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Macchine agricole: una “regia” per il PNRR

La Federazione dei costruttori realizza, nell’ambito della propria assemblea, un Forum dedicato all’attuazione del Piano nazionale di ripresa. Esperti e tecnici al lavoro per realizzare una mappa dei fabbisogni di meccanizzazione. Le tecnologie meccaniche ed elettroniche come elemento chiave per la “transizione” dell’agricoltura. La meccanizzazione come elemento strutturale di ogni politica per l’ambiente e il territorio

a cura della Redazione
maggio - giugno 2021 | Back

Il dibattito sui fondi pubblici per le macchine agricole è divenuto di estrema attualità. Il Piano Nazionale Ricerca e Resilienza, che costituisce lo strumento di attuazione in Italia del Next Generation UE, prevede fondi per il comparto agromeccanico nell’ambito del capitolo su “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo”. Quanti dei 500 milioni stanziati per l’innovazione agricola verranno effettivamente impiegati per il rinnovo del parco, quali saranno i criteri per l’assegnazione dei fondi, come verranno distribuiti nel tempo i finanziamenti e come verrà valutato il loro impatto sull’economia agricola sono divenuti temi prioritari.

In occasione della propria Assemblea generale, fissata per il 19 luglio a Bologna, FederUnacoma, la federazione italiana dei costruttori di macchine agricole, ha deciso di dare vita ad un Forum sull’attuazione del PNRR, al quale sono chiamati a partecipare economisti, rappresentanti degli enti pubblici e del mondo politico, oltre che le associazioni della filiera e gli imprenditori del settore. La struttura FederUnacoma ha elaborato un documento tecnico che, sulla base di un’analisi economica del comparto e riscostruendo una mappa dei fabbisogni di meccanizzazione per tipologia di prodotto, suggerisce un utilizzo ottimale dei fondi stanziati e vuole essere di supporto per le decisioni in sede politica. «Mai come in questo momento è necessario avere una visione organica della meccanizzazione – sostiene il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – giacché non esiste più una politica agricola che non sia anche ambientale, e non esiste un’innovazione tecnologica che non riguardi le filiere nella loro interezza».

A giudizio della Federazione dei costruttori i fondi stanziati per la voce “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo” sono evidentemente insufficienti, e possono contribuire in misura assai limitata al rinnovo di un parco macchine che risulta in massima parte obsoleto in Italia. La strategia dei costruttori è dunque intervenire in sede politica perché la meccanizzazione venga contemplata come elemento strutturale di tutte quelle attività previste nel PNRR che riguardano la gestione del territorio, la gestione delle aree verdi, le comunità e le economie nelle aree rurali, le energie rinnovabili. È necessario, secondo FederUnacoma, che il Piano nazionale di ripresa si combini con l’insieme degli altri strumenti politici e finanziari destinati all’agricoltura e alla meccanizzazione, in attesa che la nuova Politica agricola comunitaria completi il suo iter e trovi attuazione a livello nazionale. Lo sforzo da compiere è dunque politico e programmatico ma anche culturale.

«La contesa, ad esempio, su quanti dei fondi per l’innovazione in agricoltura andranno alla meccanizzazione e quanti alla filiera dell’olio d’oliva – aggiunge il presidente dei costruttori – rischia di essere inutilmente corporativa, giacché l’innovazione del comparto è strettamente integrata: una filiera olivicolo-olearia d’eccellenza richiede infatti macchine per i trattamenti alle piante, per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie, sistemi per la raccolta, il trasporto e la prima lavorazione del prodotto sino alla trasformazione finale, e questo significa che ogni intervento di rilancio dovrebbe essere pensato in termini complessivi». «Al Forum che si svolge nel corso della nostra Assemblea generale dobbiamo ragionare su filiere bene integrate – conclude Malavolti – ma anche su filiere allargate: proprio un settore come quello olivicolo-oleario produce potature e sottoprodotti delle lavorazioni che sono fondamentali per la produzione di biocombustibili e che realizzano importanti obiettivi di economia verde ed economia circolare».

Un contributo significativo al Forum FederUnacoma viene dai risultati dello specifico “Think Tank” realizzato con le aziende associate, che si è svolto alla metà di giugno e che si è articolato in cinque gruppi di lavoro su temi quali l’impatto del PNRR sulla ricerca, sulla digitalizzazione dell’agricoltura, sul ruolo economico e sociale del verde pubblico, sulla transizione ecologica e sull’istruzione e formazione specifica per la meccanica agricola.

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