltivatori o su unità porta-attrezzi semoventi, o anche su trattrici. L’apparato trinciatore può essere del tipo a lame orizzontali rotanti, o del tipo a coltelli (a forma di Y), o a mazze,  incernierati su asse orizzontale rotante. Gli apparati a lama orizzontale sono idonei per interventi su coperture solo erbose, mentre la seconda tipologia  meglio si presta per interventi su superfici più impegnative, dove oltre all’erba sono presenti cespugli e residui di ramaglia.

I trinciaerba semoventi possono essere sia con conducente a terra e sia con conducente a bordo. Spesso trovano impiego su aree declivi e sono caratterizzati dal baricentro molto basso. Gli organi di propulsione possono essere a ruote o a cingoli. L’apparato di trinciatura,  in generale, è costituito da coltelli o mazze  incernierati su asse orizzontale rotante. Le potenze in gioco vanno dagli 8-10 kW, con lunghezze di lavoro comprese tra i 50 cm e i 120 cm. La trasmissione è meccanica o, più frequentemente, idraulica. Quando le aree sono molto declivi si utilizzano macchine radiocomandate.

I motocoltivatori a cui vengono applicati gli apparati trincianti hanno potenza compresa tra i 7-8 kW e i 12-15 kW, e le larghezze di lavoro vanno dai 70-80 cm ai 120-130 cm. L’accoppiamento dell’apparato trinciante a unità semoventi, può anche essere fatto con unità monoasse porta-attrezzi semoventi.

L’accoppiamento dell’apparato trinciante riguarda anche le trattrici compatte con potenza da 15 kW a 25 kW, come pure le trattrici di potenza superiore, sino a 100-120 kW. L’accoppiamento è fatto tramite l’attacco a tre punti e l’azionamento avviene a mezzo della presa di potenza. L’apparato trinciante può essere portato frontalmente, posteriormente o anche lateralmente. Le larghezze di lavoro arrivano ai 2 metri e oltre, La scelta della larghezza di lavoro è legata alle dimensioni e alla conformazione delle aree da trattare. Caso particolare è quello degli apparati trincianti portati da bracci telescopici il cui uso è prevalentemente rivolto alla trinciatura sui bordi stradali, sulle scarpate e sulle sponde fluviali. Grazie alla particolare cinematica dei bracci telescopici  è possibile operare molto in prossimità dei bordi stradali. Lo sbraccio orizzontale è di alcuni metri (anche superiore ai 6 metri), come pure l’altezza in posizione verticale.

di Pietro Piccarolo

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