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Non si ferma la corsa di Bkt

di Valentino Federici
marzo - aprile 2023 | Back

Cuore produttivo profondamente indiano, visione strategica mondiale.           
Bkt, il colosso indiano del settore pneumatici off-road, mette nel mirino la leadership mondiale del comparto. Lo fa presentando a Mumbai un ambizioso piano di sviluppo che dovrebbe portare al raddoppio del fatturato (da 1 a 2 miliardi di dollari) entro il 2026 e una produzione annua di 600 mila tonnellate metriche (MT) di pneumatici.

E a chi dubita sulle reali possibilità di raggiungere gli obiettivi Bkt replica con la forza dei numeri produttivi ed economico-finanziari.

Dalle 92 MT di produzione giornaliera alle attuali 450 MT quotidiane, pari a circa 165.600 MT all’anno, che nel 2023 diventeranno 200 mila.

Dai 14 milioni di dollari di fatturato del primo lontano bilancio consolidato all’entrata nel 2022 nella prestigiosa famiglia delle società con oltre un miliardo di fatturato.

Una crescita che non è sfuggita al mondo azionario: il valore di Bkt alla Borsa di Mumbai, dieci anni fa era attorno alle 135 rupie indiane. Oggi il titolo naviga sulle 2 mila rupie ad azione.

Fulcro della progressione della società indiana guidata dalla famiglia Poddar (Arvind è il presidente, il figlio Rajiv è il Managing Director) è lo stabilimento di Bhuj nel Gujarat, nord del Paese, sul quale si sono concentrati gli sforzi e gli investimenti del gruppo (Bkt ha altri 4 stabilimenti, tutti in India).

«Dalla sua partenza, nel 2015 – sottolinea Arvind Poddar – abbiamo investito su Bhuj qualcosa come un miliardo di dollari. Rappresenta il nostro fiore all’occhiello e contiamo di farlo crescere ancora. Per questo investiremo altri 500 mila dollari nei prossimi tre anni».

Si inserisce in questo ragionamento il fatto che dall’iniziale area di 123 ettari nel 2015 Bhuj abbia raggiunto gli attuali 258 ettari. Ma entro la fine del 2023 la previsione è di arrivare a quota 323 ettari, cui si aggiungeranno altri 115 ettari destinati all’ampiamento della produzione di pneumatici agricoli radiali e di carbon black.

Poddar, abbandonata da tempo l’idea della costruzione di uno stabilimento negli Stati Uniti, conferma che la crescita di Bkt «sarà esclusivamente interna, senza acquisizioni di altre società del settore. Una crescita  resa possibile sia dall’aumento della capacità produttiva, principalmente a Bhuj, sia dalla scelta strategica di investire in un impianto interno per la produzione di carbon black, operativo dal 2017, quando sono uscite da Bhuj le prime 65.000 MT/anno di “Hard grade carbon black”, materiale specificamente destinato ai battistrada degli pneumatici. Nello stesso sito è poi iniziata la produzione del “Soft grade carbon black” utilizzato nella mescola della carcassa degli pneumatici per migliorarne resistenza e durata.

Nel 2022 la produzione totale di Hard e Soft ha toccato le 165.600 MT annue. L’obiettivo per il 2023 è di 198.600 MT, tenendo presente che dal dipartimento Ricerca e Sviluppo dovrebbe uscire una terza tipologia di prodotto, lo “Specialty carbon black”.

La visione indiana di Bkt è arricchita da un rilevante supporto europeo, a guida italiana. Da anni al vertice del mercato europeo, di estrema importanza visto che nel Vecchio Continente si realizza il 50% del fatturato Bkt in agricoltura, c’è Lucia Salmaso, che snocciola numeri ma che soprattutto rimarca uno dei punti chiavi della crescita del gruppo.

«Lavorando sulla qualità – evidenzia – in questi anni abbiamo modificato la percezione del marchio. Prima Bkt era un brand poco conosciuto e considerato. Attualmente è l’esatto opposto: nel settore siamo conosciuti da tutti ma soprattutto riconosciuti come marchio affidabile e in grado di fornire un prodotto di qualità, adeguato, in tutti i segmenti».

Germania, Francia e Italia sono i primi tre mercati per Bkt. «La market share nei ricambi in Europa – continua Salmaso – è del 20% circa – con punte del 25% in alcuni paesi mentre a livello mondiale siamo al 6%».

Sul fronte prodotti lo stato maggiore di Bkt conferma la volontà di non entrare nel settore degli pneumatici non agricoli («almeno per i prossimi vent’anni non se parla» chiosa Arvind Poddar), ma annuncia il rilevante ingresso nel segmento dei camion off-road, per il quale già nel 2023 dovrebbero arrivare le prime misure.

Nell’assise di Mumbai e Bhuj sono stati poi lanciati il cingolo per le mietitrebbie, con l’obiettivo di portare la produzione dei cingoli in gomma dalle attuali 7 t giornaliere alle 50 t/girono), uno pneumatico specifico per il settore forestale ForestMax e due nuove misure dell’EarthMax (SR 468 e SR 53 L56) pneumatico specifico per cave e settore minerario.

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