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Anno 2019 Numero 5-6

Tecnica
maggio - giugno 2019

Falciacondizionatrici, per una nutrizione zootecnica di qualità

L'impiego delle macchine che realizzano contestualmente il taglio e il trattamento del foraggio permette di ridurre i tempi di essiccazione dello stesso, mantenendo un elevato livello qualitativo. Ampia la scelta di opzioni tra le tecnologie specifiche di sfalcio e condizionamento realizzate dalla industrie costruttrici

Uno degli obiettivi della foraggicoltura, che sta assumendo un sempre maggiore interesse, è quello della qualità del prodotto, che deve rispondere alle crescenti esigenze nutrizionali del razionamento animale. È noto che un’essiccazione rapida dei foraggi permette di ridurre le perdite, sotto il profilo sia qualitativo che quantitativo, così come macchine funzionali permettono di preservare il prodotto dalle impurità, in modo da consentire una conservazione prima e una digeribilità poi a livelli ottimali.

Per queste ragioni, la comparsa delle falciacondizionatrici ha comportato notevoli vantaggi: si tratta di macchine dotate di flagelli o di rulli di diverso materiale e con varia sagomatura della superficie esterna, che sfibrano le strutture maggiormente coriacee della pianta (sostanzialmente gli steli) favorendo l’evaporazione dell’acqua contenuta grazie all’aumento della superficie utile per lo scambio termico. L’essiccazione del foraggio è pertanto più veloce rispetto alle modalità di fienagione tradizionali: in condizioni meteorologiche idonee, bastano poche ore per ottenere un contenuto in sostanza secca del 30-55%, adeguato all’insilamento, mentre sono sufficienti 24 ore per la raccolta tradizionale, se implementata dalle classiche fasi alternate di rivoltamento e andanatura.

In ogni caso, grazie al condizionamento, il foraggio permane in campo per un periodo ridotto, annullando, o quanto meno diminuendo, il rischio di incorrere in precipitazioni, che inevitabilmente determinerebbero delle perdite nel contenuto nutrizionale.

L’impiego delle falciacondizionatrici comporta anche una minore manipolazione del prodotto, a tutto vantaggio di quelle specie (come l’erba medica) che notoriamente sono molto suscettibili ai danni meccanici. In tal modo, è possibile evitare notevoli perdite delle delicate foglioline, che sono la principale fonte proteica del foraggio.

                                                         

Flagelli o rulli?

Sul mercato sono disponibili falciacondizionatrici equipaggiate con flagelli o con rulli, da preferire in funzione della specie da trattare. In relazione alla loro azione maggiormente energica, la soluzione a flagelli è indicata per le graminacee (tipicamente la loiessa) e i foraggi a struttura più robusta, mentre i rulli (ancora meglio se esclusivamente in gomma) lavorano bene per le colture più delicate (ad esempio la medica).

Evidentemente, per le aziende agricole che producono entrambe le categorie di foraggi la scelta non è facile, ma sono comparse di recente alcune opzioni in grado di mediare questa apparente contraddizione. Tra queste, interessante è la possibilità di ridurre il regime di rotazione del rotore, in modo da ridurre l’intensità dell’impatto tra flagello e foraggio. C’è naturalmente anche la possibilità di modulare l’intensità del condizionamento, regolando (di solito attraverso un comando a leva dedicato) la distanza tra il deflettore in lamiera che convoglia il flusso di prodotto e l’organo di condizionamento. In alternativa, anche la distanza con il rotore è regolabile.

I flagelli (o dita) possono assumere conformazioni diverse (la più comune è a “V”) ed essere fabbricati in materiale plastico o in acciaio. Sono decisamente più flessibili dei rulli, per cui, in caso di contatti con corpi estranei durante lo sfalcio si piegano senza rompersi o deformarsi. Diversamente, i rulli controrotanti (in gomma o in acciaio) hanno una superficie esterna liscia o con scanalature di varia conformazione. Ovviamente, anche i rulli possono minimizzare il danneggiamento in caso di contatto accidentale con corpi estranei, poiché sono indipendenti l’uno dall’altro e sono dotati di sistemi di adattamento (ad es. molle) che permettono di evitare danni per impatti accidentali.

 

L’omogeneità di taglio

Un aspetto chiave per la riuscita dello sfalcio riguarda l’adattamento dell’apparato di taglio alle irregolarità della superficie del terreno, soprattutto se in pendenza. In ogni caso, mantenere un’altezza di taglio costante per l’intera larghezza di lavoro della macchina rimane un requisito fondamentale per assicurare la miglior qualità del prodotto (ovvero senza contaminazioni da terra) e favorire il successivo ricaccio della coltura.

Per questo, sulle falciacondizionatrici più recenti sono montati dei meccanismi di sospensione che consentono di mantenere costante la distanza da terra della barra falciante anche per profili irregolari; inoltre, un’articolazione pendolare garantisce uniformità su tutta la larghezza di lavoro nella pressione al suolo. La Kuhn ha implementato queste funzioni nel Lift-Control, un apparato di tipo oleo-pneumatico che adatta in continuo la posizione dell’attrezzatura, a partire da valori di pressione di lavoro preimpostati direttamente dal posto di guida. In tal modo, si può lavorare a maggiori velocità di avanzamento, preservando la qualità dell’operazione colturale.

In aggiunta, sulle macchine da installare frontalmente al trattore è disponibile la sospensione flottante a quadrilatero articolato, che è in grado di adattare molto repentinamente la posizione della testata di taglio rispetto ad eventuali ostacoli o irregolarità incontrate. In tal modo, l’unità di taglio può oscillare nel piano trasversale sino a ± 15° e fino a ben 750 mm in verticale.

 

Affidabilità e maneggevolezza

L’affidabilità è uno degli aspetti più rilevanti di qualsiasi macchina agricola, ancora di più di quelle che lavorano in condizioni nelle quali la tempestività di intervento è fondamentale.

Per questo, i materiali impiegati devono presentare caratteristiche particolarmente evolute. Ad esempio, risulta fondamentale la dotazione di ingranaggi e cuscinetti molto resistenti in acciaio forgiato, che sono da sempre sinonimo di resistenza. Inoltre, il sistema lubrificante particolarmente curato e l’elevata accuratezza dell’ingrassaggio permettono di ridurre efficacemente gli attriti e mantenere basse le temperature di questi componenti.

Su alcune macchine, devono anche essere previsti interventi di ingrassaggio a cadenza ravvicinata, a volte addirittura quotidiani.

Per risolvere il problema alla radice, alcune case costruttrici propongono da tempo l’adozione di giunti a “U” esenti da manutenzione.

Così come analogamente avviene per tutte le operatrici più moderne, anche l’operatività a fine campo ha raggiunto un elevato livello di automazione: è infatti possibile regolare dal posto di guida a bordo del trattore la chiusura/apertura della macchina, il sollevamento delle singole unità di taglio (particolarmente utile sulle bordure, in prossimità degli apparati radicali o di zolle di terra) e, come accennato, la pressione al suolo.


Aumentare la produttività e abbattere i tempi di manutenzione

Il costante incremento della produttività del lavoro ha di fatto aumentato enormemente l’importanza di poter contare su interventi di manutenzione rapidi e tempestivi.

Per ciò che concerne il taglio del foraggio con falciacondizionatrici a dischi, i costruttori si sono orientati verso soluzioni a 2 o 3 lamini per disco, che nel primo caso assume una conformazione ovale, mentre nel secondo è triangolare. I lamini possono danneggiarsi o rompersi nell’impatto con sassi o pietre, per cui è necessaria la loro sostituzione, che è stata resa semplice grazie all’impiego di un apposito utensile, con il quale si fa leva sollevando il disco, e rimuovendo il lamino guasto (op­pure usurato), con un significativo risparmio di tempo (fino al 50%) rispetto alla soluzione tradizionale.

Un notevole aumento della produttività (a tutto vantaggio anche della tempestività) può essere ottenuto con l’impiego di falcia condizionatrici combinate, laterali posteriori e frontali. In questo caso è importante evitare sovrapposizioni di lavorazione, soprattutto in caso di irregolarità della conformazione dell’appezzamento. A tale proposito, su alcuni modelli è possibile regolare idraulicamente dal posto di guida la posizione di lavoro delle diverse unità, evitando quindi improduttive sovrapposizioni.

Anche la larghezza (e pertanto la consistenza) dell’andana può essere regolata con un comando dedicato, in modo da gestire al meglio le successive fasi di rivoltamento. Durante la formazione dell’andana, la piastra di raccolta, posizionata a valle dell’apparato di condizionamento, permette di convogliare il flusso di foraggio a diverse altezze da terra, così da formare un’andana più o meno ristretta a seconda delle successive esigenze operative.

di Daniela Lovarelli

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