
Italia e Balcani, una partnership strategica
Nel 2024 l’export italiano verso i Balcani occidentali ha raggiunto i 6,5 miliardi di euro. Tessile e abbigliamento, metalli, alimentare e macchinari i settori maggiormente interessati. Il 70% delle esportazioni italiane nella regione assorbito da Albania e Serbia
I Balcani occidentali, proprio per l’importanza strategica ed economica che rivestono per l’Italia, sono stati inseriti come area target nel Piano d’Azione per l’Export del MAECI (dicembre 2025). Ed in effetti a testimoniare questa attenzione sono anche le aperture di uffici di rappresentanza da parte dei principali enti pubblici a sostegno delle imprese italiane: l’ufficio Simest ha aperto i battenti nel giugno del 2023, SACE a settembre dello stesso anno, CDP nel febbraio 2024 (il primo esterno all’UE). Questi si aggiungono alla storica presenza di Agenzia ICE.
Verso i sei paesi dei Balcani Occidentali l’export italiano nel 2024 è stato pari a euro 6,5 mld (+13,4% rispetto al 2023). Le componenti principali del nostro export si concentrano su quattro settori: tessile e abbigliamento, metalli, alimentare, e macchinari che da soli pesano per il 58% circa del totale. Per dimensioni e per una storica relazione con le imprese italiane, Serbia ed Albania rappresentano i mercati più importanti, assorbendo oltre il 70% del nostro export verso i Balcani Occidentali. Nel 2024 l’export italiano in Serbia ha toccato i 2,7 miliardi di euro (con una quota del 6,7% sul totale delle importazioni del Paese balcanico) mentre in Albania è stato pari a 1,9 miliardi di euro (con una quota del 21,4%). Dati oggi disponibili sul 2025 confermano il ruolo trainante dei due Paesi balcanici.
Il Piano d’Azione per l’Export rappresenta senz’altro un’opportunità per le imprese che vogliono affacciarsi in questi mercati, ed anche per le altre già presenti con attività occasionale e che intendano consolidare la loro presenza ed allargarla anche a più Paesi della regione. Teniamo infatti conto che il 44% dei nostri esportatori vende in un solo mercato estero come ricordato lo scorso 27 gennaio nel corso della presentazione presso il MAECI della Promozione dell’Export italiano nel Mondo, Calendario fieristico e Azioni del Sistema Italia per il 2026.
Per i Balcani Occidentali, il Piano prevede una serie di iniziative che favoriscano la conoscenza dei mercati nazionali e creino opportunità di business matching e networking imprenditoriale. Lo scorso anno, ad esempio, si sono tenuti il Forum Imprenditoriale Italia Serbia (nel mese di gennaio) ed il Forum Imprenditoriale Macedonia del Nord – Italia a Skopje (a luglio). Inoltre sono stati forniti dal sistema Italia contributi per la partecipazione a fiere e missioni imprenditoriali per 700 mila euro, assieme all’organizzazione di incoming di imprenditori serbi in Italia.
Molto interessante è per le aziende approfondire anche il pacchetto di misure agevolate gestito da SIMEST (Gruppo CDP) per i Balcani Occidentali, con una dotazione di circa 400 milioni di euro. In particolare vogliamo qui soffermarci sulla Misura Balcani Occidentali varata nel 2023, successivamente rifinanziata con 200 milioni ed ancora attiva per le disponibilità residue. L’intervento che è a valere sul Fondo 394/81 è dettagliato nella, lare 3/394/2023 “Inserimento Mercati” aggiornata al 22 12 2025. Il finanziamento agevolato si indirizza alle imprese che abbiano un interesse diretto verso questi Paesi (sia come esportatori che importatori), a quelle con presenza in loco (sia commerciale che produttiva), alle imprese fornitrici di imprese italiane presenti sul mercato (filiera produttiva) ed a quelle che richiedono un finanziamento per attività di inserimento nei Balcani Occidentali. La circolare dettaglia finalità e condizioni di ammissibilità: ad esempio per la finalità di inserimento commerciale in un Paese (con negozio, corner commerciale o show room) la condizione è che l’azienda richiedente non abbia già in quel Paese un punto vendita. Per quanto riguarda l’intervento agevolato si prevede un cofinanziamento a fondo perduto del 10% ed un finanziamento agevolato a 6 anni di cui 2 di preammortamento. Almeno il 50% del finanziamento deve essere destinato a spese di investimento per la struttura, mentre fino ad un massimo del 50% per le spese di supporto (formazione, consulenza, omologazione e certificazione prodotti, promozione commerciale, partecipazione a fiere). Si prevede la gestione dei fondi su conto dedicato; le domande vengono gestite tramite portale. Per i necessari approfondimenti si rinvia al sito della Simest ed al contatto diretto con la loro struttura di assistenza alle imprese.









