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Le opportunità per il settore agricolo nella regione balcanica

I settori di investimento privilegiati per l’agricoltura balcanica riguardano in particolare la meccanizzazione e digitalizzazione dei processi produttivi, la tracciabilità del prodotto, la certificazione di origine e i protocolli di qualità. Il ruolo trainante della Serbia

di Patrizio Patriarca
febbraio 2026 | Back

La presenza diretta di imprese italiane nei sei Paesi balcanici si è consolidata fin dalla fine degli anni Ottanta. I settori sono molto diversificati anche se possiamo dire che c’è una prevalenza di alcuni in particolare: costruzioni, infrastrutture, società di ingegneria, tessile, abbigliamento, calzaturiero, energia, agroalimentare, metalmeccanico, legno e sedie, macchine ed attrezzature per l’industria alimentare, servizi bancari ed assicurativi. È opportuno ricordare anche la concorrenza (come esportatori e società in loco) costituita non solo da Paesi della UE ma anche da un grande attivismo di alcuni Paesi extra UE come la Cina e la Turchia. I legami economici con la Russia sono in questa fase limitati, ed è da capire come si evolveranno nella prospettiva auspicabile della conclusione del conflitto in Ucraina. Tornando a Cina e Turchia si deve considerare la loro iniziativa di tipo strategico, ne sono una riprova almeno due fatti: la presenza di banche cinesi e soprattutto turche nell’area ed il ruolo di capofila in grandi progetti infrastrutturali di general contractors provenienti da questi due Paesi.

Per il settore agricolo qualche utile indicazione può venire dalle attività svolte dalla nostra Agenzia Italiana per la cooperazione e lo sviluppo AICS, che è intervenuta anche nei Balcani e soprattutto in Albania. Gli interventi si sono concentrati sullo sviluppo della supply chain – in un ambiente caratterizzato da una forte presenza di PMI produttrici – con l’obiettivo di incrementare la produttività, rafforzare le caratteristiche tipiche del prodotto e favorire i trasferimenti tecnologici attraverso la collaborazione con le imprese italiane del settore. In queste due aree di intervento, supply chain locale e cooperazione agroindustriale, l’Agenzia ha sviluppato ad esempio interventi nella filiera della olivicoltura albanese con interventi su più livelli: meccanizzazione e digitalizzazione dei processi produttivi, tracciabilità del prodotto, certificazione di origine e protocolli di qualità. Si tratta di programmi che dovrebbero essere monitorati dalle imprese italiane interessate in quanto per tutti e sei i Paesi dell’Area si tratta di interventi collegati al processo di integrazione con l’Unione Europea attraverso il necessario allineamento agli standard di qualità previsti dalla UE per questo settore.

Considerando tale processo potrebbe ora accelerare, anche per effetto delle tensioni geopolitiche e commerciali in atto, può essere questo un momento propizio – per chi non lo abbia già fatto – per sviluppare la propria presenza nei mercati della regione, come peraltro dimostra l’attivismo di altri Paesi dell’Unione. La Rete olandese LLVN Attaché Network evidenzia alle sue imprese come il processo di adesione alla UE dei Balcani Occidentali imponga una decisa e rapida trasformazione del loro settore agricolo. Soprattutto Serbia ed Albania si stanno focalizzando su investimenti strategici nel settore: soluzioni di agricoltura intelligente, rigenerativa e biologica; sviluppi che evidenziano un crescente impegno per la produttività, la sostenibilità e il progresso tecnologico nel settore agroalimentare che riguarda tutta l’area. L’Albania è particolarmente interessante in quanto si è posta l’obiettivo – impegnativo e sfidante – di completare i negoziati di adesione entro la fine del 2027. La Serbia poi ha stanziato un budget per il settore agricolo per farne una opportunità di investimento strategica. Con 1,26 miliardi di euro allocati al settore, questo è il primo per fondi pubblici assegnati, la maggior parte dei quali in forma di sussidi diretti. In queste iniziative di Belgrado un ruolo importante dovranno avere l’agri-tech ma anche il water management. Un segnale dell’impegno della Serbia nell’innovazione tecnologica in agricoltura è stato la presentazione ad Agritechnica di Hannover del trattore a guida autonoma AgAR, sviluppato in collaborazione con l’università serba di Nis, che è entrato fra i finalisti per il premio “Robotic Tractor of the Year”.

La guida alle opportunità per le aziende italiane denominata “Destinazione Serbia” e curata dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dedica una sezione a questo settore che presenta favorevoli condizioni per le coltivazioni agricole, con la pianura pannonica come asse portante. Tra i dati contenuti, quelli relativi alle caratteristiche delle aziende agricole – oltre 500.000 di cui il 99,6% a conduzione familiare, con una estensione media coltivata di 6,4 ettari – che praticano anche allevamento bovino, suino, ovino e sono spesso specializzate nella produzione di miele. Le aree coltivate a frutteto si estendono su 238.000 ha pari al 4,73% del totale dei terreni agricoli in Serbia. Nella filiera della frutta la Serbia possiede un ottimo potenziale grazie a condizioni climatiche e di terreno particolarmente favorevoli. Al fine di stimolare la varietà di frutta prodotta, con le mele in posizione di rilievo per valore delle esportazioni, il Ministero dell’Agricoltura fornisce sovvenzioni per lo sviluppo di produzione e trasformazione. ll settore frutticolo serbo rappresenta un’opportunità per le imprese italiane operanti nel comparto agroalimentare, in particolare per fornitori di tecnologie agricole avanzate, sistemi di irrigazione, stoccaggio e protezione delle colture.

Il Sistema Italia in Serbia (in particolare attraverso ICE) promuove la partecipazione delle imprese italiane alla Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Novi Sad, principale manifestazione fieristica per il settore agricolo a livello regionale. Nel 2019 e nel 2023 l’Italia è stata il Paese partner della fiera. Per l’intera area dei Balcani Occidentali sarà utile alle nostre imprese monitorare gli eventi ICE previsti nel corso del 2026 e le possibili iniziative di incoming di loro imprenditori. Senza dimenticare, con orizzonte 2027, la prima Expo dei Balcani Occidentali che sarà tenuta a Belgrado.

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