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Anno 2017 Numero 10

Tecnica
ottobre 2017

Tecnologie e sistemi digitali per la viticoltura

La viticoltura rappresenta uno dei settori più importanti in ambito agricolo, non soltanto per quanto riguarda il valore aggiunto della produzione e delle filiere vitivinicole, ma anche per quanto riguarda l'adozione di sistemi di coltivazione avanzati. Dispositivi ad alto contenuto tecnologico consentono lavorazioni efficaci ed ecosostenibili, mentre l'impiego di sistemi digitalizzati per l'agricoltura di precisione permette una gestione scientifica di tutti i parametri produttivi

La viticoltura odierna rappresenta un’attività complessa indotta da un elevato processo evolutivo nelle tecniche e tecnologie operative. La caratteristica particolare del vino di esprimere proprietà legate alla variabilità degli elementi fondanti di un ambiente, il suolo, il microclima, l’altitudine e il versante, il tipo di cura della pianta e la varietà della stessa, viene oggi ricercata ed esaltata anche nel nuovo approccio evolutivo della “agricoltura di precisione”.

Tale aspetto induce nelle aziende competitive un processo di intensa ricerca di soluzioni che sempre meglio possano coniugare la necessità di abbattere i costi nelle numerose, complesse e vincolate operazioni richieste dal ciclo della vite, con la forte esigenza di valorizzazione dell’ambiente, del territorio e delle sue genti. Questa rinnovata capacità di gestione e valorizzazione delle risorse è racchiusa, inoltre, nel moderno concetto di impresa, che bene si coniuga con i nuovi, o meglio ritrovati, principi di viticulture raisonnée, precision farming, agricoltura razionale.

Il nuovo paradigma

La viticoltura pare così accogliere, prima di altri settori, gli albori della rivoluzione agraria della digitalizzazione e dell’alta tecnologia e rappresenta una rivoluzione culturale, tecnologica e colturale che riporta il vignaiolo, imprenditore agricolo, al centro della creazione di un prodotto unico e riconosciuto tale dal mercato internazionale. L’applicazione di dispositivi e sistemi integrati di alta tecnologia, unitamente al concetto fondante di agricoltura di precisione, ovvero conoscenza/intelligenza sitospecifica misurata e gestione puntuale differenziata, rappresenta una risorsa fondamentale per il conseguimento di elevati standard qualitativi e della sostenibilità delle produzioni.

L’agricoltura/viticoltura di precisione, declinata nell’orientamento della sostenibilità (attenzione non scontata), si basa così su tecniche e tecnologie “abilitanti” nella gestione della  complessità del sistema biologico ambientale in cui si muove l’agricoltura, ovvero nei rivalorizzati fattori microclimatici, del suolo e delle acque, biologici, tecnici e manageriali. Ciò ha lo scopo di realizzare una intelligenza spaziale (georeferenziata su elementi finiti) per attuare una gestione puntuale, ovvero intervenire dove, quando e nella misura necessaria.

Tutto questo universo di innovazioni che ci vengono oggi messe, spesso disordinatamente, a disposizione si configurano appunto come tecnologie abilitanti e si possono raggruppare nelle seguenti categorie: occhi e tatto per controllare l'elemento finito anche su un'ampia area e riconoscere gli effetti in ogni elemento trattato, con sensori (di contatto, a bordo dei veicoli a terra, su droni, aerei o satelliti) e mappe digitali. Mente per essere consapevoli di cosa, dove e quando agire in ogni singolo passo produttivo (dati, modelli e sistemi di supporto decisionale). Braccia intelligenti per effettuare operazioni precise anche su grandi aree (macchinari innovativi, automazione, robotica). Memoria per essere consapevoli di ciò che è stato fatto (telemetria, tracciabilità). Esperienza (gestione aziendale, comprensoriale e territoriale dei dati). Identità nell’impiego sostenibile delle risorse rurali con indicatori derivanti da tracciabilità e BigData a livello aziendale, comprensoriale, territoriale, regionale.

Digitalizzazione, connettività, meccatronica

L’impatto prevedibile di questo nuovo paradigma dell’innovazione può essere paragonato a quello già vissuto un secolo fa e soprattutto nella rivoluzione verde del secondo dopoguerra, nel passaggio dal lavoro manuale e la trazione animale alla meccanizzazione delle operazioni agricole. L’innovazione ha mutato profondamente il lavoro rurale, le professioni e i territori e lo farà anche in questa nuova fase evolutiva.

Digitalizzazione, connettività ed alta tecnologia hanno il potere di aumentare conoscenze e capacità di chi le saprà impiegare nella maniera corretta e in una evoluzione graduale, inclusiva, sistemica. Ed è proprio ciò che a livello europeo viene definito come “approccio ecosistemico” che dovrà essere il modello di una crescita effettivamente proficua, in cui il sistema della formazione dovrà rivalorizzare la complessità e le sinergie del sistema produttivo agricolo e viticolo adeguandosi contemporaneamente al digitale, ai sistemi informatici condivisi, alle nuove tecnologie avanzate. Possiamo ragionevolmente avanzare l’ipotesi che mediamente ogni 100 ettari di vigneto corrispondenti a produzioni di cantina di 50.000 hl, saranno necessari un agro-informatico ed un agro-elettronico, ovvero professionalità perfettamente integrate fra la tecnica vitivinicola e quella elettronico-digitale.

Approccio ecosistemico

Uno dei primi esempi di approccio sistemico è stato realizzato in proprio dalla Azienda Marchesi Mazzei di Fonterutoli (Siena) che già da qualche anno ha implementato il software gestionale di cantina con un simile software di controllo delle operazioni in campo e di acquisizione di alcuni dati come quelli relativi alla delicatissima fase di difesa delle colture, direttamente in telemetria dai cantieri meccanizzati.

Le esperienze fin oggi condotte sono state prevalentemente orientate sui fronti del monitoraggio delle operazioni di difesa fitosanitari e della raccolta meccanica. L’applicativo consente di monitorare le operazioni in tempo reale e di ottenere lo storico delle condizioni di impiego e delle regolazioni da adottare nello specifico punto geografico, con un controllo del corretto impiego della stessa e della esatta esecuzione delle operazioni. Analogamente, sull’appezzamento è possibile avere la registrazione del trattamento effettuato e identificare luoghi e aree produttive caratterizzate da “criticità” oltre ad ottenere giornalmente il quadro delle coperture fitoiatriche (giorni trascorsi dal trattamento) o dei livelli di rischio (tempi di rientro) nei diversi appezzamenti dell’azienda. Il sistema realizzato ha previsto la collaborazione di un team integrato multi competenze che rappresenta proprio un esempio di ecosistema di supporto alla digitalizzazione dell’azienda vitivinicola.

I tasselli dell’innovazione

Nel settore della ingegneria dei biosistemi, e della meccanizzazione in particolare, le innovazioni sorgono in forma disaggregata e non sempre apprezzabile per poter intravedere l’innovazione di sistema che è alle porte. D’altronde ognuna di queste realizzazioni, a volte perfettibili come tutte le macchine, rappresentano i mattoni, i tasselli su cui costruire l’edificio o il quadro di un sistema futuro.

di Riccardo Lisci, Stefania Lombardo, Daniele Sarri, Marco Rimediotti, Marco Vieri

Keywords: Viticoltura

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