
Vigneto e frutteto, i trattori super-specializzati
Architetture dedicate, piattaforme multifunzione e soluzioni specifiche per l’operatività nei filari stretti e su forti pendenze: gli aspetti emergenti della meccanizzazione delle filiere ad elevato valore aggiunto
Rispetto ai convenzionali modelli da campo aperto, quelli dedicati alle coltivazioni specializzate sono specificamente progettati per lavorare efficacemente in spazi ristretti e in prossimità della vegetazione, caratterizzandosi per ingombri contenuti, linee ‘sfuggenti’ e precisione di guida tra i filari.
La loro architettura prevede quindi una carreggiata stretta, un passo corto e un vano motore relativamente ribassato, per poter operare efficacemente in ambienti con vegetazione densa e ricadente, e per limitare il rischio di danneggiamento di branche e tralci, risultando sufficientemente agili nelle manovre in capezzagna.
I trattori specializzati sono solitamente equipaggiati con motori di potenza medio-bassa, tra 60 e 120 Cv, in ogni caso sapientemente progettati e dimensionati per consentire di lavorare alla massima efficienza quando accoppiati a macchine operatrici specifiche, per effettuare trattamenti fitosanitari, lavorazioni interfilari, potature, sfalcio e gestione del sottofila.
Le trasmissioni meccaniche prevedono rapporti adatti a facilitare le manovre frequenti (anche grazie all’inversore, spesso di tipo elettroidraulico), mentre gli impianti idraulici sono adeguatamente dimensionati per alimentare attrezzature sempre più complesse ed esigenti. Per questi veicoli, sicurezza ed ergonomia assumono un ruolo chiave proprio a causa del contesto operativo in cui operano. Le strutture ROPS omologate possono essere un rollbar a due montanti (anche abbattibile per consentire l’ingresso anche nelle colture con vegetazione bassa e/o ricadente) o con cabine compatte e a profilo arrotondato, spesso equipaggiate con sistemi di filtrazione a carboni attivi e con diverse soluzioni pensate per migliorare comfort e visibilità.
L’evoluzione delle colture super-intensive, che più delle altre richiedono lavorazioni di precisione, ha portato allo sviluppo di macchine ancora più dedicate: si tratta dei trattori super-specializzati, per i quali l’architettura viene di fatto ridefinita in funzione del contesto operativo, delle peculiarità di allevamento della coltura, dell’orografia del territorio e del livello di integrazione con le attrezzature. In tale contesto, il trattore tende a trasformarsi in un portattrezzi, ovvero in una macchina multifunzionale, in grado di eseguire anche più lavorazioni in un unico passaggio.
Il layout strutturale, la distribuzione delle masse, la postazione di guida e l’integrazione con le attrezzature vengono progettati specificamente in funzione dell’ambiente operativo, per migliorare – in contesti produttivi molto particolari – non solo la compattezza, ma ottimizzare stabilità, precisione operativa e prestazioni.
Trattori scavallanti: piattaforme multifunzione per una viticoltura particolare. In questo scenario, rientrano a pieno titolo i trattori scavallanti, noti anche come straddle tractor, per i quali la struttura portante si sviluppa soprattutto in altezza, con l’intero veicolo che opera sopra al filare. Si tratta di fatto di un portattrezzi, che può operare per l’esecuzione di trattamenti fitosanitari, potature, defogliature, e in alcuni casi anche per la raccolta meccanizzata. È una macchina che ha trovato particolare diffusione nella viticoltura francese altamente specializzata, dove l’uniformità dei sesti di impianto ha favorito lo sviluppo di mezzi ad elevato livello di automazione. Il concetto alla base di questi mezzi è infatti quello di poter concentrare in un’unica unità differenti lavorazioni, montando attrezzature intercambiabili, alimentate tramite circuiti idraulici di elevata capacità operativa.
In questa categoria, una soluzione originale è offerta da Pellenc con il modello Optimum 140 scavallante, che adotta una configurazione a 3 ruote motrici, con quella anteriore dotata della funzione direttrice ad elevatissimo angolo di sterzata, per un’eccellente manovrabilità.
La trasmissione idrostatica consente di eseguire una gestione dolce e progressiva della propulsione, una caratteristica importante per lavorazioni di precisione tra i filari. Il telaio è leggero e con centro di massa vicino al terreno, che offre una soddisfacente stabilità anche su terreni fortemente declivi. È poi possibile modificare la carreggiata e variare l’altezza operativa, in modo da adattare il mezzo a differenti geometrie di allevamento dei vigneti.
In tema, New Holland propone sul mercato la gamma TE6, evoluzione dello Straddle Tractor Concept sviluppato in collaborazione con Pininfarina, con un posto di guida rialzato che migliora la visibilità lungo il filare. Il mezzo si caratterizza per un’avanzata integrazione digitale, ospitando diverse soluzioni di agricoltura di precisione, connettività evoluta e monitoraggio continuo dei parametri operativi.
Trattori per pendenze estreme. Un’ulteriore categoria di trattori superspecializzati è quella destinata alle lavorazioni su pendenze estreme, tipiche dell’ambiente montano. In un tale contesto, il problema principale non riguarda tanto la compattezza del mezzo quanto piuttosto la stabilità (soprattutto trasversale) e un elevatissimo livello di sicurezza contro il rischio di ribaltamento. Per tali motivi, si tratta di mezzi con configurazioni caratterizzate da baricentro estremamente basso, carreggiate ampie, trazione integrale permanente, pneumatici a larga sezione e una distribuzione delle masse attentamente ottimizzata.
I costruttori maggiormente affermati in questo settore sono la svizzera AEBI e l’austriaca Reform, che offrono modelli sviluppati specificamente per le lavorazioni alpine. Sono macchine con struttura ribassata, sospensioni evolute e trasmissioni idrostatiche, caratteristiche che consentono di mantenere un’elevata aderenza anche su pendenze importanti. La trasmissione idrostatica è stata appositamente concepita per una progressione dolce nell’avanzamento, con un’ottimale capacità di tiro; caratteristiche, queste, fondamentali per le lavorazioni inerenti la fienagione nei pascoli alpini, dove la continuità del contatto tra pneumatico e terreno rappresenta un requisito essenziale per la sicurezza operativa. La struttura portante compatta è comunque adeguatamente predisposta per l’accoppiamento con attrezzature frontali, posteriori e ventrali, il che consente di impiegare queste macchine non soltanto per lavorazioni agricole, ma anche per la manutenzione stradale, la gestione forestale e lo sgombero della neve, ampliando in tal modo le opportunità di sfruttamento dei mezzi.
Fondata originariamente per la costruzione di macchine per la manutenzione delle superfici ghiacciate e per l’ambito urbano, anche la WM Technics di Prato all’Isarco (Bolzano) produce oggi una gamma di mezzi multifunzionali per specifici settori agricoli. In quest’ultimo caso, ha in catalogo i modelli Vitrac e Viroc, due piattaforme compatte pensate principalmente per la viticoltura specializzata e la manutenzione in ambienti complessi, caratterizzate da elevata modularità e dalla possibilità di integrare o abbinarsi a differenti tipologie di attrezzature. L’architettura è basata su un mezzo snodato, con articolazione centrale, ruote isodiametriche e posto di guida completamente reversibile, centro di massa prossimo al suolo, dimensioni contenute, che evidenzia una distribuzione ottimizzata delle masse quando la motrice è completata con un’operatrice.
Le dimensioni contenute e le 4 ruote motrici consentono di lavorare con efficacia anche in vigneti collinari in forte pendenza o addirittura terrazzati, dove la stabilità e la precisione assumono un ruolo prioritario. Si tratta in sostanza di mezzi per i quali il concetto tradizionale di trattore come esclusiva unità motrice evolve progressivamente verso quello di portattrezzi multifunzionale, in grado di integrare lavorazioni agricole, manutenzione del verde e gestione del territorio.
Sempre per il frutteto e per il vigneto coltivati su pendenze notevoli, la Geier di Marlengo (Bolzano) produce una gamma di trattori a carro fisso dotati di cingoli in gomma e guida retroversa, con motore in posizione anteriore avanzata e piattaforma di carico posteriore, offerti con motorizzazioni da 45 a 85 Cv. Anche per questi modelli la progettazione è stata finalizzata alla massima compattezza e alla riduzione della pressione specifica al suolo, grazie ai cingoli che in virtù dell’ampia superficie di contatto assicurano una buona capacità di tiro anche in condizioni operative difficili, contenendo al contempo il compattamento del terreno. La presenza del sottocarro cingolato incrementa la stabilità del mezzo e la continuità dell’aderenza, aspetti particolarmente importanti nelle lavorazioni interfilari e negli ambienti caratterizzati da spazi notevolmente angusti. Nondimeno è da sottolineare la manovrabilità del mezzo, grazie alla gestione della sterzata tramite la differenza di velocità periferica dei due cingoli.
Il Compact Tractor 4.0
Frutto di un progetto finanziato da INAIL nell’ambito del bando BRiC INAIL 2022 e sviluppato da 4 Unità Operative universitarie, si tratta di un trattore compatto full-electric per le lavorazioni in vigneto e frutteto. L’obiettivo principale è stato quello di aumentare i livelli di sicurezza nelle lavorazioni sottochioma, riducendo il rischio di ribaltamento tipico dei trattori a carreggiata stretta impiegati in ambienti con spazi fortemente vincolati. In aggiunta, il prototipo è equipaggiato con un ROPS a quattro montanti fissi e a basso profilo, di altezza complessiva non superiore a 1,6 m, ovvero una soluzione pensata per superare le criticità legate alla gestione dei roll-bar a due montanti anteriori abbattibili, frequentemente installati sui trattori di questo tipo. La propulsione elettrica ha comportato una profonda riprogettazione del layout della macchina, con l’eliminazione degli ingombri della trasmissione meccanica convenzionale, al fine di conseguire un abbassamento del baricentro, per i conseguenti vantaggi in termini di stabilità e manovrabilità. Il progetto ha compreso anche lo studio dei sistemi elettrici di trazione, del pacco batterie di tipo modulare e del dimensionamento della potenza necessaria per l’esecuzione delle principali lavorazioni specializzate, oltre all’integrazione di sensoristica e sistemi di monitoraggio compatibili con avanzate tecnologie dell’Agricoltura 4.0.








