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EIMA Agrimach: l'agricoltura "in progress"

Si terrà in una congiuntura particolarmente favorevole per lo sviluppo dell'agricoltura indiana la quarta edizione di Eima Agrimach India, esposizione di macchine ed attrezzature per l'agricoltura del Paese asiatico. L'evento si propone come una piattaforma per proporre soluzioni alle tante questioni aperte che impediscono un pieno sviluppo dell'agricoltura dell'area

di Davide Gallarate
marzo - aprile 2015 | Back

Sin dall’inizio del suo mandato nel maggio del 2014, e ancor prima durante la campagna elettorale, il nuovo Primo Ministro Narendra Modi, visto da molti osservatori sia indiani che internazionali come l’uomo che potrà portare l’India nuovamente alla ribalta nello scenario economico mondiale, ha sottolineato come l’agricoltura sia una delle chiavi per lo sviluppo del Paese e come la modernizzazione delle tecniche e tecnologie nelle varie fasi colturali sia necessaria da un lato per sopperire ai sempre maggiori bisogni della popolazione locale, dall’altro per aumentare l’esportazione di prodotti agricoli, con tutte le conseguenti positive ricadute sull’economia.

Ad una prima analisi, i numeri dell’agricoltura indiana, relativi all’anno fiscale 2012-13, risultano impressionanti: 105 milioni di tonnellate di riso, 93 di grano, 81 di frutta e 162 di verdure rendono l’India uno dei principali produttori agricoli del pianeta; analizzando i dati sulla produttività emerge però come il potenziale agricolo sia ancora in larga parte inutilizzato. Un esempio su tutti è quello relativo alla resa della coltivazione del granturco che, attestandosi a 2.321 kg/ha, risulta fortemente inferiore non solo a quella degli Stati Uniti, primi con 8.858 kg/ha, ma anche alla media mondiale di 5.097 kg/ha.

Sul fronte della meccanizzazione agricola, risalta subito come per anni l’India si sia imposta come il primo mercato al mondo per le trattrici, con oltre 2,6 milioni di unità vendute nel quinquennio 2009 – 2013, ruolo confermato anche nel 2014, nonostante una leggera flessione rispetto all’anno precedente, con 593 mila unità. A tali numeri non si è però accompagnata un’equivalente diffusione di altre macchine ed attrezzature, tanto che, a titolo di esempio, i livelli di meccanizzazione stimati sono pari appena al 29% per semina e trapianto, al 34% per la protezione delle colture, al 37% per l’irrigazione e addirittura inferiori al 5% per raccolta e trebbiatura.

Rimangono inoltre una serie di questioni irrisolte, che precludono un pieno sviluppo dell’agricoltura nel Paese. La prima è la diminuzione della forza lavoro in agricoltura, frutto da un lato della costante urbanizzazione della società, dall’altro di programmi di sviluppo rurale come il Mahatma Gandhi National Rural Employment Guarantee Act, che garantisce cento giorni di lavoro non qualificato all’anno ad un membro di ciascuna famiglia in contesti rurali. Nonostante l’agricoltura sia ancora la principale fonte di occupazione, impiegando il 54% della forza lavoro, il numero di persone operanti in agricoltura è infatti calato di oltre 30 milioni di unità dal 2004 al 2012. Collegato a questo calo della forza lavoro è l’aumento della retribuzione media, che sta riducendo la redditività delle attività agricole in India.

Il secondo ostacolo alla crescita del settore primario è di natura climatica: negli anni, l’India non è riuscita a ridurre in maniera decisiva la dipendenza della propria agricoltura dalle piogge, in particolare quelle portate dal monsone, tramite l’adozione di sistemi di irrigazione. Secondo quanto riportato dalla Central Water Commission, su una superficie coltivata netta di 140 milioni di ettari, solo il 45% risulta irrigata, rendendo la maggioranza delle coltivazioni dipendenti da precipitazioni sempre meno regolari sia per stagionalità che per portata.

La meccanizzazione rappresenta una delle chiavi per la soluzione delle problematiche sopra citate e per la realizzazione degli ambiziosi piani di sviluppo agricolo dell’India, riassunti nello slogan della “seconda rivoluzione verde”. Per facilitare l’adozione di tecnologie in campo agricolo, il Governo indiano ha lanciato, nell’ambito del XII Piano Quinquennale 2012 - 2017, la Sub-mission on Agricultural Mechanization, dotata di un fondo di 20 miliardi di rupie (oltre 290 milioni di Euro al cambio odierno), destinati soprattutto all’adozione di macchine ed attrezzature agricole nelle piccole proprietà terriere, alla diffusione di una “cultura della meccanizzazione” tramite corsi di formazione, test e dimostrazioni e alla creazione di un sistema di contoterzismo. Non stupisce che target di tale programma siano in primo luogo i piccoli agricoltori: negli anni, anche a causa delle complicate leggi indiane sulla successione, la proprietà terriera si è costantemente frazionata, raggiungendo la media di 1,15 ha. Conseguenza di tale frazionamento è l’insostenibilità dell’investimento necessario per l’acquisto di macchine ed attrezzature da parte del singolo agricoltore e la necessità di interventi di sostegno.

È in una congiuntura ricca quindi di opportunità che si terrà a New Delhi, dal 3 al 5 dicembre 2015, la quarta edizione di Eima Agrimach India, l’esposizione internazionale di macchine ed attrezzature agricole organizzata da FederUnacoma, tramite la sua società di servizi FederUnacoma surl, e FICCI – Federation of Indian Chambers of Commerce and Industry con il supporto del Ministero indiano dell’Agricoltura e dell’Indian Council of Agricultural Research.

Dopo i successi delle precedenti edizioni, che hanno portato nel 2013 alla presenza di 270 espositori e oltre 31.000 visitatori, quest’anno Eima Agrimach si avvia a consolidare il proprio ruolo di evento di riferimento per la meccanica agricola in India e di appuntamento irrinunciabile per gli stakeholder del settore. Grazie alla partecipazione di tutti i principali costruttori di macchine ed attrezzature sia locali che internazionali, Eima Agrimach 2015 rappresenterà una vetrina completa sulle migliori tecnologie per l’agricoltura indiana, e non solo.

Punto focale di questa edizione saranno infatti le attività di internazionalizzazione, soprattutto verso i Paesi del Medio ed Estremo Oriente e dell’Africa, raccolte nell’iniziativa International Buyers Programme, che prevede l’incoming di 250 tra importatori, distributori, rivenditori e rappresentanti delle istituzioni di alcuni tra i mercati più promettenti per la meccanizzazione agricola, che potranno incontrare gli espositori in un’area appositamente realizzata all’interno della fiera.

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