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Anno 2017 Numero 3-4

Tecnica
marzo - aprile 2017

Seminatrici e trapiantatrici con distributori a controllo elettronico

La massima versatilità e un livello di precisione superiore nella messa a dimora dei semi o delle piantine è ora ottenuta non più con l'azionamento meccanico dei distributori, ma con quello elettrico

 

La progressiva contrazione delle quotazioni dei prodotti agricoli, dovuta alle speculazioni sul mercato globale, comporta margini di profitto sempre più risicati, spingendo gli agricoltori  le imprese agromeccaniche verso l’acquisizione di attrezzature sempre più efficienti e performanti. Sebbene queste esigenze si ripercuotano su tutte le operazioni di campo, alla base di un buon successo della coltura c’è sicuramente la messa a dimora dei semi o delle piantine, la cui uniformità in termini di profondità e di regolarità della distanza di deposizione lungo la fila è una condizione assolutamente necessaria per creare le condizioni più favorevoli alla buona crescita. Per questi motivi, si sta investendo molto nel settore delle  macchine  per la semina e il trapianto per evolvere da tipologie semplici ed esclusivamente meccaniche a modelli con prestazioni migliori grazie all’applicazione di  dispositivi elettronici e a gestione informatizzata. Ulteriore valore aggiunto è dato dalla semplificazione del lavoro e da un livello di accuratezza e precisione impensabile sino a pochi anni or sono.

Ad eccezione delle seminatrici più tradizionali, usate sostanzialmente per la messa a dimora dei cereali a paglia (dove non è poi così essenziale la regolarità della distanza sulla fila, grazie alla capacità di accestimento della coltura), in quelle cosiddette di “precisione” (o monogerme), nonché nelle trapiantatrici, la possibilità di rispettare rigorosamente la distanza sulla fila (oltreché tra le file) pone le basi per uno sviluppo ottimale, un’efficace lotta alle malerbe e una più alta resistenza agli stress idrici e nutritivi.

 

Nuove soluzioni elettriche

Nella mera funzione di messa a dimora, le macchine di precisione differiscono tra loro per l’adozione di distributori meccanici o pneumatici; in ogni caso, il loro azionamento era sino a pochi anni or sono esclusivamente di tipo meccanico (a catena, o più di rado tramite piccoli alberi  cardanici), derivato da una o più ruote della macchina. Per variare la distanza sulla fila era necessario modificare il rapporto di trasmissione tra ruota e distributore, agendo su un apposito cambio di velocità. Per decenni, questo sistema ha funzionato egregiamente, anche se per modificare la fittezza di deposizione era necessario un notevole numero di ingranaggi e rinvii del moto. Si tratta di elementi piuttosto delicati, che richiedono frequenti controlli e una manutenzione periodica. Inoltre, la coppia necessaria all’azionamento dei distributori provoca inevitabilmente uno slittamento della ruota di derivazione del moto rispetto al terreno, la cui entità è in relazione al numero dei distributori collegati e aumenta per suoli con poco grip, ovvero pesanti e bagnati.

Anche per risolvere questi problemi, si sono diffuse di recente soluzioni che fanno uso di piccoli motori elettrici, generalmente di tipo “brushless”, in grado di movimentare in modo diretto uno o più distributori, in modo da ottenere una variazione più accurata e rapida della distanza di semina sulla fila, permettendone un controllo in continuo tramite la centralina dedicata collocata al posto di guida del trattore o addirittura tramite il computer di bordo della motrice, per le macchine ISOBUS compatibili. In questo caso, il regime di rotazione del motorino (e quindi del distributore) viene regolato in funzione della velocità di avanzamento della macchina, rilevata dal radar installato sul trattore o da un GPS ad alta precisione, in modo da assicurare una deposizione strettamente proporzionale all’avanzamento, mantenendo costante la distanza della messa a dimora.

Sebbene richieda delle connessioni dedicate, la soluzione elettrica permette di ridurre il peso complessivo della macchina, e quindi di contenere il compattamento, un vantaggio in questo caso molto importante, dato che si sta lavorando su letto di semina. In più, l’assenza di collegamenti meccanici sui diversi distributori permette di progettare in modo più semplice macchine pieghevoli o telescopiche, per la limitazione dell’ingombro in fase di trasporto. L’azionamento elettrico rende poi possibile in qualsiasi momento l’interruzione della messa a dimora di ogni singolo elemento, semplicemente arrestando il singolo motore che lo controlla e semplifica la semina a quinconce, grazie alla sincronizzazione della rotazione dei diversi motori  elettrici.

 

Necessità di corrente elevata

Ogni motore brushless richiede una potenza di poco inferiore ai 100 W, per cui nelle seminatrici con più di 6 file la classica connessione a 12 V di cui dispone il trattore (di 40-50 A massimi di corrente) non risulta sufficiente per la potenza richiesta; è pertanto necessario dotare l’operatrice di un generatore attivato meccanicamente dalla presa di potenza del trattore, completato eventualmente da una batteria ausiliaria. Anzi, sulle trapiantatrici, caratterizzate da distributori notevolmente più energivori, il generatore ausiliario è applicato già a partire da modelli a due file di lavoro.

di Davide Facchinetti

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