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La linea "estrema" della Falc

di Giovanni M. Losavio
gennaio 2022 | Back

Una linea di aratri pensati per lavorare su terreni “estremi”. La propone la Falc di Faenza (Ravenna) che presidia questo segmento di mercato con tre modelli.

Il primo, FalcLand, è un aratro che può essere equipaggiato sia con vomeri convessi per i suoli molto bagnati che con denti concavi da asciutto. Realizzato con una larghezza di lavoro di 3 metri, è in grado di raggiungere una profondità di 45 centimetri e può essere abbinato a trattrici con potenza da 240 a 400 cavalli.

Il modello Freeland si caratterizza invece per una massa più contenuta (2,6 tonnellate contro le 4,1 del “fratello maggiore”) e, di conseguenza, per una minore richiesta di potenza alla trattrice (compresa tra 150 e 240 cavalli) e per una profondità di lavoro leggermente inferiore (35 cm) a quella del FalcLand. Il peso contenuto e la possibilità di abbinamento a trattori di gamma media – spiega il costruttore – permettono all’aratro FreeLand di operare in condizione di estremo bagnato o di estremo secco ottenendo, nel contempo, un’eccellente velocità di lavoro (1 ettaro l’ora).

Il terzo e ultimo aratro ad alte prestazioni firmato dalla ditta romagnola è il modello BobLand, per trattrici da 80 a 120 cavalli, che può essere dotato, a seconda delle situazioni operative, di vomeri convessi o denti concavi. BobLand, disponibile nelle misure di lavoro da 1,9; 2,1; 2,35 e 2,5 metri, è stato espressamente studiato per la lavorazione di terreni destinati alla coltivazione di ortaggi sia in campo aperto che in serra, ma può essere impiegato in tutte quelle produzioni che richiedono interventi frequenti e non invasivi su suoli di medio impasto (leggeri o sabbiosi) umidi, bagnati o molto bagnati. La profondità di lavoro è di 35 centimetri.

La gamma degli aratri rotativi Falc è progettata per ottimizzare la lavorazione del terreno, prevenendo la formazione di quella suola compatta e liscia che crea il ristagno d’acqua così dannoso per la crescita e la salute delle piante. Queste macchine – si legge ancora nella nota della casa faentina – si fanno apprezzare non solo per la qualità degli interventi ma per i ridotti consumi di carburante.

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