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Anno 2020 Numero 7-9

Tecnica
luglio - agosto - settembre 2020

La gestione meccanizzata della corsia di alimentazione

In campo zootecnico, oltre a tecnologie di precisione, sono disponibili soluzioni robotizzate per ottimizzare la gestione della razione in corsia di alimentazione. Tali sistemi hanno il vantaggio di ridurre i tempi di lavoro e i costi relativi alla manodopera

Le routine di lavoro tipiche della stalla si avvalgono sempre più vantaggiosamente di apparati e dispositivi automatici, che comportano sensibili riduzioni dei tempi di lavoro e dei costi di manodopera, uniti ad una precisione di esecuzione senza dubbio elevata. Sull’altro piatto dell’ideale bilancia sono però da considerare costi di investimento generalmente piuttosto alti.

Per quanto riguarda l’allevamento di bovine da latte, l’alimentazione è una fase che da tempo gode della massima attenzione, al fine di assicurare produttività elevate, mantenendo al contempo ottimale lo stato di salute e di benessere degli animali. Accanto agli ormai affermati carri trincia-miscelatori, equipaggiati con la selezione automatica degli ingredienti della razione in funzione della dieta preimpostata (e spesso dotati di evoluta strumentazione NIR), sono disponibili anche altre macchine finalizzate al miglioramento della routine di alimentazione, come ad esempio i piccoli robot spingiforaggio, che hanno il compito di riavvicinare alla rastrelliera il prodotto spinto lontano dal muso degli animali, alla ricerca dei componenti più appetitosi della razione.

Oltre a sollevare l’operatore da questo gravoso (e noioso) compito, il robot fa sì che per le bovine sia disponibile un alimento sempre fresco, in modo da mantenere un efficace stimolo ad un’alimentazione continua, assumendo in tal modo una quantità maggiore di sostanza secca. La frequenza di (ri)avvicinamento del prodotto alla rastrelliera può essere variabile, fino a 6-8 interventi al giorno, anche se spesso è sufficiente operare anche solo 3-4 volte per ottenere già dei risultati positivi. Infatti, piccoli e frequenti pasti aiutano a mantenere il pH ruminale più alto e più costante, così che le bovine riescano ad utilizzare efficacemente la razione.

Numerose aziende hanno sviluppato soluzioni adatte a questa operazione; il reale valore aggiunto è comunque l’adeguata e attenta programmazione del robot spingiforaggio in termini di percorsi predefiniti e tempi di avviamento della macchina, memorizzati tramite telecomandi dedicati o, come avviene sempre più spesso, per mezzo di app su smartphone. Inoltre il loro possibile utilizzo anche nelle ore notturne non è da sottovalutare. Alla conclusione del singolo intervento, la maggior parte dei modelli prevede il ritorno automatico alla stazione base di ricarica.

Grazie ad una velocità massima di spostamento di 6 m/min, il robot conclude di solito ogni singolo ciclo operativo in 5-10 min circa; su una base di 3 interventi al giorno, il risparmio di tempo di lavoro si attesta in 100-200 h/anno. Tra l’altro, il robot può lavorare praticamente in continuo, fatta salva la necessaria ricarica delle batterie (di solito due per ciascun modello). Diversi studi effettuati in centri di ricerca internazionali hanno accertato aumenti di produttività delle bovine tra l’1 e il 3%, semplicemente prevedendo un riavvicinamento frequente del foraggio. Inoltre, un altro considerevole vantaggio è la riduzione degli sprechi, poiché il riavvicinamento alla rastrelliera di prodotti gradevoli fa sì che l’alimento inutilizzato diminuisca considerevolmente, così da ridurre non solo lo spreco ma anche il tempo dedicato alla raccolta dell’avanzo. Prima di fornire un’ulteriore razione, infatti, si consiglia di attendere che la quantità di avanzi sia nell’ordine del 3-5% della razione distribuita inizialmente. Tuttavia, se questa quantità non viene raggiunta bisogna valutare la possibilità che sussistano altri problemi, quali l’appetibilità e la qualità del foraggio.

La spesa energetica per il funzionamento dei robot spingiforaggio è contenuta, non superando 1 kWh/gg. In aggiunta, il vantaggio ambientale non è indifferente, poiché si utilizza energia elettrica potenzialmente anche da fonte rinnovabile, e quindi si eliminano le emissioni inquinanti da parte dei motori dei trattori tradizionalmente impiegati. Parecchi modelli offrono anche diversi optional, tra cui il sollevamento della “gonna” per ridurne l’usura e l’incremento dell’efficienza di traslazione, la rilevazione degli accessi alla stalla (qualora sia necessario recarsi in diverse strutture) e luci LED per la visibilità in notturna. Le dimensioni di queste macchine sono generalmente piuttosto contenute, in modo da muoversi agevolmente anche in corsie di alimentazione anguste. Viceversa, in relazione all’ingombro, la massa è notevole, arrivando anche a 500-700 kg; ciò è necessario per poter assicurare un’aderenza al suolo sufficiente per poter esercitare un’adeguata forza di spinta sulla massa del foraggio da spostare.

Soluzioni robotizzate

Tra le varie opzioni presenti sul mercato, la Lely ha messo a punto “Juno”, un robot spingiforaggio che si avvale della misurazione continua della sua distanza dalla rastrelliera attraverso specifici sensori, in modo da sospingere il prodotto in relazione alla quantità e alla resistenza che il foraggio oppone allo spostamento. Juno è dotato di una “gonna” rotante situata nella parte inferiore della macchina, che ha lo scopo di sospingere il foraggio verso la rastrelliera. Il corpo centrale in acciaio ha una massa notevole, in moda poter esercitare una spinta sufficiente anche in caso di notevoli volumi di foraggio da spostare.

Tra le diverse soluzioni che prevedono la programmazione del percorso tramite app coadiuvate da sensori di movimento e percorsi a induzione, il Butler Gold di Wasserbauer prevede che l’orientamento venga realizzato tramite il posizionamento di piccoli magneti installati nel pavimento della stalla, alla distanza di circa 2 m uno dall’altro. I sensori annegati servono per “guidare” il robot, che dopo la prima percorrenza manterrà in memoria il tragitto, per un impiego ottimale, continuo e senza necessità di interventi.

Tutti i modelli sono dotati di sensori di movimento che, qualora necessario, fermano istantaneamente lo spingiforaggio in sicurezza e autorizzano la ripartenza in condizioni di transito sicure. In tal modo, non ci sono rischi di interferenza con la movimentazione di trattori, addetti, animali, ecc.

Viceversa, oltre a sospingere il prodotto, le macchine di DeLaval, Valmetal e G-Feed miscelano al contempo la massa di prodotto intercettata, aumentando l’appetibilità dell’alimento. Si tratta di una funzione utile soprattutto in quelle aziende dove la razione viene distribuita una sola volta al giorno e in cui la perdita di appetibilità dell’alimento diventa più evidente. La miscelazione viene effettuata per mezzo di una coclea a doppia spirale, con un’appendice in gomma che riesce a intercettare anche i frammenti più piccoli. In caso di intasamento della coclea, la macchina si ferma automaticamente e riparte non appena l’ostruzione è risolta. Per problemi più gravi, Valmetal prevede che lo spingiforaggio invii un avviso all’allevatore tramite SMS. In ogni caso, la manutenzione di queste macchine è molto semplice, a tutto vantaggio della funzionalità. Tra l’altro, tramite e-mail e connessione al portale dedicato è possibile monitorarne da qualsiasi luogo il funzionamento.

Un’ulteriore opzione molto interessante che caratterizza il modello OptiDuo di DeLaval è l’Adaptive Drive, ovvero una soluzione secondo la quale lo spingiforaggio è in grado di adattarsi ai diversi tipi di foraggio che incontra. In particolare, può regolare la velocità di avanzamento e modificare il suo percorso a seconda del tipo e della quantità di foraggio presente. Ciò permette di ottenere la massima efficienza di avvicinamento della razione, mantenendone la qualità.

Sistemi tradizionali

L’avvicinamento della razione alla rastrelliera può naturalmente essere effettuato anche con mezzi convenzionali, condotti da un operatore. Rispetto al robot, oltre alla necessaria manodopera e al costo di acquisto e manutenzione del mezzo, sono da preventivare anche il consumo di combustibile e il possibile periodo d’uso, generalmente limitato alle ore diurne. Inoltre, è stato dimostrato che l’efficienza di avvicinamento delle macchine tradizionali è inferiore rispetto a quella robotizzata, il che consente aumenti di ingestione di sostanza secca più contenuti (+5% di ingestione con avvicinamento robotizzato anziché tradizionale).

Le spazzatrici portate sono equipaggiate con una ruota spazzatrice, che tramite la pdp del trattore accoppiato gira nel piano orizzontale, mentre i modelli semoventi sono di solito simili a quelli automatici per struttura e funzionamento, ma sono dotati di un posto di guida per l’operatore. è disponibile anche il comune spingiforaggio semovente con aspi, più simile alle soluzioni presenti tradizionalmente nelle aziende zootecniche.

di Daniela Lovarelli

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