
Macchine forestali, in Calabria tre giorni di prove in campo
Dal 5 al 7 giugno scorso a San Giovanni in Fiore, vicino Cosenza, si è tenuta una demo di tre giorni di macchinari altamente innovativi per la gestione forestale. In azione i mezzi per la valorizzazione delle biomasse legnose e la manutenzione del territorio
Grazie all’ampio spettro di modelli innovativi di macchinari e di attrezzature oggi disponibili sul mercato in ambito forestale, la meccanizzazione spinta garantisce elevati livelli di efficienza produttiva con standard di sicurezza e di comfort irraggiungibili con i tradizionali sistemi di lavoro. Stando a quanto emerge dal monitoraggio scientifico effettuato dal CNR IBE su un gran numero di cantieri dotati di tali tecnologie, la produttività degli operatori risulta essere oltre cinque volte maggiore rispetto al lavoro manuale, la durata del cantiere è notevolmente ridotta e tutte le operazioni svolte sono facilmente tracciabili, semplificando così la certificazione di sostenibilità dell’intera filiera bosco-legno-energia. Sebbene l’accesso in bosco di macchine grandi e potenti preoccupi molti operatori forestali per l’impatto che questi mezzi possono avere sul suolo (compattazione, solchi, organismi animali e vegetali minori, ecc.) e sulle piante lasciate in bosco (lacerazioni alla corteccia, compressioni sull’apparato radicale, ecc.); tale impatto può essere facilmente contenuto attraverso un impiego professionale e coordinato delle macchine. Per mitigare le alterazioni dell'ecosistema sarà quindi necessario che chi entra in bosco adotti in modo consapevole una serie di misure specifiche che in linea di massima prevedono la corretta pianificazione dell’accesso, evitando il traffico diffuso e indiscriminato e adottando uno schema razionale senza passaggi superflui e ripetuti. Altrettanto importante è l’impiego di pneumatici di tipo forestale a bassa pressione o di sovra-cingoli, per distribuire il peso su un'area maggiore e ridurre lo slittamento, così come l’abbinamento adeguato “di sito e stagione”, evitando l’accesso ai luoghi più sensibili quando il terreno è saturo d'acqua e più vulnerabile al compattamento. Ovviamente, in un contesto forestale è essenziale utilizzare mezzi idonei, evitando l'impiego di sistemi sovradimensionati o sottodimensionati rispetto al tipo e alla massa del legname da movimentare. A queste condizioni, le moderne macchine forestali sono in grado di soddisfare tutti i requisiti della selvicoltura naturalistica, e possono applicarsi ai tagli di selezione, ai boschi misti e ai terreni più accidentati. Quello che ancora manca in molte realtà del nostro Paese è la capacità di sfruttare appieno i benefici potenziali delle nuove macchine. In tale ottica Itabia – Italian Biomass Association, avvalendosi delle competenze tecniche di due ricercatori del CNR (nonché soci di vecchia data) Natascia Magagnotti e Raffaele Spinelli, ha promosso un evento informativo e formativo, svoltosi a San Giovanni in Fiore, vicino Cosenza. L’evento, focalizzato sull’uso di macchine forestali altamente innovative nel contesto montano dell’Italia meridionale, si è tenuto dal 5 al 7 Giugno 2026 (vedi il programma nel box), con una tre giorni di prove e dimostrazioni che ha visto all’opera diverse tipologie di macchine forestali di nuova generazione, tra cui gli harvester Ponsse Scorpion King con testata H7 e il forwarder Ponsse Buffalo. Gli operatori formati hanno anche avuto la possibilità di provare i macchinari messi in campo dagli organizzatori. In contemporanea e sullo stesso sito, è stato possibile osservare “live” la cippatrice industriale Pezzolato PTH 1400/1000 e vari modelli degli avveniristici portattrezzi radiocomandati della linea Energreen Robo. Queste macchine, che saranno in mostra anche al Salone EIMA Energy a Bologna dal martedì 10 a sabato 14 novembre, permettono di realizzare una gestione forestale sostenibile, nel suo vitale ruolo ambientale, sociale ed economico, attraverso la valorizzazione del legname di scarto come biomassa energetica e la corretta manutenzione del territorio. Le dimostrazioni hanno interessato anche aspetti fondamentali relativi all’adattabilità, alla selvicoltura naturalistica, alla mitigazione degli impatti ambientali, alla digitalizzazione e alla tracciabilità. Temi, questi di grande attualità e interesse, di vitale importanza per la gestione attiva dei boschi nazionali e, pertanto, non più rinviabili. Il ricorso alle soluzioni offerte dalla meccanizzazione spinta consente di affrontare questi temi in modo professionale e scientifico, senza approssimazioni né usi impropri, offrendo agli operatori la massima sicurezza e comfort.









