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Normative

La certificazione AEO, una chiave di successo sui mercati internazionali

Lo scorso maggio la Commissione europea ha presentato un progetto di riforma che permetterà di realizzare un coordinamento più stretto tra le dogane europee. Le nuove norme prevedono una maggiore digitalizzazione dei processi doganali che andrà anche a beneficio delle imprese

di Stefano Comisi
luglio-agosto-settembre 2023 | Back

Il forte incremento delle operazioni internazionali, l’evoluzione digitale, la crescente complessità del quadro regolatorio dei prodotti e la necessità di un coordinamento più stretto tra le dogane europee sono alla base del progetto di riforma del sistema doganale dell’Unione Europea. Il 17 maggio scorso, la Commissione Europea ha presentato un ambizioso progetto di riforma che prevede l’integrale riscrittura delle regole contenute nel codice doganale europeo, superando il codice attuale, approvato nel non troppo lontano 2013.

Il nuovo sistema di regole stabilisce un ulteriore potenziamento della dimensione digitale dei processi doganali, con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare gli obblighi di dichiarazione doganale, a vantaggio, soprattutto, degli operatori commerciali. Una piattaforma online consentirà alle imprese, che intendono introdurre merci nell’Unione, di registrare tutte le informazioni inerenti i prodotti da importare. Un vero centro doganale digitale.

Dal punto di vista del coordinamento tra le dogane europee, la riforma istituisce un nuovo soggetto – la dogana dell’Unione Europea – che ha l’obiettivo di superare la frammentazione attuale. Oggi, l’applicazione delle regole comuni è assegnata a 27 diverse autorità doganali, senza che vi sia un reale coordinamento da parte di Bruxelles.

La spinta alla digitalizzazione delle procedure doganali non deve far pensare, tuttavia, che vendere all’estero o acquistare dall’estero implichi soltanto adempimenti procedurali fortemente standardizzati e dunque privi della necessità di adeguato approfondimento e considerazione. Al contrario, operare con l’estero continua a essere un’attività estremamente vantaggiosa ma complessa, che richiede competenze nel settore della contrattualistica internazionale e delle regole fondamentali inerenti le merci: la loro classificazione merceologica, l’origine doganale, la possibilità di utilizzare la marcatura “made in Italy”, le regole relative all’export control e al dual use. In altri termini, se da un lato l’informatica ha semplificato l’interfaccia con la dogana1, dall’altro si sono spostate sul versante delle imprese molte forme di responsabilizzazione sui prodotti e sul rispetto delle normative doganali. Un esempio è rappresentato dall’esportatore autorizzato e registrato, ossia dalle imprese che autocertificano l’origine preferenziale del prodotto esportato, senza più necessità dell’emissione di un certificato da parte delle autorità doganali. Maggiori vantaggi, ma maggiori responsabilità.

Tra i soggetti coinvolti nella riforma figura l’operatore economico autorizzato (AEO). Nello specifico, nella relazione n. 13/2023, la Corte dei Conti europea analizza il programma AEO ed evidenzia come gli operatori economici autorizzati assumano una funzione centrale nello svolgimento delle attività doganali.

L’autorizzazione AEO è una certificazione internazionale che consente alle imprese di accedere a notevoli semplificazioni nello svolgimento delle operazioni e, inoltre, attesta l’elevata competenza e professionalità dei soggetti autorizzati. La Corte dei Conti europea rileva come il programma AEO faciliti i flussi commerciali e produca un miglioramento nell’efficienza delle imprese e delle dogane.

Il programma è attuato dagli Stati membri, le cui autorità doganali sono responsabili per il rilascio e la gestione delle autorizzazioni AEO nell’UE. Le autorità doganali degli Stati membri possono concedere lo status di AEO a qualsiasi operatore economico stabilito nel territorio doganale dell’Unione Europea, se soddisfa determinati criteri: conformità alle norme doganali e fiscali; tenuta dei registri; solvibilità finanziaria; competenza nella gestione e nell’applicazione della normativa doganale. Tra i benefici riconosciuti ai soggetti AEO vi sono i minori controlli, la notifica preventiva in caso di selezione per il controllo sulle merci, il trattamento prioritario (lo svolgimento delle verifiche avviene prioritariamente sui prodotti dei soggetti autorizzati), l’accesso più facile alle semplificazioni doganali (come la dichiarazione semplificata, esonero dall’obbligo di presentazione delle merci in dogana), ma anche ulteriori benefici indiretti i cui effetti sono riconducibili all’ambito operativo e commerciale dell’impresa).

Il progetto di riforma introduce, inoltre, un gruppo specifico di operatori Trust and Check. Si tratta di un sistema che rafforza i vantaggi e il ruolo dell’attuale figura dell’operatore economico autorizzato. Gli operatori Trust and Check dovranno soddisfare diversi criteri: non dovranno aver commesso alcun reato, dovranno attuare un elevato livello di controllo delle loro operazioni e della catena di fornitura, e dovranno fornire la prova di solvibilità finanziaria.

Essi dovranno anche comunicare i dati relativi al trasporto delle loro merci e la prova della loro conformità a tutti i relativi requisiti tramite l’utilizzo del centro dati doganali dell’UE.

Se sono soddisfatte tali condizioni, gli operatori Trust and Check potranno importare merci senza bisogno di un intervento doganale attivo, potranno controllare autonomamente la conformità delle loro merci e pagare i dazi periodicamente, senza presentare dichiarazioni doganali per ogni spedizione.

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