L'informazione sulla meccanizzazione per l'agricoltura, il giardinaggio, componentistica e multifunzionalità.
Primo Piano

Agricoltura europea, l'immagine satellitare di tutte le coltivazioni

Per la prima volta il satellite fornisce mappe annuali armonizzate delle coltivazioni, uno strumento in grado di valutare nel dettaglio la diversità colturale in Europa. I dati sono di grande importanza per supportare la Politica Agricola Comune post 2027

di Valentino Federici
febbraio 2026 | Back

Cambia il clima, le coltivazioni variano, si modificano i paesaggi e si adattano le politiche europee dedicate. In questo scenario si inserisce un interessante rapporto elaborato dalla Commissione Europea dedicato all’elaborazione dei più recenti dati ad alta risoluzione forniti dal satellite Copernicus sulle coltivazioni nel Vecchio Continente. L’analisi fornisce una valutazione della diversità colturale basata sul set di dati satellitari Copernicus High Resolution Crop Type che fornisce mappe annuali continue (wall-to-wall) delle colture per l'Ue a 10 metri di risoluzione dal 2017 al 2023. I dati raccolti da Copernicus sono integrati con i livelli informativi sui pascoli e con quelli della Rete d'informazione contabile agricola (Rica/Fadn) elaborati a livello aziendale. Le rilevazioni satellitari offrono così, per la prima volta, mappe annuali ad alta risoluzione spaziale delle coltivazioni dal 2017 al 2023 consentendo una valutazione coerente della biodiversità sia su scala regionale (definita Nomenclature des Unités Territoriales Statistiques - NUTS3 dalla Commissione) che locale (le cosiddette Lau, Unità amministrative locali) e restituendo un quadro completo dell'uso del suolo agricolo. La metrica utilizzata è l'Indice di Shannon, che riflette sia il numero di tipi di colture presenti sia la suddivisione della superficie agricola tra di essi, catturando la diversità a livello di paesaggio. Lo scopo di questa analisi, che identifica le specializzazioni dominanti, rileva le aree a bassa diversità persistente ed evidenzia le regioni in cui la diversità è aumentata o diminuita nel tempo, appare evidente: supportare la Politica Agricola Comune post-2027 esaminando modelli di diversità delle colture e valutando come rotazione e diversificazione delle colture, previste sia dalla condizionalità che dalle misure della Pac stessa (ecoschemi e impegni agro-climatico-ambientali), contribuiscano a pratiche agricole sostenibili.

Gli indici di diversità. Per quanto articolata la metodologia porta a dati velocemente fruibili. Cercando di sintetizzare, il rapporto esamina la diversità delle colture a livello di paesaggio (e non la rotazione delle colture a livello di singola azienda). In media, le regioni incluse nell’insieme NUTS3 – che comprende tra le altre alcune regioni e distretti di Austria, Francia, Repubblica ceca e Italia – presentano circa cinque tipi diversi di coltivazioni (con una media di 4,6 e una mediana di 4,9), mentre a livello locale (Lau), circa il 25% dei comuni si trova in paesaggi altamente diversificati (oltre 5,9 tipi di coltivazioni diverse) e, per converso, un altro 25% si trova in aree a bassa diversità (con meno di 3,4 tipi di colture) ai quali si aggiunge circa il 21% dei comuni che mostra una diversità molto bassa (meno di 1,5 tipi di coltivazione), indicando una quasi monocoltura persistente in diverse aree. Queste zone a bassa diversità possono derivare da sistemi di seminativi altamente specializzati o da regioni dominate da pascoli permanenti (permanent grasslands nel rapporto della Commissione), che strutturalmente includono meno classi di coltivazioni.

Le differenze regionali. La distribuzione spaziale mostra differenze regionali evidenti: aree ad alta diversità si trovano principalmente nel sud-est della Francia, nel centro Italia, nel nord-est della Spagna e in parti della Germania meridionale, della Polonia occidentale e della Croazia orientale. Le aree a minore diversità si osservano nel sud della Grecia, nel nord-ovest della Spagna, nel sud-ovest della Francia e nel nord Italia. Il rapporto evidenzia che le aree a bassa diversità includono anche sistemi zootecnici dominati dai pascoli, in cui la bassa diversificazione riflette l'uso del suolo pastorale anziché una semplificazione colturale. Paesi come Spagna, Italia e Portogallo mostrano una elevata diversità, mentre altri, come Cechia, Danimarca e Ungheria, presentano modelli più uniformi.

Pascolo dominante. Esaminando la valutazione della coltura più rappresentata a livello locale, il rapporto mette in risalto la predominanza del pascolo che è l'uso del suolo dominante in poco più della metà delle Lau (50,5%), e riflette anche sistemi di allevamento estensivo (soprattutto in Irlanda, Portogallo, Paesi Bassi e regioni montuose). Il grano (31,1%) è la seconda coltivazione più rappresentata ed è precipua nella Francia settentrionale, nel bacino del Danubio, nella Germania centrale e nell’Adriatico italiano. Seguono mais (8,6%), orzo (3,2%), viticoltura (2,3%) e olivicoltura (1,1%). Non mancano, come si diceva, i terreni ad alta diversificazione. Nel 2023, il 25% della superficie agricola totale dell'Ue a 27 si trovava in Lau con più di 5,9 tipi di colture equamente distribuite. Queste aree di particolare interesse per le politiche agro-ambientali si trovano nel centro-nord della Francia, lungo la costa adriatica italiana, in gran parte della Germania, nella Polonia occidentale e in Romania orientale. Alle quali fanno da contraltare le aree a bassa diversità. Poco più di un quarto (il 25,2%) della superficie totale si trovava in Lau con meno di 3,4 tipi di colture e il 21% delle regioni NUTS-4/LAU mostra una diversità inferiore a 1,5 tipi di colture, valore espressione di una quasi monocoltura. Molte di queste aree riflettono semplicemente paesaggi dominati dai pascoli, che la Commissione non considera negativi nell’approccio verso un’agricoltura sostenibile. Mentre aree a bassa diversità dominate da seminativi intensivi (come le regioni con prevalenti colture di grano e mais nel nord della Francia, la Pianura Padana e il bacino del Danubio), rappresentano aree suscettibili di sostegni comunitari mirati a favore della diversità colturale.

Il rapporto rimarca alcuni andamenti positivi. L'area totale dei paesaggi a bassa diversità è diminuita del 2,8% (da 24,8 a 22,3 milioni di ettari) a livello europeo. Le riduzioni maggiori si sono osservate a Malta (-31,4%), Cipro (-12,2%), Italia (-4,8%) e Belgio (-4,6%), indicando un passaggio verso sistemi più diversificati. Aumenti di aree a bassa diversità si sono registrati invece in Lussemburgo (+6,4%), Bulgaria (+1,4%) e Slovacchia (+0,3%).

Italia in miglioramento. La maggior parte delle regioni NUTS3 ricade nelle classi stabili o in leggero cambiamento. Fra i positivi aumenti della diversità il rapporto indica la Francia (costa atlantica e Bacino di Parigi), la Germania centrale, l’Italia (Lombardia, Veneto, Puglia, Sicilia, Calabria), la Cechia e la Slovacchia orientale. Mentre diminuzioni vengono registrate in Spagna (Andalusia e Aragona), Danimarca, Croazia orientale, Pianura del Danubio, parti d'Italia (Piemonte e Marche), Germania meridionale, Lituania e Lettonia. Alcune particolari tendenze locali vengono rimarcate dall’analisi comunitaria che sottolinea come la siccità del 2018 in Lombardia abbia temporaneamente portato alla sostituzione del riso idroesigente con altre colture. In un passaggio significativo del rapporto si evidenzia come il confronto fra misurazioni satellitari (Copernicus) e dati provenienti dai sondaggi (Fadn/Rica), faccia emergere una forte correlazione tra l'indice di diversità delle colture a livello di paesaggio e quello aggregato a livello aziendale per le regioni NUTS3. Le divergenze principali si verificano nelle aree dominate da vigneti o orticoltura: le aziende vitivinicole sono tipicamente specializzate (bassa diversità aziendale in Fadn), ma il paesaggio circostante può includere un mix di colture (maggiore diversità in Copernicus). Questo conferma, secondo il rapporto, la complementarità tra osservazione satellitare e i dati gestionali riportati dalle aziende agricole. Rapporto che influenzerà le riflessioni in corso sulla Pac post-2027, in cui le pratiche protettive del suolo (tramite rotazione o diversificazione) dovrebbero venire integrate da mirate azioni agro-ambientali e climatiche.

Gallery

I PIÙ LETTI degli ultimi numeri

GLI APPUNTAMENTI della meccanizzazione

18 - 22 marzo 2026 Friedrichshafen (Germania) GARTEN & AMBIENTE
18 - 21 marzo 2026 Ruta 2 Km 253, Soriano (Uruguay) EXPOACTIVA
19 - 22 marzo 2026 Romexpo Exhibition Centre, Bucarest (Romania) EXPO FLOWERS & GARDEN
19 - 21 marzo 2026 Bari (Italia) ENOLIEXPO
20 - 22 marzo 2026 Veronafiere, Verona (Italia) FIERA DI VITA IN CAMPAGNA
24 - 26 marzo 2026 Parc Chanot, Marseille (Francia) JOURNEES DES COLLECTIONS - GARDEN TRENDS