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Il mercato delle macchine agricole e le sue “variabili”

Si è svolta nell’ambito di EIMA 2021 la sessione del Club of Bologna dedicata all’analisi dei fattori che possono influenzare il mercato delle macchine agricole a livello globale. Tra gli elementi analizzati, l’emergenza del Coronavirus, l’impatto della meccanizzazione sull’occupazione in agricoltura nelle diverse aree del mondo, l’andamento di segmenti strategici come quello della componentistica

di Marco Ramm
febbraio 2022 | Back

In questi ultimi anni il mercato mondiale delle macchine è al centro dell'attenzione mediatica a causa dei ritardi e degli arresti di produzione che si stanno verificando a causa della presenza di colli di bottiglia nella catena dei rifornimenti. La pandemia di Coronavirus, il blocco del canale di Suez e la scarsità di camionisti nel Regno Unito hanno messo in evidenza quanto la produzione di macchine sia diventata vulnerabile. Se perfino il settore automobilistico è colpito dalla carenza di componenti, è intuitivo come anche il mercato delle macchine agricole ne sia toccato. D'altra parte, si è visto come in passato il mercato delle macchine agricole si sia comportato in modo diverso rispetto alle tendenze e ai driver tipici degli altri mercati. Al di là delle incertezze che riguardano la produzione in questo periodo specifico, è estremamente importante comprendere il mercato delle macchine agricole. Temi come il riscaldamento globale e la tendenza a ridurre l'inquinamento eliminando i motori a combustione, almeno nel settore automobilistico e la crescita della popolazione mondiale e la fame che ne consegue in molte parti del mondo, impongono ai governi e alle associazioni mondiali di orientare i mercati nella direzione corretta. Ma come è possibile se il mercato delle macchine agricole si muove in modo diverso e i fattori trainanti non sono perfettamente chiari?

Partendo da questi elementi il Club di Bologna, nell’ambito delle proprie sessioni di lavoro ad EIMA 2021, ad ottobre scorso, ha richiamato l'attenzione su questo tema con una sessione dedicata all’evoluzione del mercato delle macchine agricole e alle sue prospettive.

 

I driver del mercato mondiale

Nel corso della sessione del Club dedicata al trend di sviluppo della meccanizzazione, Ignacio Ruiz (Segretario Generale Agrievolution) ha analizzato le tendenze passate del mercato delle macchine agricole per individuare i driver più utili. L'analisi è stata complessa a causa della mancanza di dati reali e disaggregati di diversi paesi. Ciononostante, ha esaminato da una prospettiva macro-globale la domanda e l'offerta del mercato agricolo. Le statistiche che ha raccolto sono state divise in driver per i mercati passati, presenti e futuri.

Già in passato si notava come, nonostante la crescita globale della terra coltivabile e della terra per le coltivazioni permanenti, la manodopera umana diminuisse in maniera costante. La differenza tra paesi a basso e alto reddito è enorme. La quota di persone che lavora nel settore agricolo nei paesi ad alto reddito ammonta a circa il 3%, mentre, nei paesi a basso reddito, raggiunge quasi il 60%. Per il mercato delle macchine è l'esatto contrario, in zone come l'Africa il processo di meccanizzazione in agricoltura è ancora lontano da venire, quindi è necessaria una grande quantità di manodopera per compensare la situazione.

Le ricerche sui driver contemporanei indicano che i programmi governativi sono utili ma generano solo effetti a breve termine sul mercato agricolo, con effetti apprezzabili di 1-2 mesi. Anche la crisi provocata dal Coronavirus ha esercitato un effetto a breve termine sul mercato delle macchine agricole che può essere monitorato dalle statistiche di immatricolazione dei trattori.

Per analizzare le tendenze sul lungo periodo è opportuno studiare la variazione annua dei redditi agricoli. Dal 2014 al 2016 il reddito agricolo nel mondo è diminuito, di conseguenza, gli investimenti nel settore hanno iniziato a stagnare. In questa prospettiva è utile studiare le tendenze degli investimenti.

Ruiz ha evidenziato come le previsione per l'Europa, l'Asia centrale, il Nord e il Sud America siano in crescita, mentre l’area del Pacifico e l'Africa (a basso reddito) caleranno fino al 2030.

Ne consegue che i paesi a medio e alto reddito devono produrre abbastanza cibo anche per le zone povere del mondo. Per scongiurare questo trend è necessario rafforzare i paesi a basso reddito, è quindi necessario creare occupazione e introdurre programmi professionali.

 

L'impatto del Covid-19 sui paesi dell'UE

Sempre nell’ambito del Forum del Club of Bologna, il segretario generale del CEMA Jerome Bandry ha presentato una relazione sull'impatto specifico della pandemia di Covid-19 sul mercato agricolo europeo. Mentre le immatricolazioni di trattori nel complesso del 2020 sono rimaste per lo più invariate (solo -3% rispetto al 2019), l'improvviso calo del secondo trimestre del 2020 ha colpito il mercato in modo significativo e con conseguenze a lungo termine. Le immatricolazioni di trattori sono crollate di quasi il 20% nel 2° trimestre 2020 rispetto al 2° trimestre 2019. La risalita del mercato fino a cifre annuali quasi abituali ha dimostrato la capacità di resilienza della domanda nonostante i limiti della distribuzione, e le difficoltà che hanno colpito la catena di approvvigionamento.

Inoltre, non tutte le fasce di potenza dei trattori possono recuperare il ritardo del 2020. La fascia di potenza tra 56 e 129 kW, che rappresenta quasi il 60% di tutti i trattori immatricolati in Europa, sta ancora affrontando un calo del­l'8% rispetto al 2019, legato alla fase di transizione di questi motori a emissioni più basse che ha richiesto notevoli sforzi di ingegneria e di produzione. Fortunatamente, l'UE ha deciso di posticipare la fase di transizione di questa fascia di potenza dando così un contributo sostanziale al superamento di questo periodo anomalo.

Nella prima metà del 2021 la domanda di trattori è rimasta alta (+25% nella prima metà del 2021 rispetto al 2020) per compensare il calo provocato dall'impatto del Covid-19, ma i vincoli alla distribuzione continuano a mettere a dura prova la produzione di macchine. Inoltre, il 45% dei produttori si aspetta un fermo della produzione per mancanza di ricambi nei prossimi mesi (dopo l'ottobre del 2021).

Bandry ha anche precisato che le sfide che deve affrontare il mercato delle macchine agricole sono impegnative anche senza Covid-19.

Il consenso a favore di un'agricoltura più sostenibile, la protezione della natura e la salvaguardia della biodiversità (vedi anche il Green Deal europeo) così come la sfida della produzione di più cibo anche per le regioni povere del mondo, avranno un impatto significativo sulle pratiche agricole dei prossimi anni.

In tempi di pandemia Covid-19, le associazioni e i governi devono trovare il giusto equilibrio tra la produzione di macchine agricole più avanzate e le soluzioni per lo sviluppo di un'agricoltura più sostenibile.

Il mercato di macchine agricole online

I membri del CoB e i relatori si aspettano che la crisi provocata dal Coronavirus rafforzi la tendenza verso il mercato delle macchine online. Dave Mowitz – direttore editoriale della rivista Meredith – ha analizzato questa possibile tendenza. Mowitz ha studiato il trend del mercato delle macchine online nelle aste del Nord America.

Questo tuttavia è un format che risulta essere ancora limitato. Più del 90% delle transazioni, infatti, oggi avviene ancora presso i concessionari. In compenso, più dell'82% degli agricoltori si informa online sulle caratteristiche delle nuove macchine e confronta i prezzi prima di andare da un rivenditore. Nel corso delle riunioni del CoB si è giunti alla conclusione che l’offerta di servizi sul web avrà un impatto sulla manutenzione delle macchine agricole, con la necessità di una più capillare diffusione dei centri di assistenza che oggi fanno capo soprattutto ai concessionari.

 

Il settore dei ricambi

Il vicedirettore generale e responsabile mercarti esteri di FederUnacoma Fabio Ricci ha analizzato il mercato dei ricambi. Nel 2020 in Europa, il totale del mercato dei ricambi presentava un valore pari a 6.790 milioni di euro – un mercato enorme che si divide tra componenti originali e non originali. In Europa, quasi il 43% è costituito da componenti non originali; in alcuni paesi come Italia, Spagna e Portogallo la proporzione tra componenti originali e non originali arriva addirittura al 50%. La differenza è data principalmente dal reddito medio delle aziende agricole, dall'età delle macchine e dal numero di produttori di componenti presenti nella zona. Ricci ha anche riassunto i criteri di successo per l'after market. Uno dei criteri più importanti è la velocità di consegna dei ricambi, necessaria a mantenere le macchine in funzione. È anche molto importante ottimizzare il tempo dei clienti e stabilire una buona collaborazione con il rivenditore. Assieme a ulteriori criteri, occorre menzionare anche l'imballaggio, che a volte tende a non essere così rilevante, ma che potrebbe anche essere un indicatore di un prodotto "di qualità" o "europeo". Oltre al mercato dei ricambi, Fabio Ricci ha fornito anche una prospettiva sul settore delle macchine agricole. Si prevede una crescita di circa il 18% della produzione agricola globale dal 2021 al 2030.

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