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Anno 2016 Numero 2-3

Tecnica
Febbraio - Marzo 2016

Fasciatori per balle di foraggio: occhio alla sicurezza

Le operazioni meccaniche di fasciatura delle balle presentano rischi per l'operatore. La nuova normativa definirà in modo puntuale quali dispositivi – vedi quelli relativi ai rischi di contatto con parti della macchina in movimento, o alla perdita di stabilità, o allo scarico della balla su terreno non pianeggiante – debbono applicarsi per garantire massima sicurezza in tutte le fasi di lavoro

La fasciatura di balle di foraggio con  un film in plastica sta diventando una prassi consolidata anche alle latitudini mediterranee, dopo essersi affermata nei Paesi nordici. Le principali ragioni di questa scelta da parte dei coltivatori sono il mantenimento di un maggior contenuto proteico nel prodotto, una maggiore appetibilità per l’animale, una minore variabilità delle caratteristiche fisiche e nutrizionali, oltre che minori perdite per distacco della foglia nel caso di erba medica. La fasciatura è realizzata tramite macchine specifiche, chiamate fasciatori o avvolgitori, che possono essere integrate o combinate alla raccogli-imballatrice oppure possono essere indipendenti. I fasciatori integrati sono quelli che costituiscono, insieme alla raccogli-imballatrice, un unico insieme fisico le cui parti non possono essere distinte; le macchine combinate, invece, sono fisicamente separate dall’imballatrice pur essendo progettate per essere utilizzate insieme. I fasciatori indipendenti possono essere collegati alla trattrice e seguirne i movimenti oppure possono essere stazionari. Le differenze costruttive non si esauriscono qui: esistono infatti macchine in cui la balla è stazionaria durante il processo di fasciatura, ed altre in cui una piattaforma mobile imprime alla balla un movimento rotatorio. Un altro aspetto importante riguarda il tipo di balla che può essere fasciato: balle cilindriche o prismatiche hanno infatti caratteristiche ed esigenze diverse. Oltre alla fase centrale di fasciatura, sono poi da considerare le fasi di raccolta della balla dal suolo e di deposito della balla fasciata sul terreno, rispettivamente solo per fasciatori indipendenti e per tutte le macchine, incluse quelle integrate e combinate. È evidente quindi già da questa prima panoramica che si tratta di macchine complesse dotate di diverse funzionalità, ed uno degli aspetti che i progettisti devono tenere in considerazione è quello della sicurezza. I fasciatori rientrano infatti nel campo di applicazione della Direttiva 2006/42/CE, la ben conosciuta Direttiva europea che definisce i requisiti essenziali di sicurezza di ogni macchina. Le norme armonizzate traducono poi i principi generali stabiliti dalla Direttiva in soluzioni tecniche specifiche per la macchina in questione. Pur trattandosi di testi ad applicazione volontaria, tali norme sono solitamente una via preferenziale seguita dai costruttori. Ad oggi non esiste però una norma armonizzata per i fasciatori: nel 2016 tale lacuna sarà colmata, con la pubblicazione della EN ISO 4254-14, attualmente  alle fasi finali di elaborazione del testo. La norma preciserà i requisiti costruttivi per le macchine in modo da evitare una serie di rischi, tra cui quelli legati al contatto con parti della macchina in movimento, alla perdita di stabilità, allo scarico della balla su terreno non pianeggiante, ad eventuali movimenti della piattaforma che sostiene la balla. I fasciatori sono macchine che in buona parte dei casi eseguono operazioni in modo automatico, ciò significa che non è sempre necessario l’azionamento continuo di un comando da parte dell’operatore. Di conseguenza, l’operatore stesso potrebbe raggiungere zone in cui parti della macchina si muovono o stanno per avviarsi, anche se questo è esplicitamente vietato dal manuale di istruzioni della macchina. In particolare, i bracci che stirano il film in plastica e lo fanno aderire alla balla possono costituire una fonte di pericolo; lo stato dell’arte è dotare tali bracci di sensori di contatto che, una volta azionati, arrestano ogni movimento. La norma stabilirà che, a seguito del rilevamento di un contatto, gli organi di lavoro debbano arrestarsi prima di raggiungere il punto in cui il sensore ha rilevato il contatto. Fisserà inoltre i valori massimi di energia che possono es­sere trasferiti dal sensore a ciò che entra in contatto con esso, vale a dire il corpo dell’operatore. Il sensore dovrà anche essere posizionato – o dotato di protezioni – in modo da evitare l’accesso alla parte compresa tra sensore e braccio di stiro del film. Per quanto riguarda la stabilità della macchina, questa dovrà essere verificata tramite un test su una pendenza di 5°, che prevede l’esecuzione di tutte le fasi operative, comprese carico e scarico balla. In relazione allo scarico della balla, oltre a dover garantire la stabilità della macchina, è necessario prendere in considerazione anche i rischi dovuti alla perdita del controllo sul materiale scaricato.

La norma specificherà quindi che le macchine dotate di cicli di lavoro automatico siano dotate di un comando per arrestare il processo se l’operatore ravvisa condizioni non ottimali. Il manuale di istruzioni, inoltre, dovrà contenere indicazioni su come deve essere orientata la balla rispetto alla pendenza del terreno in fase di scarico.

Per le macchine dotate di piattaforma girevole per la balla, infine, saranno specificate le modalità di avvio e arresto di tale piattaforma; l’obiettivo è evitare che movimenti bruschi portino ad una espulsione accidentale della balla dalla piattaforma stessa.

di Davide Gnesini

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