L'informazione sulla meccanizzazione per l'agricoltura, il giardinaggio, componentistica e multifunzionalità.
Tecnica

Falcia-trincia-caricatrici: tante funzioni per un silomais di qualità

Oltre ad una produttività da record, i recenti modelli semoventi sono progettati per il più efficace condizionamento del trinciato, sia per l’alimentazione zootecnica che per la produzione di biogas nei digestori anaerobici

di Domenico Pessina
marzo - aprile 2026 | Back

Un principio importante della meccanizzazione agricola moderna sancisce che sono le macchine che devono adattarsi alle peculiarità agronomiche, genetiche e produttive delle colture, e non viceversa. è pur vero che, per ottimizzare l’efficienza operativa dei mezzi agricoli, nel tempo qualche adattamento è stato introdotto nelle produzioni vegetali: per diverse specie ortofrutticole, in particolar modo quelle a carattere più spiccatamente industriale, come ad esempio il pomodoro da conserva, sono state selezionate varietà a maturazione commerciale contemporanea, per favorirne una raccolta univoca e completa, e non scalare, anche per facilitare la più tempestiva lavorazione successiva.

Nell’ambito degli allevamenti zootecnici, unitamente ai foraggi essiccati, il mais da trinciato rappresenta l’altro ingrediente base di ogni razione unifeed per i ruminanti. Le numerose formulazioni che vengono preparate non possono prescindere da questo componente, che però da diverso tempo ha visto anche un ulteriore impiego come materiale base, e a volte unico, destinato alla fermentazione anaerobica nei digestori per la produzione di biogas, un carburante da destinare a potenti gruppi elettrogeni, che riversano poi in rete l’energia elettrica generata. Ciò ha evidenziato esigenze diverse delle caratteristiche fisiche e chimiche del cosiddetto “silomais”, che ha comportato una significativa evoluzione delle macchine per la sua raccolta e il primo condizionamento in campo, ovvero le Falcia-Trincia-Caricatrici (nel seguito abbreviate in “FTC”).

Le versioni semoventi, che in pratica dominano il mercato, sono dotate di motori endotermici al top della potenza installata sul macchinario agricolo: sui modelli di maggior capacità lavorativa si sono ormai superati abbondantemente i 1.000 Cv, per ottenere una produttività oraria idonea alla raccolta di grandi estensioni.

La trinciatura del silomais. Si tratta quindi di raccogliere il mais da insilato regolando la FTC per condizionare sia la componente fibrosa (stocco e foglie), sia quella amilacea (la granella) in una forma adatta agli obiettivi produttivi. Pertanto, l’evoluzione tecnica si è concentrata in questi ultimi anni nell’ampliare le opzioni sia delle tipologie disponibili che di regolazione dei due dispositivi coinvolti nel condizionamento, ovvero il rotore trinciante (per la fibra) e il rompigranella (per le cariossidi, altrimenti definito kernel processor o corn cracker).

Se destinato all’alimentazione animale, per massimizzare digeribilità e appetibilità del silomais la lunghezza teorica di taglio della fibra è generalmente compresa tra 8 e 15 mm, mentre la granella è adeguatamente frantumata, per rendere l’amido maggiormente disponibile in termini nutrizionali. Se viceversa destinato alla produzione di biogas, la trinciatura deve essere più corta e uniforme, generalmente intorno a 5–10 mm, per agevolare la digestione anaerobica, grazie ad un più efficace attacco dei batteri mesofili. In questo caso, l’azione del rompigranella ha lo scopo di migliorare la disponibilità della sostanza organica fermentescibile piuttosto che la digeribilità animale, mentre la cosiddetta “fibra lunga” non è importante. Anzi, se nel silomais zootecnico è essenziale mantenere una certa eterogeneità della lunghezza di trinciatura, per il biogas è preferibile una massa, oltreché finemente trinciata, anche dimensionalmente più omogenea, atta anche a facilitare un efficace compattamento nel silo. Queste differenti esigenze si traducono in una necessaria versatilità degli organi lavoranti delle FTC.

Il rotore trinciante. Le lame, ovvero gli organi di lavoro del rotore, rivestono un ruolo chiave, condizionando sia la qualità dello sminuzzamento della componente fibrosa, sia l’entità della potenza richiesta alla macchina. Oltre alle versioni standard, sulla sua gamma Jaguar Claas prevede un tamburo con lame V-FLEX a tripla vite di fissaggio, disponibili in diverse versioni fino a 42 coltelli, con un’ampia serie di combinazioni: coltelli interi e mezzi coltelli, disposti anche in modo alternato per estendere ulteriormente l’intervallo di lunghezza di taglio. Grazie all'angolo di inserzione, ottimizzato di 10° rispetto alla controlama, e allo spesso rivestimento antiusura, la vita utile delle lame è incrementata, per una riduzione dei costi operativi. Anche le funzioni di affilatura e di regolazione della distanza della controlama sono centralizzate su tutti i modelli recenti, in modo da poter variare i parametri in brevissimo tempo, direttamente dal posto di guida.

Oltre a ciò, sono ovviamente i parametri di funzionamento del rotore che condizionano la trinciatura, tenendo conto che l’intensità del flusso di prodotto può variare in modo significativo, anche in modo improvviso. Pertanto, per assicurare una lunghezza di taglio costante è necessario pilotare adeguatamente i rulli di alimentazione che precedono il rotore. Ad esempio, le FTC Forage Cruiser di New Holland sono dotate del sistema idrostatico HydroLoc, che ne adegua automaticamente il regime di rotazione a quello del rotore e alla configurazione delle lame. Se viceversa le Forage Cruiser sono dotate di sistemi di misurazione della resa e dell’umidità, possono avvalersi dell’ActiveLOC, un sistema in grado di variare automaticamente la lunghezza di taglio preimpostata in base al tenore di umidità del raccolto, per garantire successivamente una corretta pressatura di insilamento. In sostanza, la lunghezza di taglio diminuirà leggermente con prodotto più asciutto e aumenterà per quello più umido.

Il rompigranella. è un componente fondamentale per la produzione di mais da trinciato, costituito da due rulli variamente scanalati che ruotano in senso opposto e a velocità differenziata, frantumando le cariossidi in modo da rendere l’amido più disponibile per la digestione dei ruminanti, se il trinciato è destinato a fini zootecnici. Inoltre, il rompigranella contribuisce a sfibrare le parti verdi, per un miglior compattamento della massa di prodotto nel silo e una fermentazione più uniforme.

La regolazione della distanza tra la coppia di rulli (varabile tra meno di un millimetro sino a 7 mm circa) e la differenza del loro regime di rotazione (fino al 50 %) è essenziale per adattare il grado di frantumazione al contenuto di sostanza secca, modulando l’aggressività di intervento sia sulla granella che sulla massa verde. Tutti i costruttori di FTC leader di mercato hanno quindi sviluppato diverse conformazioni di rompigranella, da abbinare alle opzioni offerte per ciò che concerne il tamburo di trinciatura, in modo da condizionare al meglio il silomais in funzione della sua destinazione d’uso, ovvero per l’alimentazione animale oppure per la produzione di biogas.

I rulli scanalati del rompigranella sono caratterizzati di base da denti a profilo triangolare, a fittezza variabile, generalmente tra 100 e 180 denti, sia a sviluppo lineare che talvolta elicoidale. In tema, una recente evoluzione è rappresentata dalla tecnologia “Shredlage”, sviluppata per migliorare contemporaneamente la qualità della fibra e la disponibilità dell’amido nel trinciato destinato a fini zootecnici. La lunghezza teorica di taglio è più elevata di quella convenzionale (circa 26-30 mm), ma grazie all’azione intensa del rompigranella si riescono comunque a frantumare completamente i chicchi e a “sfilacciare” longitudinalmente le fibre del fusto. Questo processo aumenta la superficie di attacco dei microrganismi ruminali, migliorando la digeribilità sia della fibra (che diventa fisicamente attiva, stimolando la ruminazione e la produzione di saliva), sia dell’amido, con una diminuzione della sua perdita nelle deiezioni. Inoltre, nonostante la maggiore lunghezza di taglio, in fase di insilamento lo Shredlage consente un buon compattamento, che favorisce una fermentazione stabile, limitando lo sviluppo di muffe, a tutto vantaggio di un aumento dell’ingestione, e quindi con migliori performance produttive delle bovine da latte.

Aggiunta dell’additivo. Si tratta di varie formulazioni di batteri lattici, enzimi o acidi che vengono aggiunti al silomais per favorire una fermentazione rapida e controllata, ai fini della sua migliore conservazione, riducendo il pH, limitando lo sviluppo di muffe e microrganismi dannosi, diminuendo le perdite di sostanza secca e preservando i nutrienti. Inoltre, l’aggiunta dell’additivo migliora la stabilità aerobica e la digeribilità, garantendo un alimento più sicuro e di qualità per gli animali. è possibile distribuire l’additivo già in fase di raccolta direttamente a bordo della FTC, nebulizzandolo sul flusso di prodotto in uscita (anche in dose variabile in funzione della resa), sia già miscelato con acqua (per flussi variabili tra 0,5 e 6-7 l/min), oppure con dosaggio in tempo reale in modalità concentrata (0,03-0,25 l/min).

Un’interessante implementazione di questa funzione è offerta da Claas, che ha sviluppato un’app specifica per agevolare l’esatta quantificazione dell’additivo, con riferimento al dosaggio raccomandato dal produttore, indicata in funzione della resa del campo e della velocità di avanzamento della macchina.

Gallery

I PIÙ LETTI degli ultimi numeri

GLI APPUNTAMENTI della meccanizzazione

12 - 15 maggio 2026 Bothaville (Sudafrica)
NAMPO HARVEST DAY
16 - 21 maggio 2026 Novi Sad (Serbia) INTERNATIONAL AGRICULTURAL FAIR
18 -21 maggio 2026 Palais des Expositions - Safex, Algeri (Algeria) SIPSA-FILAHA & AGROFOOD
18 - 21 maggio 2026 Teheran International Permanent Fairgrounds, Teheran (Iran) IRAN AGROFOOD
19 - 22 maggio 2026 TUYAP Exhibition Center Istanbul (Turchia)
AUTOMECHANIKA ISTANBUL
20 - 22 maggio 2026 BITEC, Bangkok (Thailandia) HORTEX