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Anno 2020 Numero 1-2

Tecnica
gennaio - febbraio 2020

Dal campo allo zuccherificio: la raccolta delle barbabietole

La coltivazione delle barbabietole da zucchero vede nella raccolta la fase più complessa di tutta la filiera produttiva. Il progresso tecnologico e l’implementazione di software sempre più specifici, consentono un miglioramento dei tempi di raccolta ed un miglior ambiente di lavoro per l’operatore

I modelli semoventi, di gran lunga più diffusi, sono particolarmente possenti, potendo arrivare fino a 14 m di lunghezza e 4 m di larghezza, con una capacità di stoccaggio fino a 25-30 t. Per poterne garantire la movimentazione, queste macchine sono caratterizzate da elevate potenze, fino a 4-500 kW, la cui trazione è di tipo idrostatico, assicurata da due o talvolta tre assi motori. Questi sono spesso gestiti in modo da distribuire uniformemente il peso sul suolo e contenere in tal modo il compattamento dovuto ad una disomogenea distribuzione del carico, anche a causa del profilo accidentato del terreno. Le raccoglitrici semoventi di barbabietole sono costituite da un telaio portante, sul quale sono alloggiati tre differenti gruppi di lavoro, per il prelievo dei tuberi, per la defogliazione e pulizia da materiale estraneo e per il convogliamento nella tramoggia di stoccaggio.

 

Il gruppo di raccolta

Le barbabietole vengono estirpate dal terreno mediante una testata scarificatrice anteriore a 6-12 file, preceduta da un gruppo di defogliazione e scollettatura che elimina la parte epigea della coltura. Il gruppo è completato da un primo gruppo di pulizia, costituito di solito da una coppia di ruote a stella (o rulli), che operano una prima grossolana separazione dei tuberi dalla terra e convogliano il prodotto verso i passaggi successivi. La movimentazione dei dispositivi del gruppo di raccolta è idraulica: la tedesca Holmer propone diverse testate di raccolta, con differenti organi per il taglio della parte epigea. Peraltro, grazie all’apparato di gestione della profondità di lavoro e della larghezza della fila, l’escavazione dei tuberi può essere effettuata a profondità variabili, in funzione della posizione della barbabietola nel terreno. La collocazione del posto di guida sulla macchina, a sbalzo anteriore, consente un agevole controllo degli organi lavoranti della testata, e quindi di intervenire tempestivamente in caso di problemi.

 

Il gruppo di cernita

è uno dei corpi centrali della macchina, che opera la separazione tra il prodotto e gli elementi estranei, come residui vegetali, terra fine e piccole zolle. La pulizia viene eseguita da una serie di ruote a stella a maglia più o meno fitta che, tramite l’effetto della gravità e della forza centrifuga, allontanano il materiale indesiderato. Alle ruote a stella l’olandese Vervaet aggiunge delle coclee affiancate che contribuiscono al convogliamento del prodotto verso la tramoggia di stoccaggio.

 

Il gruppo di trasporto e stoccaggio

Date le elevate dimensioni delle raccoglitrici di barbabietole e soprattutto la notevole capacità di carico della tramoggia, serbatoi, per garantire la miglior stabilità della macchina nelle diverse condizioni operative è importante mantenere il baricentro il più possibile prossimo al terreno. Peraltro, per un corretto bilanciamento delle masse, oltre a collocare la tramoggia vicino alla ruote, bisogna studiare accuratamente la posizione del gruppo di trasporto, costituito da un nastro trasportatore verticale a tazze. Poiché la tramoggia ha di solito una capacità notevole (fino a 30-40 m3), per l’ottimizzazione del suo riempimento è necessario distribuire uniformemente il carico all’interno. La questione è di solito risolta tramite l’applicazione, immediatamente sotto il punto di scarico del nastro trasportatore, di una coclea che distribuisce i tuberi uniformemente nell’intero volume. L’elevata capacità di lavoro delle raccoglitrici comporta un veloce riempimento della tramoggia di stoccaggio, per cui è stato installato un braccio a tazze per il trasporto esterno, che scarica i tuberi in rimorchi in attesa a bordo campo, o – in modo più efficiente – che si affianca alla macchina durante il lavoro.

 

L’innovazione tecnologica

Anche le raccoglitrici di barbabietole hanno beneficiato delle soluzioni informatizzate per l’ottimizzazione della lavorazione e per l’agevolazione della conduzione della macchina.

Lo scopo primario è ovviamente quello di minimizzare le perdite e il danneggiamento del prodotto, mantenendo invariata la capacità di lavoro. Per limitare le lesioni dei tuberi con gli organi scalzatori, alcune case produttrici, tra cui Holmer sui modelli Terra Dos T4, hanno adottato dei sensori che consentono la regolazione della profondità di prelievo dei tuberi, grazie al dialogo con la centralina del sistema idraulico. Ciò facilita il lavoro dell’operatore, oltre a ridurre i costi in termini di combustibile e lo scarto di prodotto.

Per facilitare i trasferimenti, sui modelli di maggiori dimensioni con testate da 8-10-12 file è possibile collocare la testata di raccolta su un carrello, agganciato posteriormente alla macchina, a tutto vantaggio anche della sicurezza di transito. Holmer ha messo a punto l’EasyConnect, una soluzione per un rapido accoppiamento tra testata di raccolta e corpo macchina, che a detta del costruttore si esegue in meno di 2 minuti. Per ridurre il compattamento e migliorare la manovrabilità della macchina in capezzagna, il telaio portante è articolato, a monte della tramoggia di carico. In più, per la lavorazione in campo (e fino ad un max di 10-15 km/h) grazie agli assi posteriori gemellati di tipo sterzante è possibile mantenere il corpo della macchina disallineato rispetto alla testata di raccolta, evitando in tal modo la sovrapposizione delle tracce degli pneumatici.

Per l’ottimizzazione delle svolte in capezzagna, ed il riallineamento della testata dopo l’inversione di marcia, Reichardt e Holmer hanno messo a punto lo SmartTurn, un sistema premiato con la medaglia d’argento ad Agrithecnica 2017. Questo optional individua, mediante tastatori fogliari, la fine della fila e mediante un segnale acustico avverte l’operatore quando è il momento di iniziare la svolta. SmartTurn è associato con lo SmartControl, che consente il sollevamento della testata estirpatrice in caso di mancato rilievo della massa fogliare e durante le svolte. Il segnale rilevato dai tastatori ed abbinato all’utilizzo di un GPS, consente la mappatura del campo, ed il conseguente riallineamento della testata di raccolta alla fine dell’inversione di marcia. Un’ulteriore innovazione, sempre premiata con la medaglia d’argento ad Agrithecnica 2019, è la SmartView “See what and how you want” proposta da Grimme, ovvero un insieme di videocamere che monitorano in continuo il flusso di prodotto all’esterno e all’interno della macchina. Grazie ad una connessione Wi-Fi o bluetooth, è possibile visualizzare in cabina, con possibilità di zoom, slow motion e video recording, ogni momento della lavorazione all’interno dei diversi punti del sistema di raccolta, pulizia e convogliamento, così da poter garantire un migliore e più tempestivo intervento in caso di guasto.


La coltivazione della barbabietola da zucchero

La barbabietola da zucchero è la principale coltura da zucchero dell’areale europeo. La semina è a file, per garantire un’idonea espansione della parte aerea della pianta, e di conseguenza il miglior sviluppo del tubero e un’efficace gestione della raccolta, che viene effettuata da agosto in poi (praticamente al termine della seconda stagione vegetativa), in modo che la traslocazione degli zuccheri dalla pianta al tubero sia completa. Per la raccolta dei tuberi sono necessarie macchine in grado di defogliare la pianta, e poi estirpare e convogliare i tuberi in appositi serbatoi di stoccaggio a bordo della macchina, che può essere eseguita sia con modelli trainati accoppiati al trattore che semoventi. Le più diffuse sono le macchine semoventi, adatte per alte produzioni.


Le testate di raccolta a “V” o a ruote inclinate

Le testate di raccolta sono composte da rulli, lame e/o coltelli per il taglio della parte epigea delle piante, seguiti da dispositivi per l’escavazione dei tuberi dal terreno, di solito dei vomerini contrapposti o coppie di ruote forate convergenti. Nell’avanzamento della macchina, i corpi   dei vomerini, o le due ruote, cingono la parte inferiore del tubero e lo sollevano, scalzandolo e spin­gen­dolo verso la parte posteriore della testata di raccolta.



di Lavinia Eleonora Galli

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