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L'ultravioletto Kubota per la difesa delle colture

La tecnologia sviluppata in partnership con la francese UV Boosting rafforza le difese naturali delle piante attraverso una luce ultravioletta controllata. Sostenibile ed economicamente vantaggiosa, l’attrezzatura UV-C a due pannelli richiede solo una PDF da 12 Cv

di Valentino Federici
maggio - giugno 2026 | Back

A due anni di distanza dall’annuncio (giugno 2024) della partnership con i francesi di UV Boosting, Kubota conferma il proprio impegno sulla tecnologia che rafforza le difese naturali delle piante grazie alla luce UV-C. Per la multinazionale giapponese si tratta di una vera e propria scelta strategica: stimolando le reazioni delle piante attraverso una luce ultravioletta controllata, si migliora la qualità delle colture contribuendo al tempo stesso a ridurre le perdite di raccolto e quindi ad un potenziale aumento della resa, il tutto in linea con i principi della sostenibilità agricola. A definire lo scenario di riferimento e le mosse del gruppo è Germán Martínez Sainz-Trápaga, presidente di Kubota Spagna: «Attraverso il Kubota Innovation Center nei Paesi Bassi cerchiamo soluzioni di smart farming per rispondere alle nuove necessità: pratiche sostenibili, emissioni da ridurre, costi dei trattamenti tradizionali da minimizzare. UV Boosting è una di quelle su cui investiamo poiché è sostenibile, pulita e in grado di migliorare i costi di produzione degli agricoltori. Tecnologia che si integra perfettamente nella filosofia aziendale espressa con il claim ‘For Earth, For Life’».

Nello specifico vengono utilizzati impulsi di radiazione UV-C su colture ad alto valore: alberi da frutto, vite, ortaggi, campi da golf, tappeti erbosi, dove le malattie fungine rappresentano la principale minaccia. Grazie a questa particolare emissione luminosa la pianta si rafforza naturalmente. Per Martinez è l'equivalente di una vaccinazione nell'essere umano: il corpo reagisce e sviluppa immunità. Questi impulsi UV-C aumentano il livello di acido salicilico nella pianta, rendendola più vigorosa e resistente. Così, in caso di attacco fungino, di stress da siccità o di calore estremo, la pianta diventa più resiliente. Si tratta di un trattamento preventivo, senza sostanze chimiche, senza effetti collaterali e conseguenze indesiderate; allo stesso tempo è un intervento ad elevata sostenibilità, perché non provoca inquinamento. Gli effetti appaiono molto positivi, soprattutto in combinazione con una riduzione dei trattamenti fungicidi, il che comporta un risparmio diretto sui costi di produzione. Inoltre, è una tecnologia economica, accessibile sia nell'acquisto sia nell'applicazione.

Dal punto di vista strettamente operativo, l’attrezzatura si collega all'attacco posteriore del trattore e lavora a velocità costante. Può essere utilizzata in quasi tutte le condizioni meteorologiche ed a qualsiasi orario con ridotti consumi di carburante e con una minima richiesta di potenza: 6 Cv alla presa di forza per ogni pannello di emissione. È Diego Martin, specialista di Smart farming solution, a fornire i dettagli tecnici della proposta Kubota: «Dai vigneti ai frutteti, dagli oliveti ai tappeti erbosi, oltre ad altri impieghi in fase di sviluppo, disponiamo di modelli specifici per diverse tipologie di colture, ma nel 2026 ci concentriamo soprattutto su vite, alberi da frutto e oliveti».

Si tratta di attrezzature portate (categoria 1/2) che dispongono di una ruota di appoggio per aumentare la stabilità durante il lavoro in campo e mantenere la distanza ottimale tra coltura e pannelli (da 15 a 25 cm a una velocità di lavoro di 4 km/h). Nei vigneti si eseguono da tre a quattro stimolazioni. Offriamo un modello con due pannelli da 3,5 kW che richiede in totale 12 Cv alla pdf e pesa 850 kg. La struttura compatta consente di lavorare in filari larghi da 1 a 3 metri, anche su pendii o in campi con capezzagne strette. Inoltre è disponibile un modello a quattro pannelli che consente la stimolazione di due filari contemporaneamente. Nei frutteti e negli oliveti devono essere effettuate sei stimolazioni, utilizzando una macchina con quattro pannelli da 3,5 kW ciascuno (due per lato), che richiede complessivamente 24 Cv, pesa 1.100 kg ed è progettata per filari da 2 a 5 metri.

Va sottolineato il basso fabbisogno di potenza, che consente di lavorare con la presa di forza in modalità Eco, riducendo ulteriormente il regime del motore e quindi il consumo di carburante. Tutti i modelli possono essere regolati meccanicamente in fabbrica o dal concessionario Kubota per adattarsi alle dimensioni della coltura. Inoltre, l'operatore può effettuare in qualsiasi momento la regolazione ottimale alle condizioni della coltura dalla cabina mediante comando elettroidraulico. Kubota evidenzia risultati positivi su diverse colture – pero, melo, oliveti superintensivi e intensivi, pistacchio, mandorlo, drupacee – condensabili in pochi punti: miglioramento della nutrizione delle piante, prevenzione della diffusione delle malattie fungine, protezione dai danni da gelo, aumento della resistenza alla siccità, miglioramento della resa delle piante. In sintesi, maggiore produttività e resa più elevata per ettaro.

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