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Anno 2020 Numero 1-2

Giardinaggio
gennaio - febbraio 2020

Il valore ecosistemico degli alberi urbani

Lo sviluppo imponente delle aree urbane rende sempre più necessaria la presenza di aree alberate, che producono effetti positivi sotto il profilo ecologico, ma anche psicologico e sociale. La tecnologia supporta questa strategia “green” con una gamma di macchinari specifici, che coprono operazioni quali il trapianto, la potatura e la gestione dei residui

La concentrazione a livello mondiale della popolazione in aree urbane, che nel 2050 raggiungerà il 70% del totale, insieme alla perdita di terreno agricolo porta, se la crescita non è ben pianificata, tutta una serie di effetti negativi per la salute e il benessere umano. L’urbanizzazione ad elevata densità di popolazione tende infatti a peggiorare la qualità della vita dell’uomo e a ridurre la biodiversità delle specie vegetali ed animali. Il verde urbano in generale, e quello delle piante in particolare, esercita un’azione di contrasto portando benefici di natura ambientale, economica e sociale che, nel loro insieme, prendono il nome di servizi ecosistemici.

 

Servizi ecosistemici del verde urbano

Tra i servizi ecosistemici, quelli con effetto sull’ambiente sono i più percepiti dalle persone; non meno importati sono però anche quelli con effetto socio-culturale ed economico. Ne faremo una rapida presentazione, con particolare riferimento alle piante in città.

 

Servizi ambientali

Nell’attuale scenario di cambiamento climatico gli effetti delle piante, sulla regolazione del clima, sulla migliore gestione delle piogge violente (bombe d’acqua), sulla riduzione della velocità del vento, sono evidentemente di grande importanza per la vita e il benessere delle persone che vivono in città.

Specie nei grandi centri urbani si creano zone microclimatiche nelle quali le differenze di temperatura, rispetto alle aree extraurbane, sono particolarmente forti. Queste situazioni di surriscaldamento, particolarmente avvertite nel periodo estivo, prendono il nome di “isole di calore”. Le cause sono diverse e vanno: dalla cementificazione eccessiva, all’intensificazione del traffico e delle attività; dai sistemi di riscaldamento e di raffreddamento che scaricano calore all’esterno degli edifici, alla minore circolazione dell’aria causata dalla concentrazione edilizia. Diverse sono le possibilità di ridurre l’innalzamento della temperatura; tra queste, la realizzazione di spazi verdi e arborati. Si è visto, ad esempio che, nel periodo estivo, su pareti ombreggiate dagli alberi, oppure coperte da rampicanti, al termine di giornate assolate le temperature risultano sensibilmente più basse (anche di 10-12 °C) rispetto ad altre situazioni. Ciò consente di ridurre il condizionamento indoor anche del 50%. Tra le specie vegetali l’albero è ritenuto quella che ha il più grande potenziale di raffreddamento, grazie all'evapotraspirazione e all'ombreggiamento legati all'ampiezza della chioma, per cui la sua presenza contribuisce fortemente a ridurre l’effetto delle “isole di calore”. Specifici rilievi hanno evidenziato differenze di temperatura tra l’area sotto la chioma e l’area asfaltata a 3 metri di distanza, da 3°C a 5 °C all’istante, e di 1-3 °C come media giornaliera.

L’albero, con la sua chioma, attenua la violenza delle piogge torrentizie e il suo apparato radicale rende il suolo in grado di assorbire una parte della pioggia. In assenza di alberi o di qualsiasi forma di vegetazione,  le acque piovane scorrono in superficie causando pericolosi problemi idraulici, quali allagamenti ed erosioni.

Rimarchevole è l’effetto positivo della vegetazione e delle piante in particolare sulla qualità dell’aria. Esso attiene sia alla riduzione della CO2 sia alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Questo risultato viene ottenuto attraverso complessi meccanismi di natura meccanica, fisica e biologica. Le piante infatti, tramite il processo di fotosintesi, assorbono l’anidride carbonica. Il sequestro del carbonio è funzione dell’entità della superficie fogliare, la cui rilevazione attraverso foto aeree consente di calcolarne il valore (tonnellate di carbonio sequestrato/ha anno) con specifiche formule. Questi calcoli devono tenere conto non solo delle specie presenti, in quanto la capacità di assorbimento non è la stessa per tutte le specie, ma anche dell’età e di altre caratteristiche come lo sviluppo della chioma, l’altezza, etc.. Da questi parametri dipende anche la capacità delle piante di limitare l’inquinamento atmosferico attraverso la riduzione, con diversa efficienza a seconda della specie, del particolato (PM). A ciò si aggiunge l’attenuazione dei rumori, generati dal traffico e da altre attività, da parte delle piante sistemate a siepe in modo da creare uno schermo di protezione.

Diversi sono ormai gli studi che dimostrano quanto sia importante la presenza delle piante in città per mitigare gli effetti dell’eccessiva pressione antropica, e anche per consentire il mantenimento della biodiversità. Numerose infatti sono le specie autoctone, sia vegetali e sia animali, in grado di vivere nelle difficili condizioni delle aree urbane. Importante quindi, è la creazione di idonei spazi verdi ben strutturati e possibilmente tra loro collegati in modo da realizzare delle vere infrastrutture verdi in grado di garantire i numerosi e importanti benefici ambientali di cui si è detto.

Proprio in considerazione dei servizi resi dalle piante in città, la lotta contro il cambiamento climatico in atto può essere l’occasione per spingere il decisore pubblico a ripensare allo sviluppo urbano investendo maggiormente sugli alberi e sugli spazi verdi. Ad avere cioè una visione strategica per promuovere un modello di città che sia “climate smart”.

 

Servizi socio-culturali

La fruizione degli spazi verdi, oltre ai benefici personali derivanti dalla possibilità di vivere all’aperto e a contatto con la natura, offre la possibilità di aumentare la coesione sociale riducendo l’isolamento e l’emarginazione specie per le persone anziane. È anche dimostrato che il potere vedere dalla propria abitazione scorci di natura e paesaggi verdi, offre sensibili vantaggi di natura psicologica e migliora il senso di benessere. Diversi studi del resto dimostrano l’azione terapeutica del verde per la cura di molte malattie.

Gli spazi verdi hanno un ruolo particolarmente importante per i bambini e gli adolescenti e cioè per una generazione ormai digitalizzata che, sempre più immersa in una realtà virtuale, rischia di perdere il contatto con la natura e con la bellezza dei paesaggi reali. Promuovere nei giovani la cultura del verde significa dare  loro una lezione pedagogica per una maggiore conoscenza delle cose reali. È necessario però che le strutture verdi siano attrattive, con aree gioco ben attrezzate e, soprattutto, sicure per il libero divertimento di chi le frequenta.

 

Servizi economici

Un evidente beneficio economico è dato dal maggiore valore che gli immobili acquisiscono grazie alla presenza di alberi ornamentali e di aree verdi. L’incremento del valore immobiliare varia a seconda delle condizioni e può raggiungere percentuali anche superiori al 10% rispetto agli edifici siti in aree prive di alberi. Il differenziale tra queste due situazioni è chiaramente dimostrato dalle valutazioni commerciali.

Più difficile è invece attribuire un valore economico al complesso dei servizi ecosistemici che le piante offrono ai cittadini. Su questo tema sono stati fatti numerosi studi e sono stati elaborati specifici algoritmi che tengono conto dei diversi parametri che caratterizzano sia il patrimonio arboricolo (specie, età, altezza, diametro del tronco, dimensione della chioma, stato di salute etc.) sia i servizi resi (miglioramento della qualità dell’aria, sequestro del carbonio, controllo e regimazione delle acque piovane, risparmio energetico, aumento di valore degli immobili, etc.). La valutazione economica è importante in quanto consente al decisore pubblico di fare conoscere il ritorno economico degli investimenti e delle spese di manutenzione degli alberi.

Tra i software messi a punto uno dei più noti è “i-Tree”, che ha trovato diverse applicazioni in USA e in Germania, meno in Francia e ancor meno in Italia. A Chicago, ad esempio, nel giorno celebrativo dell’albero (Arbor Day), l’Alboretum de Morton per sensibilizzare il grande pubblico ha posto su ogni albero un’etichetta indicante il valore dei servizi che l’albero fornirà alla collettività nei prossimi 15 anni. Esistono diversi altri metodi di valutazione economica degli alberi, quali il metodo americano Council of Tree and Landscape Appraisers  (C.T.L.A.), il metodo  Neozelandese Standart Tree Evaluation (S.T.E.M.), etc., attraverso i quali è possibile dimostrare che i benefici portati dagli alberi superano i costi. In estrema sintesi si può dire che da tutti questi studi emerge che i benefici superano sempre i costi, con un rapporto benefici costi compreso tra 1,3 e 3,0. Questo significa che ogni euro speso per gli alberi produce benefici compresi tra 1,3 e 3 euro.

 

La gestione

La gestione del patrimonio arboricolo urbano va dalla fase di piantagione a quella di manutenzione ed espianto e deve essere attuata in modo dinamico e sostenibile, al fine di esaltare i servizi ecosistemici che gli alberi sono in grado di fornire.

La selezione del materiale vegetale è sicuramente uno dei punti di forza per la pianificazione di città verdi. Il cambiamento climatico, con estati sempre più calde e secche, deve guidare la scelta della tipologia di alberi da mettere a dimora. Il principio generale è quello di dare la preferenza alle specie autoctone, più resilienti alle avversità, e di variare la tipologia di alberi. Questo per non avere estese coperture arboree della stessa specie sottoposte al rischio di estinzione per forti attacchi parassitari, non sempre controllabili. Tra le specie aventi una buona resistenza alle elevate temperature e alla siccità, a titolo di esempio si ricorda l’Acero (Acer opulus), il Bagaloro (Celtis australis), il Frassino (Fraxinus ornus).

Altro elemento da considerare in fase di piantagione è la natura del suolo in città che, certamente, non offre buone garanzie per lo sviluppo dell’albero. Le cause sono da ricercare nella cementificazione diffusa, nell’eccessivo compattamento, nella povertà di elementi fertilizzanti e di sostanza organica. È quindi importante offrire un substrato di qualità alle piante, ricco di sostanza organica e di elementi fertilizzanti prontamente assimilabili e con una buona struttura, in modo da favorire lo sviluppo dell’apparato radicale. Il mercato offre tutta una serie di ammendanti che possono ben rispondere alle più diverse condizioni.

La buca di collocamento dell’albero è normalmente praticata con la benna dell’escavatore. Nella buca, attorno alla zolla dell’apparato radicale, è bene collocare un tubo di drenaggio di cui un’estremità dovrà fuoruscire dal terreno. Le macchine impiegate per la piantagione meccanica, possono essere zollatrici o estirpatrici-trapiantatrici. Le prime, essenzialmente usate in vivaio, effettuano il solo espianto con zolla dell’albero. Le seconde, oltre eseguire l’espianto, effettuano anche la messa a dimora.

Sull’albero adulto gli interventi essenzialmente riguardano: il controllo dello stato sanitario, il cui esito può portare all’abbattimento in caso l’albero non dia sufficiente garanzia di stabilità; la difesa da attacchi parassitari, per la quale va limitato all’indispensabile il trattamento chimico, dando la preferenza alla lotta biologica; la potatura, evitando i tagli drastici e le capitozzature.

Tutti questi interventi devono essere pianificati. In particolare la pianificazione deve riguardare la piantagione, l’abbattimento, la sostituzione e la potatura. L’abbattimento degli alberi non va eseguito solo a seguito di schianti improvvisi, causati da eventi atmosferici o da attacchi parassitari, ma va invece programmato in funzione della conoscenza dello stato di salute degli alberi, accertato attraverso il censimento e i necessari controlli. L’abbattimento va sempre compensato con la piantagione di nuovi alberi effettuata seguendo un ben definito piano di ripiantumazione.

Stesso discorso vale per la potatura. Nell’intervento di potatura la riduzione della chioma deve essere effettuata in modo corretto e limitata all’indispensabile. Potature drastiche espongono l’albero a gravi attacchi parassitari e ne riducono la capacità fotosintetica e di mitigazione del calore.

Legato alla potatura è il trattamento dei residui di potatura effettuato con macchine cippatrici.

Negli interventi in città e su viali alberati la preferenza va ai modelli montati su telaio a ruote. Possono essere suddivise tra quelle con peso inferiore a 750 kg, adatte per rami con diametro inferiore a 150 mm, e quelle di peso superiore, capaci di cippare rami di diametro maggiore.

di Pietro Piccarolo

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