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Tecnica

Il bulldozer per gli impieghi agricoli

Nelle condizioni di lavoro più difficili, dove il trattore a ruote mostra i propri limiti, il dozer può rivelarsi un mezzo efficace. Con diverse conformazioni e differenti soluzioni tecnologiche, i dozer presenti oggi sul mercato offrono garanzia di elevate prestazioni in tutte le condizioni di lavoro, rendendo produttivi anche i terreni più svantaggiati.

di Davide Facchinetti
maggio - giugno 2015 | Back

 

Il trattore agricolo è una macchina estremamente versatile; viene infatti impiegata con profitto sia per lavorazioni poco “energivore” (come la semina o la fienagione), sia per operazioni molto più gravose, come ad esempio la lavorazione o la movimentazione del terreno. In ogni frangente il classico trattore a ruote assicura un’elevata efficienza, grazie alla possibilità di “adattarsi” alle diverse condizioni operative, modificando il coefficiente di aderenza (variando le pressioni di gonfiaggio degli pneumatici o montando differenti modelli) e/o il suo peso (ad esempio aggiungendo zavorre). Si tratta di un veicolo ampiamente evoluto, caratterizzato mediamente da un rapporto massa/potenza di circa 40 kg/CV, un valore sufficiente anche per lavorazioni “di tiro” piuttosto pesante, come le arature e le scarificature.

 

Il problema dell’aderenza

Proprio in queste condizioni, così come peraltro anche per le grandi lame da livellamento, il fattore che limita le prestazioni non è tanto la potenza motore disponibile quanto l’“aderenza”, ovvero il prodotto del peso che grava sulle ruote motrici per un determinato coefficiente (detto appunto di “aderenza”, Ca), che dipende dall’efficienza del contatto tra gli organi di propulsione e la superficie del suolo. In generale, per i trattori a ruote il Ca varia tra 0,4 per i letti di semina fino a 0,65 per le strade bianche; per i cingolati tali valori vanno aumentati del 20% circa (quindi da 0,5 a 0,8). E’ quindi palese che a parità di peso una macchina cingolata sarà in grado di esprimere una maggiore aderenza rispetto ad una a ruote, e quindi sarà in grado di trainare operatrici di maggior impegno.

Se viene richiesto uno sforzo di trazione elevato, gli organi di propulsione iniziano tipicamente a slittare in modo progressivamente crescente, fino ad annullare la velocità di avanzamento. In tal caso, “dare gas” non serve, anzi è deleterio, ma è necessario diminuire lo sforzo richiesto in termini di trazione (ad esempio sollevando l’aratro), oppure aumentare il peso aderente. In agricoltura ciò può accadere nell’esecuzione di profonde arature di scasso per la messa a dimora di vigneti e frutteti, o per cospicui sbancamenti necessari per alcune sistemazioni fondiarie.

 

Il ruolo del dozer

In queste situazioni limite, quando il trattore agricolo convenzionale non basta più, bisogna ricorrere a mezzi pensati per altri ambiti, come i dozer, che sono caratterizzati da un rapporto massa/potenza più che doppio, ovvero 90-100 Kg/CV. Inoltre, grazie ai cingoli  il coefficiente di aderenza sui classici suoli agrari aumenta notevolmente; pertanto, a parità di potenza impegnata (e quindi di consumo di combustibile) questi veicoli pesanti sono in grado di esprimere sforzi di trazione significativamente superiori, anche tenendo conto che di solito queste macchine montano trazioni idrostatiche o miste idrostatiche-meccaniche che hanno rendimenti leggermente inferiori rispetto alle trasmissioni più tipicamente “agricole”.

Questo è il motivo per cui in terreni molto difficili da lavorare, come ad esempio la bassa Ferrarese, l’impiego dei dozer in aratura è ancora piuttosto diffuso, nonostante il recente avvento di trattori cingolati di una certa stazza come i Challenger o i Quadtrac. Di fatto, i dozer eseguono quasi esclusivamente arature (raramente lavori di ripasso o semine), e pertanto l’ammortamento di un mezzo nuovo risulterebbe troppo lungo. Non è quindi un caso che la maggior parte dei bulldozer impiegati in agricoltura siano reperiti sul mercato dell’usato, ad un prezzo contenuto.

L’adozione del dozer può comportare dei vantaggi economici anche laddove si potrebbe impiegare il trattore agricolo, che comporterebbe però un’elevata usura degli pneumatici e dei riduttori finali a causa di terreni molto duri e/o ricchi di scheletro. Inoltre, anche a causa del sempre più frequente diffondersi dei motori “vitaminizzati” con vari artifizi rispetto alle tarature effettuate dalle case madri, si rischierebbero clamorose rotture di trasmissione, se utilizzati con carichi gravosi e a bassa velocità.

 

Utile anche su terreno cedevole

Il dozer mostra la sua superiorità anche nell’operatività su terreni cedevoli per via di un’eccessiva umidità. Specie per l’effettuazione di lavorazioni di ripasso o di semine, l’adozione del dozer consente un notevole anticipo dell’entrata in campo, specie dopo cospicue precipitazioni. Infatti, pur avendo il dozer un peso nettamente superiore a quello di un trattore comparabile, lo distribuisce su una superficie molto maggiore (quella di appoggio dei cingoli), quindi con una più bassa pressione media al suolo, che conferisce al dozer migliori doti di “galleggiamento”, contenendo il deleterio fenomeno del compattamento del suolo.

 

I limiti operativi

I vantaggi descritti avrebbero dovuto portare ad una massiccia diffusione del dozer in agricoltura. In realtà, qualsiasi mezzo cingolato evidenzia notevoli problematiche da risolvere, prima fra tutte le difficoltà di spostamento sulle strade pubbliche. Inoltre, per sterzare è prassi mettere “in folle” il cingolo interno alla curva, con il conseguente brusco calo (di fatto il dimezzamento) della capacità di trazione, che in tale frangente non risulta più allineata rispetto all’asse longitudinale della macchina, ma si sposta lateralmente in corrispondenza del cingolo in presa. Va inoltre considerato che una situazione pressoché identica si verifica anche nella marcia rettilinea, ogniqualvolta un singolo cingolo rimane sospeso superando ad esempio una grossa pietra.

Infine, per il miglior livello di sicurezza generale, è bene che per lavorazioni prettamente agricole il dozer venga condotto da personale esperto di queste macchine di stazza notevole anche perché, nonostante siano mezzi di norma più lenti e stabili dei comuni trattori a ruote, sono comunque in grado di creare situazioni operative pericolose, difficilmente preventivabili e governabili da soggetti abituati a condurre veicoli che non hanno i cingoli come organo di propulsione.

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