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Anno 2016 Numero 2-3

News
Febbraio - Marzo 2016

WS 320 Bio di Nobili, una trincia per le colture energetiche

Provata sul campo la nuova macchina per la raccolta di colture da biomassa realizzata dell'azienda bolognese, nell'ambito di un progetto comunitario che mira ad ottimizzare le fasi di lavoro delle filiere bio-energetiche

La politica comunitaria sull’energia rinnovabile vedrà crescere la domanda di biomasse in Europa quasi del 50 % entro il 2020. In tutto il mondo i rifiuti agricoli lignocellulosici sono una delle materie maggiormente disponibili e impiegate per la produzione di bioenergia. Tuttavia è necessario che la biomassa lignocellulosica sia gestita in maniera economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibile, per evitare una carenza acuta a breve di questa fonte preziosa ed anche alcune opposizioni sociali.

Tecniche innovative per gestione delle colture, raccolta della biomassa, pre-trattamento, stoccaggio e trasporto sono un metodo adatto per aumentare l’offerta di biomassa abbattendo i costi e minimizzando l’eventuale impatto ambientale negativo. Il progetto internazionale “LogistEC” (Logistics for energy crops’ biomass), finanziato dal VII Programma Quadro dell’Unione Europea e appena terminato, ha avuto l’obiettivo di sviluppare nuove o migliori tecnologie per la gestione della catena di fornitura relativa alla biomassa. I partner del progetto hanno evidenziato nel corso della sperimentazione i progressi nel campo della raccolta e della lavorazione (ottimizzata per quanto riguarda soprattutto i processi termici di pretrattamento relativi alle colture densificate pretrattate. L’azienda Nobili s.p.a. di Molinella (BO), partner del progetto, ha progettato e realizzato in questo contesto la trincia WS 320 Bio (Windrow Shredder 3,20 m Biomass – andana, trincia, biomassa). È una trincia frontale realizzata per la raccolta delle colture energetiche come il Sorgo da fibra, il Miscanthus, l’Arundo donax (canna comune),  lo Switch grass (Panico verga), che è stata presentata presso la sede dell’azienda stessa a fine dicembre.

L’attrezzatura trinciante è di tipo semiportato, applicabile ai tre punti del sollevatore anteriore o posteriore di trattori a guida retroversa. Durante il lavoro poggia su un rullo che ne regola l’altezza di lavoro ed è dotata di un telaio spartitore e di un cofano frontale mobile con un rullo folle – entrambi regolabili idraulicamente – che garantiscono l’invito delle canne ancora in piedi all’interno della camera di trinciatura. La trincia può creare in un unico passaggio anche l’andana necessaria alle successiva raccolta della biomassa tramite presse imballatrici, grazie ad una coclea montata a valle del rotore, la cui velocità di trasferimento è regolabile idraulicamente.

Durante la presentazione in campo Matteo Montanari della Nobili ha spiegato che «attualmente le tecniche di raccolta convenzionali prevedono l’utilizzo di falcia, trincia e caricatrice, mentre per il taglio e l’imballo in genere sono necessari due passaggi, che diventano tre se occorre andanare». «WS 320 Bio invece – ha precisato Montanari - grazie alla larghezza di lavoro che copre 3,2 m, è dotata di una coclea in grado di andanare il trinciato in un solo passaggio». Nello specifico, la trincia si avvale di un abbattitore frontale comandato idraulicamente, di un rullo, sempre frontale, che facilita l’ingresso del prodotto nella camera di trinciatura, di un rotore con coltelli o mazze per trinciare anche i materiali più fibrosi e di una coclea che trasferisce il trinciato dai lati al centro della macchina formando l’andana. Relativamente al Sorgo da  fibra, la trincia è stata studiata per bypassare l’allettamento del sorgo, coltura che tende ad essiccare lentamente, dimostrando di essere ottimale per l’utilizzo nelle condizioni più critiche garantendo tempi e consumi competitivi rispetto alle sue concorrenti nella fase finale di trinciatura. La tecnologia innovativa che caratterizza la WS 320 Bio permette di avere, sulle colture da biomassa, un approccio completamente diverso rispetto alle altre trince presenti sul mercato, a iniziare dalla possibilità di effettuare due operazioni con un unico operatore, in pratica taglio e raccolta. Tra gli obiettivi del progetto LogistEC c’è anche la creazione di una piattaforma virtuale delle parti interessate, in grado di informarle sugli esiti del progetto, facilitando il loro coinvolgimento in specifiche azioni. Informazioni complessive si possono trovare sul sito www.logistec.eu.

di Marcello Ortenzi

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