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Sirio e Majus, due nuovi modelli firmati Valentini

di Roberto Bonora
marzo - aprile 2026 | Back

Valentini, casa padovana da oltre cinquant’anni impegnata nella costruzione di attrezzature per la lavorazione del terreno, inizia il 2026 con due nuove proposte. Nel segmento dei frangisassi debutta Sirio, macchina compatta progettata per l’accoppiamento con skid loader ad alta portata. Pensata per operare in contesti ristretti e di difficile accesso – come piste ciclabili, sentieri di montagna e strade a viabilità ridotta – è versatile e si adatta a diverse altre applicazioni, ovunque sia disponibile uno skid loader ad alta portata.

Valentini sottolinea la struttura solida e maneggevole di Sirio, in grado di frantumare sassi di piccole e medie dimensioni. La cofanatura è in Hardox e assicura robustezza e lunga durata anche in condizioni gravose. La controlama interna dosa l’ingresso del materiale, mentre una griglia posteriore avvolgente, regolabile idraulicamente, consente di ottenere una lavorazione più fine e controllata. Tra gli elementi distintivi della macchina si segnalano il motore idraulico ad alte prestazioni da 180 cc, la trasmissione a ingranaggi progettata e realizzata nello stabilimento del costruttore padovano, e un rotore con picchi di 25 cm di diametro in acciaio alto resistenziale e antiusura. Sirio ha una larghezza di lavoro di 1.580 mm e una profondità di lavoro compresa fra i 7 (su banco di roccia) e i 15 cm (su terreno mosso). Ha una portata di 110-170 l/minuto e una pressione di esercizio di 220-350 bar. La macchina pesa 1.200 kg.

Sul fronte delle frese esordisce la nuova versione di Majus, con significativi aggiornamenti strutturali e funzionali, a partire dal cofano flottante regolabile, pensato per lavorare su terreni umidi e durante la stagione invernale: il cofano, abbassandosi, si autopulisce, evitando così accumuli di materiale. Inoltre, la soluzione sviluppata dall’azienda di Camposampiero (Padova) permette di modulare la finezza della lavorazione: quanto più il cofano è vicino al rotore, tanto più fine risulterà il terreno lavorato. La fresa Majus è caratterizzata da una struttura rinforzata con elementi modulari imbullonati che agevolano la manutenzione e consentono una configurazione flessibile. I cilindri idraulici sono allungati sui due bracci, le trasmissioni sono centrali ad alta resistenza, progettate per sopportare sforzi intensi e prolungati.

Più in dettaglio: Majus è dotata di un attacco universale a 3 punti (Categoria 3N e 4L N) e di un attacco per le barre anteriori oscillanti. Le ancore vengono proposte con un bullone di sicurezza meccanico in trazione su trasmissione e lato folle interno. Il rotore rinforzato ha un diametro di 540 mm con flange in acciaio alto resistenziale, sei zappe per flangia e un cardano centrale fisso da 1” 3/4 Z20, al quale si affiancano cardani laterali con frizioni a dischi (fino al modello 5700) e a camme (dal modello 6200). La serie Majus è composta da sette modelli con potenze necessarie comprese fra i 200 e i 450 Cv. La larghezza varia dai 4,2 metri del modello 4200 ai 7,2 metri del modello 7200, così come si amplia al crescere dei modelli il numero di zappe che sale da 96 a 168. La profondità di lavoro è di 28 cm per tutte le macchine della linea.

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