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Anno 2017 Numero 7-9

Tecnica
Luglio - Agosto - Settembre 2017

Carico e trasporto delle balle: efficienza e sicurezza

Sia legate che fasciate, cilindriche o prismatiche, la balle di fieno o di paglia devono essere trasportate con carri adeguatamente attrezzati, per garantire efficienza e sicurezza all'operazione. Le case costruttrici hanno sviluppato soluzioni che consentono di svolgere con efficienza le fasi di caricamento e sistemazione delle balle sul carro e di eseguire il trasporto su strada in condizioni ottimali

Fasciate, oppure legate, con spago o rete. Le rotoballe (ma anche le balle prismatiche di grandi dimensioni) sono pronte, confezionate a regola d’arte, in mezzo al campo. Lavoro finito? No, certamente! Perché ora si tratta di caricarle e trasportarle al centro aziendale, dove saranno stoccate con attenzione in edifici (o zone) dedicate.

Che cosa si può impiegare per il carico, il trasporto e il successivo scarico? Un comune rimorchio o un semplice carro con pianale? Non proprio, perché la tecnologia moderna ha da tempo messo a disposizione delle macchine specifiche, i carri caricaballe, all’apparenza attrezzature semplici, ma che comprendono meccanismi originali ed ingegnosi per rendere la lavorazione veloce e sicura. Infatti, la fase di gestione delle balle sembra cosa da poco, ma non bisogna dimenticare che si devono movimentare elementi di notevoli dimensioni (fino a 1,8 m di diametro per le rotoballe) e di diverse centinaia di chilogrammi di massa (anche fino a 1300 kg e oltre per le grandi balle fasciate). Infatti, si tratta di operazioni che, specie nella fase di scarico e di stoccaggio, anche in Italia provocano ogni anno diversi incidenti gravi a carico degli operatori, talvolta purtroppo anche mortali.

 

La struttura generale

I caricaballe si basano, come è ovvio che sia, sull’architettura del classico rimorchio agricolo; prova ne sia che molti costruttori di rimorchi producono al contempo anche carri caricaballe. Pertanto, gli elementi base della macchina sono il pianale, gli assi con le ruote (con eventuale ralla anteriore) e il timone di accoppiamento al gancio di traino del trattore. In aggiunta, i caricaballe sono dotati di robuste strutture tubolari anteriori e posteriori, e talvolta anche sui lati lunghi e superiormente, per la miglior sistemazione e un adeguato contenimento delle balle. In qualche caso, una o più di queste griglie sono movimentate per mezzo di cilindri idraulici, in modo da permettere un agevole carico per mezzo di un trattore con il caricatore frontale dotato di forche o di pinze quali attrezzi terminali, garantendo comunque poi la massima sicurezza durante il trasporto.

 

Il carro

Ciò che differenzia sostanzialmente i caricaballe sono le tipologie del carro, che ricalcano sostanzialmente quelle dei comuni rimorchi. Sono disponibili infatti carri monoasse o a più assi, con differente loro collocazione rispetto al pianale, in modo da scaricare o meno parte del carico sull’occhione del timone, e quindi sul gancio di traino del trattore.

Questa condizione comporta vantaggi e svantaggi: tra i primi, il più importante è senza dubbio un aumento della capacità di trazione, in virtù dell’incremento del peso aderente sulle ruote motrici; contestualmente, però, bisogna fare attenzione all’eccessivo alleggerimento dell’asse anteriore del trattore, ovvero quello sterzante, perché in tal modo si perderebbe di precisione nel direzionamento del veicolo. In tali frangenti, occorre tenere l’altezza del gancio di traino più bassa possibile. La portata complessiva segue logicamente le classiche categorie dei rimorchi: sono disponibili caricaballe da monoasse fino a 3 assi, da 6 sino a 20 tonnellate (in pratica, anche se da tempo non si potrebbe più dire, da 60 a 200 degli intramontabili quintali…).

è importante però sottolineare due importanti varianti negli elementi principali dei caricaballe. La prima riguarda la presenza della ralla anteriore, per i modelli a due assi tradizionali. Si tratta di un dispositivo che permette la sterzatura dell’intero asse anteriore, a tutto vantaggio della maneggevolezza della macchina, specie in spazi ristretti. Per contro, rispetto ai carri con timone fisso, l’esecuzione delle manovre (specie le svolte) in retromarcia non è proprio facilissima, e occorre una certa dimestichezza di gestione dell’insieme trattore-operatrice. La seconda è la frequente adozione di assi ravvicinati e di pneumatici gemellati, in quest’ultimo caso talvolta anche a sezione larga e bassa pressione di gonfiaggio. Tale scelta tecnica comporta diversi vantaggi: permette di montare ruote di diametro ridotto, e quindi di tenere basso il pianale, e in definitiva anche l’altezza massima del carico, in modo da avere un baricentro il più possibile vicino a terra (e quindi una maggior stabilità), e poter transitare su strada senza problemi anche sotto ponti di altezza ridotta. In più, la gemellatura delle ruote consente di offrire carri con portate congrue al trasporto di un numero notevole di rotoballe, a tutto vantaggio dell’efficienza dell’operazione. Infine, l’adozione di pneumatici larghi e a bassa pressione assicura un ridotto compattamento del terreno agrario, un aspetto sempre più apprezzato in un’ottica di sostenibilità, anche nella fienagione.

 

La sistemazione delle balle

In prima battuta, sembrerebbe che la collocazione delle balle sul carro sia un fattore di secondaria importanza, ma non è così; infatti, ciò implica modalità e dispositivi dedicati di carico (e scarico) differenti, ma soprattutto si tratta di una questione di efficienza nel trasporto, e soprattutto di sicurezza, specie per le balle cilindriche. Se, da un lato, l’appoggio delle rotoballe sul lato piatto risulta essere più stabile, dall’altro la loro sistemazione con base sulla circonferenza esterna sembra di più semplice gestione, anche perché normalmente (a meno che non si operi su versanti di pendenza notevole) le balle sono lasciate in questa posizione in campo dalla rotoimballatrice. Tuttavia, il carico a rotoballa orizzontale implica la presenza di robuste strutture di contenimento anteriori e posteriori, al fine di assicurare adeguatamente il carico, specie gli elementi collocati superiormente.

 

Il carico

Indubbiamente, il salto di qualità nella produttività dei caricaballe è stato ottenuto con l’automazione del carico in campo; ciò infatti consente di eliminare completamente i costi relativi all’uso del trattore dotato di caricatore frontale (con relativo operatore) addetto al sollevamento e alla collocazione delle balle sul carro.

I meccanismi messi a punto prevedono tutti la presa da terra, il sollevamento (con eventuale rotazione), la collocazione sul pianale e infine lo spostamento per la sistemazione finale. Le realizzazioni pratiche sono varie, ma si tratta comunque di dispositivi azionati per mezzo di cilindri idraulici, ovviamente gestiti direttamente dal posto di guida, talvolta anche con l’ausilio di centraline a comando remoto.

Interessanti sono soprattutto le soluzioni per l’intercettazione, dove si ricorre a slitte, pinze, leve, semigabbie, che costituiscono in qualche caso l’elemento terminale di meccanismi più complessi, in grado di far ruotare e traslare al contempo la balla. Occorre sottolineare la notevole robustezza dell’insieme, dato che si tratta di movimentare materiale della massa di parecchie centinaia di chilogrammi.

Interessante in questo senso la soluzione della F.lli Annovi di Corlo di Formigine (MO), che tramite una coppia di robuste forche permette di caricare due rotoballe alla volta, collocandole sul carro con il lato piatto a contatto con il pianale.

In linea generale, si possono distinguere due soluzioni di intercettazione della balla. Nella prima, la balla viene caricata in linea con il carro sul lato corto, per cui quest’ultimo deve essere necessariamente dotato di timone disassabile poiché avanza su una traiettoria parallela a quella percorsa dal trattore che lo traina. In alternativa, è invece il carro ad essere in linea con il trattore, per cui il carico viene realizzato con un meccanismo che prende la balla lateralmente e successivamente la trasla (a volte ruotandola) sul pianale.

 

La circolazione su strada

Dopo essere state caricate, le balle vengono trasportate presso il centro aziendale, per cui il carro deve poter viaggiare anche su strada pubblica. Ciò implica che il rimorchio abbia le dotazioni obbligatorie omologate previste in tali casi, ovvero un occhione di dimensioni adeguate alla portata, gli impianti di frenatura, di segnalazione visiva, ecc.

Oltre a ciò, alcuni costruttori montano altri apparati per rendere più agevole la movimentazione di questa attrezzatura, specie sui modelli di maggior ingombro e massa. Gli assi sterzanti sono la soluzione a cui si ricorre per ridurre il raggio di svolta, mentre in altri casi sono presenti delle sospensioni (spesso a balestra). Tra i numerosi altri accessori disponibili, da segnalare un originale sistema di fissaggio delle rotoballe sul carro messo a punto dalla Emme Enne di Nocera Umbra (PG), che in sostituzione delle semplici corde o di strutture specifiche di contenimento prevede una struttura in lamiera sagomata che pressa verticalmente la balle contro il pianale per mezzo di una coppia di cilindri idraulici, impendendo quindi qualsiasi traslazione indesiderata. Viceversa, la Crosetto di Marene (CN) offre in opzione un contachilometri meccanico inserito direttamente nel mozzo di una delle ruote del carro, in modo da tenerne sotto controllo la percorrenza e sapere così quando è il momento di procedere alle varie operazioni di manutenzione ordinaria.

di Domenico Pessina

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