
Gli strumenti finanziari a supporto degli investimenti
Gli strumenti finanziari a supporto delle transazioni tra l’area balcanica e l’Italia non pongono criticità operative, anche grazie alla presenza in loco di istituti bancari italiani. Il ruolo e i progetti promossi della Banca Europea dello Sviluppo
Il sistema bancario dell’area balcanica ha rapporti consolidati con quello italiano ed in generale gli strumenti relativi alle transazioni con l’Italia rientrano in una operatività che non pone particolari criticità. Kosovo e Montenegro poi hanno adottato unilateralmente l’euro senza comunque autorizzazione all’emissione di valuta. Gli altri quattro Paesi sostanzialmente utilizzano l’euro nelle transazioni con l’estero.
L’operatività delle nostre imprese in questi Paesi è facilitata dalla presenza di gruppi bancari italiani (come Intesa ed Unicredit) con banche di diritto locale. Si rileva anche la presenza di gruppi internazionali come Raiffeisen, Erste, Procredit, oltre ai già citati istituti turchi, cinesi, statunitensi e di altri Paesi dell’Europa Orientale. Questa rete bancaria fornisce un valore aggiunto specie alle imprese che hanno stabilito una presenza in loco (o intendano farlo) facilitando le classiche attività di tenuta conti, accesso al credito e agli incentivi finanziari locali. In particolare, uno strumento che può essere adottato dalle banche italiane presenti è quello del distacco delle linee di credito concesse alla casa-madre in favore della sussidiaria, che, soprattutto in fase iniziale, potrebbe non avere lo standing richiesto per un accesso autonomo al credito. Concludiamo il contributo con un cenno agli interventi della EBRD (European Bank for Reconstruction and Development) che fornisce assistenza anche ai sei Paesi dei Balcani Occidentali. Dalla conoscenza di questa operatività – finanziamenti EBRD verso enti pubblici e privati locali – è possibile cogliere spunti e dare un orientamento alla propria strategia commerciale. Per quanto riguarda i finanziamenti diretti alle imprese, lo strumento EBRD dedicato è il WBIF Western Balkans Investment Framework che, in coordinamento con UE e Banca Europea degli Investimenti, può erogare finanziamenti sia verso società private che verso il pubblico per la realizzazione di infrastrutture strategiche con l’obiettivo di supportare l’ingesso di questi Paesi nell’Unione. A titolo di esempio si possono citare recenti operazioni che hanno riguardato il settore Agri-Food. In Albania è stato lanciato un programma di garanzie risk-sharing fra EBRD e Union Bank di 50 milioni di euro per supportare le PMI Albanesi, un terzo dell’impegno dovrà riguardare progetti green. Si può citare anche il finanziamento di 40 milioni alla MK Group, impresa serba leader nel suo settore ed operativa oltre che in Serbia, in Montenegro, Croazia, e Slovenia con attività nel food, nell’agribusiness, e nelle energie rinnovabili. Il finanziamento EBRD di natura CAPEX va a supporto delle spese d’investimento, macchinari compresi.
Sempre nel 2025, EBRD ha finanziato la società Serbian Ferdinland storicamente operativa nell’agribusiness, in particolare nella coltivazione di grano, mais, girasole e colza. L’intervento EBRD si è inquadrato nello SME GO GREEN Programme, ed ha consentito in particolare l’acquisto di mietitrebbie ed attrezzature. In Nord Macedonia Sparkasse Bank ha finanziato con due milioni la Makprogres DOO Vinica, di cui un milione garantito da EBRD. In questo caso il loan è andato a supporto del working capital di questa impresa con 640 dipendenti, che produce e vende i suoi prodotti in oltre 60 Paesi. Sempre in ottica di cogliere opportunità anche nella fase di confronto con le potenziali controparti commerciali, è utile ricordare la partnership delle banche locali con EBRD. Come Sparkasse è un leading partner di EBRD in Nord Macedonia così altre banche presenti nella regione collaborano con EBRD. Senza la pretesa di essere esaustivi si possono citare Raiffeisen ed Union Bank in Albania, Procredit e Raiffeisen in Kosovo, e soprattutto le banche italiane presenti nell’area: Intesa e Unicredit.
Il monitoraggio di queste iniziative da parte delle imprese italiane, coinvolgendo i loro potenziali clienti nell’area e il sistema delle banche, può certamente costituire un valore aggiunto abbinando alla proposta commerciale l’intervento finanziario attivato da EBRD. Altro strumento interessante è quello offerto da EBRD alle banche ma dedicato proprio all’attività commerciale; si tratta del TFP Trade Facilitation Programme. Semplificando al massimo la sua descrizione, proprio perché sarà nel caso la banca di riferimento a prestare l’assistenza, EBRD offre alle banche interessate la possibilità di ottenere una garanzia su rischi politici e commerciali legati alla transazione, in caso di assunzione di impegni da parte della banca italiana. Il caso classico è la conferma di una lettera di credito Export ricevuta dall’esportatore italiano e aperta da una Banca localizzata nei Balcani Occidentali e di gradimento di EBRD e della nostra Banca. Con questo intervento – soprattutto per l’export – la canalizzazione delle operazioni sulle banche locali inserite da EBRD nel Programma TFP determina una maggiore capacità per il sistema bancario italiano di assumere il rischio sulle banche estere (per l’opportunità di condividere il rischio con EBRD). Dal lato della funzione finanza dell’impresa esportatrice – posto che tutti i principali istituti finanziari aderiscono al Programma TFP in qualità di banca confermante – sarà utile rivolgersi all’istituto di riferimento per verificare se ritiene opportuno operare con lo strumento TFP ed in tal caso sarà tale istituto ad indicargli la banca locale gradita da richiedere all’importatore.









